Più diritti e tutele

Il ddl è formato da 4 articoli ed estende alcune tutele fondamentali a tutti i lavoratori impiegati nelle piattaforme digitali

Un progetto di legge per estendere diritti ai cosiddetti riders, ovvero i lavoratori impiegati attraverso le piattaforme digitali. A presentare la proposta di legge è il Partito Democratico che ha spiegato i dettagli del documento nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio. Diverse sentenze hanno deciso che questi lavoratori (non si tratta solo di giovani, ma anche di molti 50enni) sono ormai considerati autonomi. E la questione che il Pd pone al governo è che non siano sfruttati, con l’obiettivo di “assicurare adeguate condizioni retributive e di favorire il pieno rispetto della dignità, della salute, della sicurezza”. “Il governo è in gravissimo ritardo su questo argomento”, sottolinea Delrio durante la conferenza stampa.  Il punto per il capogruppo dem è che l’esecutivo ha istituito un tavolo tecnico ma non ha ancora formulato alcuna proposta. “Qui si parla di diritti delle persone, che non possono continuare ad aspettare”. Per questo il Pd chiede di calendarizzare la proposta dem che è stata pensata già da qualche mese. “Basterebbe mettere in calendario una proposta sottolinea Delrio – come sul salario minimo, su cui abbiamo sfidato il governo fin dall’inizio della legislatura. Crediamo questo sia un bisogno cogente: smettere di fare chiacchiere, promesse, di inventarsi provvedimenti improvvisati come lo sblocca-cantieri e cominciare a ragionare sul serio sul benessere delle persone”. Una proposta che va nella direzione di un Partito democratico che pensa non solo ai lavoratori dipendenti e alla difesa della classe media, ma anche a difendere i nuovi poveri, coloro che sono privi di diritti. La proposta di legge è formata da 4 articoli, che estendono alcune tutele fondamentali non solo ai rider, ma a tutti i lavoratori impiegati nelle piattaforme digitali. In particolare si tratta dell’estensione dell’assicurazione obbligatoria per gli infortuni sul lavoro; un trattamento economico adeguato alla specificità della prestazione lavorativa; una tutela antidiscriminatoria nei confronti dei lavoratori; e la possibilità di unirsi in libera azione sindacale. La vicepresidente Deborah Serracchiani sottolinea poi come la proposta si muova nel solco tracciato dalla prima legge regionale del settore, quella voluta dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Un lavoro che viene da lontano, grazie anche al lavoro dei giovani democratici di Milano, che per molti mesi hanno registrato la vita di questi ciclo fattorini e, ancora più importante, la prima legge regionale del Lazio voluta da Zingaretti”. E a proposito di diritti, proprio in queste ore anche i senatori del Partito democratico in Commissione Lavoro hanno presentato un emendamento al disegno di legge proprio sul salario minimo per i lavoratori occupati nelle piattaforme digitali. Un altro spunto dem che va nella direzione dei lavoratori.