Sinistra vs destra, senza pasticci

Il Pd è il baluardo contro questa destra. È il perno del campo di forze che lavora per una società aperta, libera, inclusiva, democratica

Contrariamente a quello che quotidianamente viene propalato da star televisive, conduttori di talk show e opinionisti alternativamente di destra e di sinistra, più o meno tutta gente straricca, questa campagna elettorale alla fine si sta assestando sul più classico degli schemi: sinistra contro destra. Altro che “sono tutti uguali”. Ci sono due sinistre (ma è così dal ’96), però stavolta ci sono due o tre destre: una dai contorni ambigui, inaffidabili e dunque potenzialmente pericolosi (M5s), una più moderata, anche se ondivaga (Forza Italia), una di estrema destra (Lega/FdI), tanto di estrema destra da meritarsi l’appoggio di CasaPound. Sì, i fascisti vogliono in qualche modo andare a palazzo Chigi. Questa è la partita.

Malgrado le apparenze, dunque, pur in un contesto proporzionale che favorisce la frammentazione, continua a resistere un “bipolarismo fondamentale”. Due idee di Italia. Due concezioni di società, aperta quella della sinistra, chiusa quella delle destre.

Ma crediamo davvero che il Paese abbia qualche possibilità di proseguire la ripresa faticosamente avviata con i governi Renzi e Gentiloni con Brunetta a via XX Settembre? Pensiamo sul serio che l’Italia sarebbe più sicura con Salvini al Viminale o il pallido Tajani al palazzo Chigi? E magari La Russa alla Difesa e Gasparri alle Comunicazioni, come venti anni fa? Un incubo.

Diciamoci una semplice verità: la destra italiana è molto peggiore di quella, già bruttissima, del ’94 o del 2001. Forza Italia ha sempre le stesse facce solo più rugose (tranne Berlusconi che ha sul viso una specie di cinturato Pirelli), la Lega si è spostata ormai all’estrema destra scavalcando pure la povera Meloni che infatti non ha nulla di particolare da dire che non sia già stato detto da Salvini. È una destra che si nutre di pulsioni estremistiche e persino fascistoidi: quando i leghisti dicono che “è vecchio” parlare di antifascismo – cioè del più alto valore della nostra Costituzione – cosa fanno, se non percorrere il più vetusto sentiero della propaganda di estrema destra? È naturale che i fascisti di CasaPound si aggrappino a questo treno.

Ora, il Pd è il baluardo contro questa destra. È il perno del campo di forze che lavora per una società aperta, libera, inclusiva, democratica. È la forza che vuole ripristinare un sistema politico pulito, “antiscilipotiano” e impermeabile ai rimborsi taroccati, non schiavo delle fake news e tantomeno delle violenze verbali e fisiche di qualunque sigla e sigletta.

Ha ragione Walter Veltroni. In questi ultimi giorni bisogna far appello a tutte le persone di sinistra e democratiche di questo Paese per continuare a vivere in un Paese dai mille problemi ma libero, europeo, civile. Le donne e gli uomini di sinistra sono di più di quelli segnalati dai sondaggi. Molti di loro non parlano. Lo sappiamo: molti sono stanchi di riprendere per l’ennesima volta le bandiere democratiche e tornare in campo. Ma è a loro, che gonfiano il mare degli indecisi, che il Pd deve sapere indicare la strada. Sinistra contro destra, senza pasticci, oggi e domani. Lo scontro è forte. Ma stavolta con molti rischi in più.