Salvini-Di Maio: alleati cercasi disperatamente

È il giorno in cui i due leader usciti vincitori dalle elezioni del 4 marzo incontrano i parlamentari dei propri schieramenti. Il M5s si è riunito a Roma, mentre la Lega a Milano. Diverse le riunioni, per i grillini l’appuntamento è più che altro tecnico, mentre per i leghisti è stato più politico.

Di Maio: fidatevi di me

Il M5s si è riunito all’hotel Parco dei Principi, il luogo dove hanno aspettato i risultati elettorali e festeggiato la vittoria. Il tutto si è svolto in totale riservatezza, con i cronisti tenuti alla larga. Poche le notizie trapelate, con il leader Luigi Di Maio che ha detto ai suoi: “Andiamo al governo, devono per forza passare da noi. Dovete fidarvi di me. Sul Def, che arriva in Aula subito, entro il 10 aprile, già inseriremo le nostre prime proposte”. Come ha spiegato Alfonso Bonafede, fedelissimo di Di Maio: “Non abbiamo parlato del tema convergenze di governi in questo primo incontro. Come abbiamo detto, siamo disposti a fare un’apertura sui temi con tutte le forze politiche, nessuna esclusa”.

Capigruppo M5s

Da quel che trapela il leader del M5s si è dimostrato sicuro e molto fiducioso. Alla riunione che è servita per far conoscere le prassi parlamentari, le prossime scadenze e l’utilizzo della piattaforma Rosseau sono stati annunciati i prossimi capigruppo che saranno Giulia Grillo alla Camera e Danilo Toninelli al Senato. I due guideranno i deputati e i senatori grillini per diciotto mesi, sempre se la Legislatura andrà avanti così tanto. Si sarebbe anche discusso della composizioni delle prossime commissioni permanenti di Camera e Senato, uno dei primi passi della Legislatura.

Luigi Di Maio avrebbe anche annunciato novità per quanto riguarda la rendicontazione, dove ci sarà il definitivo addio agli scontrini.

Salvini al Pd: spero siano a disposizione per dare una via d’uscita al Paese

Di tutt’altro tenore l’incontro leghista con Matteo Salvini protagonista. L’altro vincitore delle elezioni ha parlato con i cronisti sia prima che dopo l’incontro. Il leader leghista è alla disperata ricerca di alleati per formare una coalizione di governo. La richiesta esplicita è stata rivolta al Partito democratico: “Spero siano a disposizione per dare una via d’uscita al paese, a prescindere da chi uscirà dalle primarie”. Ma precisa: “Non penso a maggioranze politiche che abbiano il Pd alleato del centrodestra”. Dunque dalle sue parole si può capire che la richiesta è quella di un appoggio esterno ad un suo governo.

No al reddito di cittadinanza

Il leader leghista non chiude totalmente ad un accordo con Il M5s, ma pone  un veto sul reddito di cittadinanza: “Che ci sia un tessuto comune su alcuni temi è evidente, che noi abbiamo chiesto il voto come centrodestra è altrettanto evidente. Offriremo un programma magari ampliato su alcuni punti. Noi sicuramente non proporremo reddito per qualcuno che sta a casa, noi investiremo per abbassare le tasse a chi crea e offre lavoro. Noi non siamo per l’assistenza. Il voto della Lega al Sud non è un voto di assistenza”.

Presidenza della Camera a M5s

A riprova della volontà di trattare con Luigi Di Maio c’è anche l’offerta fatta da Salvini della presidenza di Montecitorio: “Il primo passaggio sarà l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, non ho ancora sentito nessuno, non mi ci sono appassionato, ma sentiamo la responsabilità di essere la prima forza della prima coalizione e, quindi, sicuramente faremo delle proposte. Per le presidenze sarà nostro dovere incontrare e ascoltare tutti”. Il leader leghista ha detto che chiamerà i leader degli altri partiti “per proporre una gestione condivisa, democratica e rispettosa del voto popolare”, ma “partendo dalla scelta degli italiani di domenica”. Quanto alla possibilità che la presidenza di uno dei due rami del Parlamento vada a un esponente del Movimento 5 Stelle, il leader del Carroccio non si è detto contrario: “Perché dovrei esserlo?”.

Sfida aperta a Bruxelles

Salvini ha poi voluto sfidare apertamente Bruxelles e la Bce su tasse ed Euro. Ai vertici europei il leader leghista ha voluto mandare un messaggio chiaro: “Leggo che Bruxelles vuole nuove tasse, noi presenteremo una manovra alternativa fondata sul contrario: meno tasse. E a Bruxelles saranno contenti perché tutti sono contenti se l’Italia cresce”. Mentre alla Bce e al presidente Draghi, che ieri aveva definito l’Euro “irreversibile”, risponde con una battuta che fa capire il tipo di politica che vuole impostare: “Di irreversibile c’è solo la morte, altre cose irreversibili non ne conosco. Se questa moneta non funziona si può mettere in discussione”.

Dunque come ha candidamente ammesso Salvini, le basi programmatiche comuni tra Lega e M5s ci sono e non sono poche, basterebbe limare alcuni punti programmatici – azzardiamo reddito di cittadinanza da una parte e flat taxdall’altra – e l’alleanza politica ci potrebbe essere. Altrimenti, come al momento sembra probabile, si procederà a formulare una nuova legge elettorale e si tornerà al voto.