Una nuova frontiera per i Giovani Democratici

Da anni, insieme a tanti ragazzi in tutta Italia che si riconoscono in un perimetro ideologico e valoriale riformista, dedico tutte le mie energie ai Giovani Democratici, l’organizzazione giovanile del Partito Democratico. Qui intendiamo portare avanti il nostro impegno, ma riteniamo ora più che mai urgente l’avvio di un percorso rifondativo che definisca un progetto, una funzione e una guida politica credibili per i GD.

Da tempo molti di noi cercano di offrire un contributo costruttivo per rilanciare la forza di questa organizzazione, precisarne la missione, conquistare un più ampio spazio politico, ma a livello nazionale purtroppo le nostre parole sono rimaste inascoltate.

In un momento delicato per la vita della nostra comunità molti stanno prendendo coraggio e iniziano a moltiplicarsi le prese di posizione critiche e gli interrogativi sul nostro futuro. Organismi lenti e pletorici, lo scarso rinnovamento generazionale, l’assenza di un dialogo costante e produttivo con il Partito sono le principali cause dello stato di crisi in cui versa la nostra organizzazione.

Al momento vengono perseguite due strade. Da una parte c’è chi ha intravisto in percorsi, perlopiù individuali e tematici, un’opportunità per coinvolgere e recuperare il voto giovanile; dall’altra c’è chi ritiene preservabile uno status quo che mostra tutti i suoi limiti, segnato dalla scarsa condivisione delle scelte e dal ripiegamento interno.

Noi crediamo che si debba invece costruire una soluzione differente. Pensiamo che l’organizzazione possa essere una palestra di pensiero e al contempo portare avanti battaglie concrete tornando a presidiare i luoghi della conoscenza, della formazione e del lavoro.

Vogliamo una giovanile che sia innanzitutto uno spazio dove approcciarsi per la prima volta alla militanza, allo studio, al confronto e che rappresenti un vivaio di energie per il futuro Partito Democratico. Crediamo che possa esistere un’organizzazione che sia uno spazio autonomo di proposta e azione, senza rinunciare al rapporto naturale che ci lega al Partito Democratico e ai suoi valori, ma anche senza accettare il mero ruolo di megafono.

Un’organizzazione giovanile che sappia guardare al di là di sé stessa e che abbia l’obiettivo di essere centrale nel campo dei giovani del centrosinistra, tornando a dialogare con le rappresentanze studentesche, l’associazionismo, i sindacati e il mondo della cultura.

Un’organizzazione in cui ci sia spazio per la dialettica democratica ma anche per la sintesi finale.

Un’organizzazione che abbia il coraggio di porsi come segmento più avanzato e radicale del panorama politico italiano e di offrire un contributo intellettuale al rilancio del riformismo europeo. Bisogna tornare a sognare e pensare in grande.

Per realizzare ciò, pensiamo sia doveroso mettere tutto in discussione, a partire da noi stessi fino ad arrivare al vertice nazionale, e non possiamo più permetterci di perdere tempo. Siamo convinti che occorra un nuovo percorso fondativo e una nuova leadership collettiva che traghetti il livello nazionale ad un prossimo congresso entro l’anno, all’interno di un rinnovato perimetro regolamentare.

Si tratta di «una nuova frontiera, che non assicura promesse, ma soltanto sfide». Attraversiamola insieme.