La lettera che inchioda l’Italia alle proprie responsabilità

Una lettera durissima quella arrivata dall’Europa, che spiega punto per punto perché la manovra del governo gialloverde mette in atto una “deviazione senza precedenti nella storia del Patto di stabilità“. Un giudizio duro, anche se non definitivo,  visto che la Commissione si dice ancora disponibile a voler “proseguire un dialogo costruttivo per arrivare a una valutazione finale”. Uno spiraglio ancora c’è, quindi, ma bisogna aspettare per vedere quale sarà la reazione del governo, sempre più in difficoltà nel dare seguito alle promesse elettorali irrealizzabili. Nessuno dei due vicepremier può perdere la faccia proprio in questo weekend: Salvini perché vuole vincere le elezioni in Trentino e Di Maio perché raduna i suoi a Roma. Ma in gioco non c’è un pugno di voti, bensì la credibilità di un intero Paese.

Gli effetti si sono già visti: la possibilità di una bocciatura da parte della Commissione ha fatto schizzare lo spread ai massimi, bruciando milioni di euro risparmiati. Certo, non è solo all’Italia che Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici chiedono chiarimenti a nome dell’Unione. Anche Francia, Spagna, Belgio e Portogallo hanno ricevuto una lettera per avere delucidazioni. Ma solo in Italia il commissario Ue agli Affari europei ha ritenuto fosse meglio venirla a consegnare personalmente, portandola direttamente al ministro Tria. Da lui ci si aspetta molto, ha detto lo stesso Moscovici: “La risposta che ci darà Giovanni Tria sarà molto importante sulle nostre preoccupazioni: sul deficit strutturale, sul livello di debito e sulla capacità del Bilancio di sostenere la crescita”.

Ma la storia di questo governo ci ha insegnato che i margini di manovra del ministro dell’Economia sono molto limitati, sotto la scure del peso dei due vicepremier. La bocciatura definitiva alla manovra non è mai stata così vicina.