Ordine del Giorno votato all’unanimità dalla Direzione della Federazione Val di Cornia-Elba e dalla Direzione dell’Unione Comunale di Piombino del Partito Democratico – 7 marzo 2014

Il destino del polo siderurgico di Piombino è legato a doppio filo al futuro dell’industria italiana oltreché alle prospettive di una intera comunità. Per questo pensiamo che la politica e le istituzioni non possano accontentarsi di assistere passivamente allo svolgimento della procedura di vendita del Gruppo Lucchini senza assumere una forte iniziativa sul piano delle politiche industriali. È interesse di tutti che la procedura si svolga nel pieno rispetto delle regole, dando la possibilità al Commissario Straordinario di esaminare attentamente e serenamente le diverse manifestazioni di interesse che si sono palesate. Noi non facciamo il tifo per nessuno e intendiamo ribadire che a Piombino chiunque intenderà fare un investimento all’altezza delle nostre aspettative troverà “condizioni ambientali” favorevoli, ma sentiamo l’esigenza, nel rispetto del ruolo di ciascuno, di esprimere liberamente le nostre valutazioni, ribadendo e difendendo le prerogative e le esigenze del nostro territorio.

In questo senso esprimiamo forte preoccupazione per la vicenda che si sta consumando attorno alla manifestazione di interesse del gruppo giordano SMC, un progetto che abbiamo avuto modo di conoscere, essendo l’unico che è stato presentato pubblicamente, e apprezzare per i contenuti, riscontrandovi molti elementi di coerenza con il lavoro di questi anni, le ambizioni del territorio e quel progetto di riconversione ecologica del polo siderurgico definito dal protocollo d’intesa firmato lo scorso 16 gennaio da Governo, Regione e istituzioni locali. Ma proprio per questo abbiamo chiesto, e continuiamo a chiedere, che venga fatta chiarezza, da parte degli stessi proponenti, sulla solidità finanziaria e industriale, poiché il livello di incertezza che pesa sul futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie non ammette approssimazioni o salti nel vuoto. Questo vale ovviamente per SMC così come per tutti gli altri soggetti che si sono fatti avanti.

La diretta presa in carico di questa vicenda da parte del governo rappresenta un punto di svolta che va nella direzione giusta, da noi stessi indicata e sollecitata. Per la portata della partita che si sta giocando, infatti, è necessaria tutta la forza politica che solo un intervento diretto del Governo è in grado di garantire. È stato importante, inoltre, confermare la volontà di accompagnare la procedura di vendita con un percorso di confronto fra Istituzioni di ogni livello ed organizzazioni sindacali.

Avvertiamo comunque il bisogno di richiamare l’attenzione del Governo a partire dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dello Sviluppo Economico attorno all’esigenza inderogabile di ricondurre la procedura di vendita Lucchini all’interno di una strategia nazionale per la siderurgia, scommettendo su innovazione e ambientalizzazione delle produzioni, su bonifiche e riconversione ecologica in linea con quanto previsto dal nuovo Piano Europeo dell’acciaio. Chiediamo al nuovo Governo di riconfermare l’impegno contenuto nel suddetto protocollo e di agire tempestivamente, considerando Piombino uno straordinario laboratorio nazionale e di evitare che una chiusura anticipata dell’altoforno per esaurimento di materie prime contribuisca a disperdere un patrimonio di professionalità delle maestranze, di qualità dei prodotti (a patire dalle rotaie di 108 metri), di competitività logistica determinata dall’affaccio sul mare dello stabilimento e dalle prospettive che si possono aprire grazie al potenziamento infrastrutturale dell’area portuale. In definitiva, sottolineando i segnali positivi di questi giorni, ma consapevoli dei rischi cui la nostra comunità è esposta, chiediamo al Governo di:

Favorire le condizioni di mantenimento della continuità produttiva che garantisca la marcia dell’altoforno almeno fino all’individuazione di un nuovo partner e di un nuovo piano industriale. A tale scopo è indispensabile la nuova fornitura di materie prime per evitare ad aprile la formata di quell’impianto;
Concretizzare gli impegni assunti nel Protocollo d’intesa del 16 gennaio, varando rapidamente l’Accordo di Programma su cui si sta lavorando da mesi;
Vigilare affinché l’esito della procedura di vendita del Gruppo Lucchini sia coerente con quel progetto di riconversione ecologica dello stabilimento e di modernizzazione e riorganizzazione dell’intera area industriale di Piombino.