Gianni Anselmi risponde a Salvini

Gianni Anselmi risponde agli attacchi di Salvini a “Il Tirreno”

Capitan Salvini è arrivato per fare il suo struscio corsaro sulla nostra costa per liberarci dalla libertà. La libertà di un giornalista che in piena autonomia conduce un’inchiesta sulla Parchi Val
di Cornia e scopre il suo amministratore delegato con le mani nella marmellata, e ancora non sappiamo bene dove ha affondato il dito. La libertà di un giornale che, guarda caso, è stato il primo a segnalare la presenza di ecoballe di plastica vicino a Cerboli e si è battuto, richiamando responsabilità di chiunque avesse il potere di farlo, per spingere verso la soluzione di un problema di cui per oltre un anno al governo Salvini e i suoi non si sono occupati.
Non possiamo che essere dalla parte della libertà, quando è comoda e quando è scomoda. Anche quando è scomoda per noi e magari ci stimola a far meglio.
Attaccare questa libertà, imbastire campagne di denigrazione nei confronti di giornalisti e giornali non è il nostro stile. Sono onorato di aver fatto il sindaco della mia città per 10 anni, ho avuto anche discussioni aspre con i giornalisti ma sempre nel rispetto dei reciproci ruoli. Ho difeso le mie opinioni con argomenti, non usando battute o toni denigranti. Il rispetto, la parolina magica che Salvini non conosce. Il rispetto per funzioni e prerogative nel confronto fra i quali sta il sale della nostra democrazia liberale.
Sì, liberale. Come l’hanno voluta i nostri padri costituenti, tutelando la libertà di stampa, mai sottoposta a censure come qualcuno vorrebbe. Se Salvini preferisce Topolino se lo compri pure e lo tenga sul comodino per guardare le figure. A replicargli hanno già pensato gli editori della Disney.
Noi continuiamo a difendere quella libertà che pretende il rispetto dei ruoli. Sappiamo bene quanto la democrazia richieda fatica, ma la preferiamo sempre a chi, inebriato dalle feste in discoteca e sulle spiagge, evoca pieni poteri.
Solidarietà al direttore del Tirreno e a decine e decine di persone che ogni giorno lavorano con lui, non per portarci verità ma per cercarla.