Il Partito

Documento su reindustrializzazione Piombino

31 gen , 2016  

PIOMBINO, ITALY - AUGUST 05: A view of the Lucchini steelworks on August 5, 2010 in Piombino, Italy. Alexei Mordashov the Russian billionaire chief executive officer of OAO Severstal and the largest shareholder of Lucchini steelworks presented business plans at the meeting to local and national institutions. Mordashov had been looking to sell Lucchini, the largest  Italian steel producer employing 4,000 staff, if he was unable to arrange debt restructuring agreements with banks. The Russian steelmaker Severstal, also controlled by Mordashov and which has a significant stake in Lucchini has stated that it may reconsider previous plans to view the company as a discontinued operation, confirming it  make look to deliver a business plan for presentation to the banks in September. (Photo by Laura Lezza/Getty Images)

Documento espresso dal Partito democratico della Val di Cornia-Elba con la riunione della Direzione territoriale congiuntamente convocata con la Direzione dell’Unione Comunale di Piombino, tenutasi in data venerdì 29 gennaio 2016, per fare il punto sul lavoro riguardante il progetto di reindustrializzazione di Piombino.

Dopo i tormentati passaggi che hanno attraversato il gruppo dirigente Aferpi e i ritardi accumulati, la proprietà oggi è chiamata a concretizzare definitivamente il suo impegno su Piombino. Ne ha bisogno il territorio che deve imboccare la strada di uscita dalla crisi e ne ha bisogno il Paese poiché dal rilancio del manifatturiero passa la capacità dell’Italia di tornare a crescere a ritmi sostenuti. Per farlo son necessari progetti innovativi quale quello con cui Rebrab si è affacciato a Piombino. E oggi è necessario che di quei progetti si dimostri la sostenibilità finanziaria e la solidità industriale per iniziare a fare gli investimenti necessari. Il Pd è al fianco di tutti i lavoratori e non rinuncia ad un principio di solidarietà fra i lavoratori del territorio, fra quelli coperti da ammortizzatori e quelli scoperti, fra gli autonomi e i dipendenti, fra quelli in contratto di solidarietà con Aferpi e quelli ancora in cassa integrazione in Lucchini in A.S. è un principio che per noi si estende ben oltre i confini del comprensorio, in questo senso intendiamo esprimere la nostra solidarietà anche ai lavoratori Ilva di Genova, impegnati in queste ore in una lotta dura per la sopravvivenza del loro stabilimento siderurgico attualmente privo di una prospettiva e di un acquirente. L’unità del mondo del lavoro e dell’impresa, insieme alle istituzioni e la capacità di lotta e di progetto di questo fronte largo ha rappresentato la leva che ha fatto scongiurare a Piombino una catastrofe imminente e sarà essenziale anche oggi per portare a termine il progetto di reindustrializzazione del territorio. Per questo respingiamo i tentativi vari di dividere questo fronte e siamo accanto alle organizzazioni sindacali che abbiamo incontrato anche questa settimana. In questi anni abbiamo fatto un lavoro importante, ma che non è finito. Molto passerà da Aferpi che deve anche colmare ritardi evidenti ma alcune partite, che non possono più attendere, devono essere chiuse dalle istituzioni.

398

Nella recente riunione del Tavolo dei sottoscrittori AdP Piombino, svoltasi poco prima di Natale alla presenza del Ministro Guidi e del Sottosegretario alla PCM Claudio De Vincenti, quest’ultimo ha riferito ai presenti e quindi alla Regione Toscana, al sindaco di Piombino ed al commissario Autorità Portuale di Piombino “ che la realizzazione della bretella SS398 è una priorità politica del MIT e del Governo, specificando che tale dichiarazione avveniva d’intesa con il MIT stesso. In quello stesso incontro è stata annunciata la convocazione di una specifica riunione a latere del Tavolo di coordinamento AdP proprio per definire il percorso attuativo della strada (ovvero finanziamento, progetto, soggetto attuatore). Il chiaro impegno ha dato piena soddisfazione alle molteplici ed annose richieste delle istituzioni regionali e locali per risolvere ed attuare un progetto unanimemente considerato la massima priorità infrastrutturale del territorio, anzi una vera e propria emergenza. Ed è bene ricordare che la bretella 398 è presente in tutti gli accordi sottoscritti e anche in leggi dello stato.

Occorre pertanto convocare urgentemente lo specifico incontro annunciato anche in considerazione che nel frattempo, con lo stanziamento di ulteriori 70 milioni da parte della Regione Toscana e dell’Autorità portuale, ci siamo messi nelle condizioni di terminare definitivamente l’infrastruttura portuale consentendo così l’insediamento di nuove attività (come la General Electric-Nuova Pignone) in grado di garantire ulteriori opportunità occupazionali e dare contestualmente una spinta vera al processo di diversificazione economica in corso. A questo punto il completamento della 398 fino al porto rappresenta davvero “l’ultimo miglio” da percorrere per aver definitivamente risolto il gap infrastrutturale che pesa su questo territorio e sul nostro tessuto economico e produttivo. Occorre fare presto, per questo proponiamo di affidare all’Autorità portuale (che è già entrata in possesso del progetto Sat) il ruolo di stazione appaltante e di reperire risorse pubbliche certe per finanziarne la realizzazione. Si tratta dell’ultimo sforzo che chiediamo di compiere a Governo e Regione, che già hanno investito oltre 300 milioni di euro nel nostro territorio, ma è anche lo sforzo senza il quale perfino una parte di quegli investimenti rischiano di essere meno efficaci nella risoluzione della crisi con cui la nostra comunità continua a fare i conti.

BONIFICHE

In questi mesi vi è stato un lavoro intenso da parte del ministero dell’Ambiente volto a velocizzare l’iter, anche semplificando la gestione dei SIN. Si è trattato di un lavoro complesso che ha impegnato anche l’azienda per la parte delle bonifiche di propria competenza e che sta approdando ad un progetto definitivo.

Occorre accelerare i tempi anche per le bonifiche di competenza pubblica, per questo chiediamo al presidente della giunta regionale, nonché commissario per l’attuazione dell’AdP, e titolare della convenzione con Invitalia, di convocare il comitato esecutivo al fine di monitorare lo stato d’avanzamento dei  progetti di bonifica previsti dallo stesso AdP e per i quali sono stati stanziati 50 milioni. Quelle bonifiche sono fondamentali non solo per la messa in sicurezza di un’area importante del territorio, su cui pesano evidenti criticità ambientali, ma rappresentano anche un’opportunità reale per le imprese e per i lavoratori.

TFR E AMMORTIZZATORI

Giudichiamo positivamente l’avvio di un lavoro concreto, con uno specifico tavolo insieme alle parti sociali, circa le forme di ammortizzazione sociale e soprattutto sulla possibilità di erogare il Tfr per i lavoratori Aferpi e Lucchini in amministrazione straordinaria. Occorre rapidamente rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono la liquidazione del TFR con il massimo impegno da parte di INPS, Amministrazione straordinaria e ministero del Lavoro. L’allungamento dei tempi per la realizzazione del progetto industriale rischia di abbattersi pesantemente sul sistema delle imprese dell’indotto. Per questo torniamo a chiedere l’estensione degli ammortizzatori sociali per quei lavoratori che rischiano di rimanere scoperti da qualsiasi protezione.

Non dobbiamo dimenticare Magona, che continua ad essere l’anello debole del sistema Arcelor-Mittal e che può essere aiutata intervenendo con decisione sul costo non competitivo dell’energia che grava sull’azienda, secondo le iniziative che possono riguardare l’azienda stessa ed il complesso dell’area industriale e portuale. Inoltre a marzo scadono i contratti di solidarietà e il loro rinnovo, secondo le nuove norme, penalizzerebbe fortemente i lavoratori che verrebbero retribuiti con il 60% del tetto previsto per la Cig anziché sul salario. Una situazione che potrebbe essere superata, tuttavia, inserendo lo stabilimento di Piombino tra le aziende da salvaguardare, alla stessa stregua di Aferpi, riconoscendo la continuità del ricorso agli ammortizzatori sociali.

AFERPI

All’azienda e al suo gruppo dirigente, che ci pare stia lavorando con maggiore precisione della fase precedente e con un approccio più pragmatico, chiediamo di presentare al più presto i frutti del lavoro di questi mesi con un vero e proprio masterplan corredato dal cronoprogramma relativo agli investimenti sui nuovi impianti. La nuova acciaieria elettrica, da realizzarsi con le migliori tecnologie disponibili, dovrà assicurare un ampia gamma di tipologie di acciaio in modo da conferire un ottimale valore aggiunto alle produzioni finali. Condizione essenziale per reinserire Piombino in un mercato sempre più difficile da affrontare. Nel frattempo è necessario assicurare la continuità nell’approvvigionamento dei semiprodotti in quantità e qualità sufficienti a garantire la presenza sul mercato e la piena utilizzazione dei treni di laminazione, anche per proseguire nel progressivo riassorbimento del personale ex Lucchini, già iniziato.

Da una parte vi è l’esigenza di dare certezze a lavoratori e imprese rispetto ai tempi e alla capacità di Aferpi di tornare a colare acciaio, dall’altra vi è l’esigenza di conoscere il dettagliato piano industriale aggiornato e supportato da planimetrie che rappresenta per noi un tassello importante del più grande processo di trasformazione che interessi il territorio da molto tempo a questa parte.

Un processo destinato a cambiare profondamente il volto dell’intero comprensorio e che la politica intende guidare. Il porto, l’area industriale, l’area attualmente ingombrata dalla centrale elettrica ENEL di Tor del Sale, il golfo di Follonica e la costa Est, una porzione di territorio che vogliamo rileggere complessivamente. L’insieme di questi interventi sono da iscrivere all’interno di un’unica visione complessiva dello sviluppo sostenibile. Attorno a quelle aree si gioca buona parte del futuro, per questo sarà necessario aprire una nuova stagione per la pianificazione strategica locale. Quella porzione di territorio, con le nuove previsioni, sarà il motore per il nuovo modello di sviluppo.

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Comunicati stampa,Il Partito

Elisa Liberati nuovo segretario del circolo del Cafaggio

28 gen , 2016  

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Elisa Liberati è il nuovo segretario del circolo Pd del Cafaggio. Trentadue anni, laurea magistrale in
economia aziendale e iscritta all’albo consulenti del lavoro in attesa dell’esame del prossimo
settembre, Liberati – che è anche consigliere comunale a Campiglia – stata eletta e nominata al
termine di una partecipatissima assemblea. Un congresso che si è concluso anche con un boom di
iscrizioni, particolarmente significativo per un circolo di grande portata storica e simbolica non solo
per Campiglia, ma un po’ per tutto il territorio. Quanto a Liberati, la sua nomina porta a tre il
numero delle giovani segretarie di circolo del comune Campiglia. Assieme al segretario, il circolo
ha ovviamente rinnovato anche il suo intero direttivo.

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Comunicati stampa

Valerio Fabiani su unioni civili, stepchild adoption e mobilitazione “SvegliatiItalia”

18 gen , 2016  

svegliatitalia

Con questo mio intervento  vorrei rivolgermi a tutti i cittadini, alle associazioni, alle forze sociali e politiche che operano nel nostro territorio. Stavolta non intendo parlare delle questioni che attengono allo sviluppo economico del territorio o piuttosto che dei sevizi sociosanitari e cioè dei temo su cui spesso sono intervenuto da segretario del Partito democratico, voglio invece approfittare della pazienza di chi legge per richiamare l’attenzione su un tema che considero altrettanto importante e che ci parla egualmente di diritti negati e di una ferita nell’ordinamento italiano che brucia sulla pelle della nostra comunità nazionale e che la politica è chiamata oggi a sanare, una volta per tutte. Siamo l’unico paese europeo a non avere una legge per il riconoscimento delle unioni civili, siano esse delle stesso sesso e di sesso diverso. L’Italia è stata già condannata dalla Corte europea per i diritti dell’uomo per questo vulnus legislativo che viola palesemente i principi fondanti della civiltà e tradisce i valori che ispirano la nostra Carta costituzionale. Questa grave inadempienza produce discriminazioni e disuguaglianze intollerabili. E pur rivendicando con orgoglio il merito al mio partito di aver dato finalmente a questo tema la centralità che gli spetta e la priorità nell’agenda parlamentare, e di aver lavorato anche per favorire una convergenza ampia e trasversale fra i partiti rappresentanti in Parlamento, credo si tratti di una battaglia di civiltà che riguarda tutti al di là delle appartenenze politiche.
Penso che il testo del cosiddetto ddl Cirinnà debba essere sostenuto e approvato così come è giunto al termine di un lavoro complesso di confronto fra le forze politiche, comprendendo anche lo stepchild adoption, che non può essere stralciato, poiché la tutela dei minori non è materia barattabile. La possibilità di adottare il figlio del partner rappresenta al tempo stesso il riconoscimento di un diritto sacrosanto, ma anche una assunzione di responsabilità, di doveri precisi nei confronti dei figli, doveri che l’affido non garantisce allo stesso modo. Per queste ragioni credo che tutti, sabato 23, giornata nazionale di mobilitazione per il riconoscimento delle unioni civili, dovremmo scendere in piazza per un’Italia più giusta e moderna. Credo che la storia della comunità della Val di Cornia, segnata da sempre da battaglie per il riconoscimento di diritti, ci imponga di essere in prima fila. Con la stessa determinazione, con la stessa passione con cui ci siamo battuti per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori e ci battiamo ancora per il diritto di tornare tutti a lavorare, ci batteremo anche noi per una società più equa e contro ogni forma di discriminazione. Propongo di trovarci tutti in piazza a Piombino, per organizzare un presidio in cui informare e sensibilizzare tutti i cittadini, per sostenere anche noi la mobilitazione nazionale “Svegliati Italia – è l’ora di essere civili”, un presidio di libertà e civiltà.

Valerio Fabiani, segretario Federazione Pd Val di Cornia Elba

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Comunicati stampa

Le sorprendenti dichiarazioni di Parodi sulla sanità

10 gen , 2016  

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Sono a dir poco sorprendenti le dichiarazioni sulla sanità espresse dal sindaco di Suvereto Giuliano Parodi nel corso della conferenza stampa tenutasi in questi giorni. Dopo aver inveito contro il Pd e i sindaci del Pd che hanno proposto la costituzione di un’unica zona distretto fra Val di Cornia e Bassa Val di Cecina e aver apertamente avversato la riforma sanitaria regionale che ne consente il progetto, lo stesso Parodi  ora vi aderisce, tentando goffamente perfino di intestarsene la paternità. Sarebbe curioso sapere cosa ne pensano i compagni di strada di Parodi – che vanno da Forza Italia al Movimento 5 Stelle – che proprio nel corso dell’ultima assemblea organizzata dall’amministrazione comunale di Suvereto, sbraitavano contro i rappresentanti del Pd e si divertivano a criticare e contestare proprio questa proposta. È evidente che Parodi, non avendo escluso il comune di Suvereto da tutti i progetti strategici della Val di Cornia, l’unica cosa che può fare è intestarsi i meriti di altri, arrivando fino al punto di contraddire se stesso. La vicinanza politica e la frequentazione con il sindaco di Livorno Nogarin lo ha ormai indotto a emularlo e ormai anche a Suvereto siamo alle comiche: peccato che tutto questo – come a Livorno – si consumi sulla pelle dei cittadini. E se ciò non è ancora successo lo si deve solo agli altri comuni della Val di Cornia – amministrati dal Pd – che hanno pensato anche ai cittadini di Suvereto e che mentre Parodi era intento a fare propaganda, si sono occupati di mettere in campo progetti volti a occuparsi dei problemi dei cittadini di tutto il territorio. Questo è accaduto sulle grandi questioni che attengono alle sviluppo economico e al lavoro, così come ai servizi pubblici o, appunto al servizio sociosanitario. Detto questo, noi siamo per vedere il bicchiere mezzo pieno e quindi per salutare il ripensamento di Parodi sulla sanità e il suo approdo alla proposta del PD, e lo aspettiamo alla prova dei fatti in consiglio comunale, visto che ogni comune sarà chiamato a pronunciarsi ufficialmente sulla riorganizzazione delle zone distretto. Tuttavia intendiamo spiegargli che questo nostro progetto, che da oggi è anche il suo, non si ferma ai territori sopracitati ma intende rivolgersi a una zona più vasta, che comprende anche le Colline Metallifere e, per quanto riguarda la rete ospedaliera, l’Isola d’Elba. Inoltre l’Unione dei Comuni da Parodi evocata, ma da noi del Pd proposta, dovrà anch’essa naturalmente essere oggetto di una discussione all’interno di questo nuovo e più vasto ambito territoriale, perché appunto le grandi partite strategiche si affrontano ormai solo superando i vecchi confini della Val di Cornia, che da sola non è più sufficiente. In ogni caso, per noi, prima dei contenitori (l’Unione dei Comuni) vengono i contenuti, e cioè i problemi dei cittadini, che solo con l’unità di tutti i comuni potremo affrontare, dalla sanità alla pianificazione urbanistica, fino al turismo. Tutti i temi su cui i comuni che governiamo e il nostro partito hanno avanzato proposte e progetti e su cui abbiamo sempre amaramente dovuto constatare l’isolamento e la totale indisponibilità al confronto da parte dell’amministrazione di Suvereto. Con la condivisione da parte di Parodi della nostra idea di riorganizzazione del servizio socio sanitario, si evince che la proposta, avanzata dal Pd e condivisa con sindacati e operatori, procederà forte dell’unanimità dei consensi da parte di tutti i comuni, e questa è una buona notizia per Suvereto e per tutto il territorio.

Valerio Fabiani, segretario Federazione Pd Val di Cornia Elba

Francesco Lolini, vicesegretario Federazione Pd Val di Cornia Elba

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