La missione di Liliana Segre: “Ecco perché combatto l’indifferenza”
Che effetto mi hanno fatto gli applausi? Mi sono quasi emozionata più ieri di quando sono entrata per la prima volta al Senato a gennaio“. Così Liliana Segre, intervistata a Circo massimo su Radio Capital. “Parlo in modo semplice, non conosco la politica, e con tutti i miei limiti mi sono trovata a occupare questa posizione e ho capito che moralmente ho un ruolo che non è politico: quella che parla sono io, non un’altra persona – ha aggiunto la senatrice a vita – Oggi sono vecchissima, sto per compiere 88 anni, pensi quanti anni sono passati dalle leggi razziali… ma sono ancora qui, a testimoniare. È la mia missione per tutti quelli che non hanno potuto“.

La neo senatrice a vita ha forse capito davvero il senso profondo della politica con la P maiuscola: parlare alla gente con semplicità ma senza semplificare o cercare scorciatoie. E così ieri l’aula del Senato si è alzata in piedi per lei, dopo aver ascoltato in religioso silenzio le sue parole dure come macigni, ribadite oggi in un’intervista al quotidiano la Repubblica. Un colloquio per ribadire che le cose che si vedono in giro lei le ha già viste, soprattutto quando si parla di migranti.

“Sono stata una richiedente asilo, in Svizzera, e sono stata respinta”, racconta la senatrice, reduce dell’Olocausto. “Eravamo dei clandestini, avevamo le carte false. Siamo stati in carcere. E poi siamo stati deportati. In questo iter c’era qualche cosa che a distanza di tanti anni ho visto ripetersi. Ma io c’ero. Questa cosa l’ho vissuta in prima persona”. Nel suo intervento al Senato, la senatrice ha raccontato la sua esperienza e ha annunciato che si opporrà con tutta la forza a leggi speciali contro rom e sinti: “Da persona che ha vissuto in una minoranza colpita”, spiega, “non posso veder colpite le altre minoranze solo perché esistono. Ad Auschwitz il nostro campo confinava con quello degli zingari, che sembravano continuare a vivere la loro vita, senza divise, in famiglia. Poi una mattina non c’era più nessuno. E una prigioniera disse: ‘li hanno bruciati tutti’. Io queste cose le ho viste. Questa è la differenza fra me e gli altri”.  “La storia, per quanto sappiamo che si ripeta, in realtà non si ripete mai esattamente. Ogni situazione è diversa. I grandi silenzi, il grande disinteresse, la grande indifferenza, quello si ripete. Sono le persone e i fatti ad essere diversi. Ma rivedo l’osceno sospetto di chi fino ad adesso non ha osato e adesso osa“.

Alla senatrice a vita ha risposto in serata il ministro dell’Interno Salvini, chiarendo che non ci saranno leggi contro rom e sinti: “Capisco il punto di vista di un leghista. Un leghista che va al potere si fa garante di un’ordine che finora non c’è stato. Salvini, dal suo punto di vista, fa il suo mestiere. Però parlare di leggi speciali mi ricordano qualcosa del passato… è una ferita che non si è mai rimarginata”. Segre spiega poi la decisione di astenersi al voto di fiducia: “Ci ho pensato parecchio, anche alle vie che avrei avuto. Mi è sembrata la cosa più giusta, per come sono fatta”.

Ma l’astensione non equivale ad un disinteresse, tutt’altro. E infatti illustra il disegno di legge che vuole presentare: “E’ già pronto. Sono sempre per usare l’italiano, ma stavolta uso l’inglese: è contro l’hate speech, il discorso dell’odio. Ci tengo tanto a questo andare contro ai discorsi dell’odio, a lasciare che non ci siano delle categorie odiate, verso le quali si dice tutto il male possibile”.

“L’odio comincia molto presto, con il bullismo nei ragazzi, nelle riunioni condominiali, in un sorpasso in macchina. C’e’ un odio latente in ognuno di noi. Ho predicato per trent’anni contro l’odio per tenere alto l’amore per la vita”.