Comunicati stampa

SOLIDARIETA’ E SOSTEGNO AI LAVORATORI DI PIOMBINO LOGISTICS

11 feb , 2017  

porto

La manifestazione di protesta dei lavoratori di Piombino Logistics che si terrà sotto la direzione Aferpi Lunedì 13 Febbraio, raccoglie la piena adesione del partito democratico Val di Cornia-Elba.

Questa presa di posizione avviene attraverso le parole rilasciate dal Segretario Valerio Fabiani: “Chiediamo all’azienda di ascoltare la denuncia dei lavoratori che è anche la nostra” riferendosi al ritardo intollerabile nella presentazione del piano industriale. “L’assenza del piano rischia, innanzitutto, di far precipitare i lavoratori di Piombino Logistics in una situazione di assoluta incertezza, mi riferisco al mancato rilascio delle concessioni da parte dell’Autorità Portuale. In secondo luogo- continua Fabiani- le infrastrutture portuali sono un bene pubblico che non può essere messo a disposizione senza la garanzia che il progetto industriale e logistico, con cui Cevital si è aggiudicata la proprietà dell’ex Lucchini, si concretizzi effettivamente”.

Il PD chiede infine che sia valutata la possibilità di una proroga delle concessioni, adeguata sia alla presentazione del piano industriale che alle conseguenti e necessarie verifiche da parte delle istituzioni.

Alla protesta di Lunedì sarà presente anche il Circolo PD delle fabbriche, che condivide la preoccupazione dei lavoratori espressa dalle RSU che li rappresentano. “Saremo presenti come lavoratori e come Circolo delle fabbriche del Pd” dice Valerio Pietrini Segretario del Circolo. “Rebrab deve, celermente, presentare il piano industriale e finanziario completo così da ottenere concessioni definitive, nel frattempo, però, dobbiamo trovare soluzioni di continuità produttiva per tutto lo stabilimento”. Pietrini conclude, poi, invitando i lavoratori e la cittadinanza a partecipare: “Abbiamo iniziato questo percorso tutti insieme e tutti insieme lo porteremo avanti”.

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Comunicati stampa

FABIANI SU SITUAZIONE AFERPI E NUOVE PROSPETTIVE

10 feb , 2017  

10380276_10201894899829550_542465415013474857_nL’incontro al Mise non è certamente stato risolutivo e continua a gravare su tutta la vicenda il peso dei ritardi di cui Rebrab è responsabile. In realtà gli unici spiragli che si sono aperti sono soprattutto il frutto della pressione che sono riusciti a imprimere da un lato il governo incalzando l’azienda e dall’altro i lavoratori e il territorio attraverso la mobilitazione, spingendo Aferpi a imboccare una strada da cui adesso non può tornare indietro.

Non mi riferisco tanto ai 20 milioni, che metterebbero almeno temporaneamente in sicurezza il circolante e che andrebbero rapidamente stanziati, quanto al fatto che adesso, essendo stato lo stesso Rebrab a fissare una deadline indicando nel 15 marzo il termine entro cui dovrebbe essere finalmente presentato il piano, il patron di Cevital non può più scappare di fronte alle proprie responsabilità. Il re è nudo: se entro il 15 marzo non succedesse niente, non potranno essere accampate scuse e non resterà altro da fare che rimettere tutto in mano al Governo che potrà e dovrà assumere un’iniziativa con o senza Cevital per costruire una nuova prospettiva.

Alcuni di noi sono stati tacciati di voler «abbandonare la nave» ma la verità è che solo assumendo tutti una posizione netta nei confronti della proprietà era possibile inchiodarla alle responsabilità. Naturalmente entro il 15 marzo le nuove possibili opzioni alternative dovranno essere preparate per evitare il vuoto che si determinerebbe in mancanza del piano promesso da Rebrab.

Adesso giustamente ci concentriamo sulle opzioni che assicurino una prospettiva allo stabilimento siderurgico: penso che la prima opzione da esplorare dovrebbe essere quella di ricercare un equilibrio virtuoso con Ilva per dar vita a un coerente progetto nazionale in uno dei settori strategici dell’industria di base pur nella consapevolezza della complessità di questo tipo di percorso.

Ma allo stesso tempo dovremmo concentrarci sulle nuove possibili filiere produttive diverse dalla siderurgia, sia quelle previste nel progetto Cevital, la logistica e le attività previste nelle aree attualmente dedicate a agroindustriale e commercio, sia quelle che per iniziativa di altre imprese e attraverso la programmazione locale possono essere messe in cantiere. Per questo occorre spingere sulla revisione degli strumenti urbanistici in coerenza con il nuovo modello di sviluppo sostenibile che vogliamo realizzare.

Riteniamo opportuno fare in modo che “varianti” come quella che saremo chiamati a varare per il superamento della centrale di Tor del Sale siano l’occasione per una rilettura complessiva di aree strategiche del territorio spingendo sulla vocazione turistica. Dobbiamo necessariamente continuare a lavorare per rendere attrattive tutte le aree disponibili per l’insediamento di nuove attività produttive. La priorità è il lavoro, per questo proponiamo che anche risorse come quelle arrivate grazie alla causa vinta dai Comuni con Enel siano destinate a sostenere scelte in grado di rendere sempre più bello e fruibile il territorio che promuoviamo.

Su turismo e agricoltura penso che i Comuni debbano lavorare insieme nella direzione che indicammo fra i nostri obiettivi alle ultime regionali, definendo un apposito accordo di programma quadro insieme alla Regione con risorse e strumenti nuovi a disposizione di imprese e istituzioni all’interno del nuovo ambito territoriale più vasto della sola Val di Cornia.

Bene la riunione della cabina di regia per l’attuazione degli accordi di programma, bene la partenza dei bandi per le bonifiche di parte pubblica. Qui e ora ci giochiamo una partita che non ammette spettatori sugli spalti, noi vogliamo e dobbiamo giocarcela fino in fondo, come protagonisti del nostro destino.

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Comunicati stampa

il Pd a Rebrab: Basta annunci, rispetti gli impegni come hanno fatto lavoratori e istituzioni

19 gen , 2017  

direzione

Di seguito il documento che sintetizza la posizione del Partito democratico sulla vicenda Aferpi dopo l’incontro con le organizzazioni sindacali e la riunione della Direzione di federazione svolti nei giorni scorsi.

Alla luce del confronto con le organizzazioni sindacali di categoria e delle valutazioni espresse dalla direzione del partito sullo stato attuale della vicenda Aferpi, non possiamo che esprimere preoccupazione dello stato in cui si trova l’azienda. Due dei laminatoi sono fermi e il treno rotaie ha una prospettiva produttiva che non va oltre prossimo marzo. Ciò mette in pericolo il presente e il futuro dello stabilimento, oltre che la possibilità di mantenere attivi i contratti di solidarietà che coinvolgono la totalità dei dipendenti. In questa situazione intravediamo il rischio della perdita di ulteriori quote di mercato, fino a compromettere le stesse prospettive di rilancio del polo siderurgico di Piombino. A poco serve l’ennesima comunicazione “tranquillizzante” di Issad Rebrab, che ancora una volta, nell’intervista rilasciata da Parigi al Sole 24 Ore, ha promesso che gli impegni assunti per Piombino saranno mantenuti, pur con significativo cambiamento dei progetti iniziali. In quelle dichiarazioni si leggono ancora “approssimazioni” da chiarire e che, soprattutto devono essere trasferite in un preciso programma industriale da sottoporre al ministero dello Sviluppo economico, così come richiesto fin dal dicembre scorso.

La proprietà ex Lucchini, con la firma dell’accordo di programma, ha assunto dei precisi impegni morali, oltre che imprenditoriali, nei confronti di un territorio e di migliaia di famiglie ormai da troppo tempo in difficoltà. I lavoratori e i sindacati hanno onorato gli impegni assunti accentando, con un ridimensionamento dei propri salari, la sfida di partecipare al rilancio dell’industria siderurgica. Tutto il sistema della piccola impresa, a partire da quello dell’indotto, dopo aver fatto da banca all’ex Lucchini, ha contribuito con ulteriori sacrifici e senza mai abbandonare il campo allo sforzo di mantenere in vita l’attività dello stabilimento, nella prospettiva di tornare a dare lavoro ai propri dipendenti negli interventi di smontaggio, demolizione, bonifica e nuove costruzioni fino alla ripresa effettiva del ciclo siderurgico. A questo si aggiunge l’azione del Governo, della Regione e del Comune per rimuovere, nei tempi più brevi possibili, tutti gli ostacoli che avrebbero potuto rallentare gli investimenti: garanzia di un costo dell’energia pari alle altre aziende elettro-siderurgiche, circa 100 milioni di cui l’azienda potrà beneficiare attraverso i certificati bianchi  (risparmio energetico), 30 milioni ottenibili dalla Regione per l’innovazione, tempi rapidi per l’approvazione della “Variante Aferpi”. A tutto questo si aggiunge la moral suasion messa in campo dal Governo nei confronti delle banche per agevolare la concessione di crediti ad Aferpi e, più recentemente, l’impegno della Regione per ricercare una forma di garanzia che possa consentire all’azienda di sopperire alle carenze di capitale circolante e assicurare la continuità produttiva di ciò che è rimasto dello stabilimento. Appare scontato inoltre ricordare a Issad Rebrab che quel porto, che ribadisce essere stata la sua principale attenzione, è frutto di ingenti investimenti dello Stato e della Regione finalizzati proprio alla ristrutturazione della siderurgia e della ricerca di una diversificazione economica spinta da una crisi profonda del vecchio “modello di sviluppo”. La fabbrica e la città non possono più accontentarsi di nuove promesse, soprattutto se veicolate attraverso dichiarazioni stampa. C’è bisogno di qualcosa di più: della formalizzazione di un nuovo piano industriale, di un preciso cronoprogramma e di una certa capacità finanziaria di sostenerlo. Tutto questo si attende che Cevital sia in grado quanto prima di presentare al ministro. La ripresa dell’attività siderurgica, insieme al mantenimento di tutti gli altri impegni presi da Issad Rebrab, è certo uno dei pilastri fondamentali su cui può poggiare la ripresa economica di un vasto territorio. Ciononostante riteniamo necessario, con ancor più forza e convinzione, la necessità di sviluppare tutte le possibili azioni per avviare Piombino e la Val di Cornia fuori dalla crisi. Non servono per questo interventi improvvisati, sospinti solo dalla necessità di dare risposte all’oggi, ma una prospettiva ordinata in cui possa trovare posto l’intero patrimonio delle ricchezze e delle tante energie del territorio, armonicamente sfruttate e senza dar luogo a suggestioni speculative che ne comprometterebbero il valore. Riteniamo dunque che Cevital debba oggi più che mai incalzata a onorare i suoi impegni occupazionali, ma allo stesso tempo le istituzioni debbano lavorare su ogni fronte possibile per accelerare tutti gli altri possibili progetti, da quelli dell’insediamenti sulle aree portuali a quelli della piccola e media impresa nei terreni disponibili, dal turismo e l’agricoltura all’economia circolare. Per questo invitiamo i comuni del comprensorio, attraverso il confronto con Regione e territori limitrofi, ad inaugurare rapidamente una nuova stagione della programmazione strategica, dotando il territorio di aggiornati, allineati e coerenti strumenti urbanistici in linea con le nuove esigenze, e in grado di trasformare in scelte amministrative le idee che sono alla base di quell’elaborazione politica che il Pd e il centrosinistra in questi mesi e anni hanno messo in campo con l’obiettivo di definire un nuovo modello di sviluppo.

Autonomamente i sindacati hanno deciso di sospendere lo sciopero e la manifestazione del 20 gennaio, che ritenevamo tuttavia utile soprattutto se indirizzata sul vero obiettivo: il rispetto degli impegni assunti da Cevital a Piombino. Riteniamo utile in questa fase sostenere l’iniziativa del ministro Calenda finalizzata a incalzare l’imprenditore, che, ripetiamo, deve tradurre nero su bianco i nuovi intenti manifestati, che dovranno poi essere oggetto delle valutazioni finali delle istituzioni e delle parti sociali.

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Il Partito

La direzione approva all’unanimità il documento sulla variante Aferpi

12 ott , 2016  

fotodirezione

Le Direzioni della Federazione Val di Cornia/Elba e dell’Unione Comunale di Piombino del Partito Democratico, riunitesi congiuntamente nei giorni lunedì 3 e lunedì 10 ottobre, intendono esprimere alcune considerazioni in merito al procedimento di variante al Piano Strutturale d’Area e al Regolamento Urbanistico per il piano industriale Aferpi, avviato nei mesi scorsi dal Comune di Piombino.

Il documento è stato approvato all’unanimità

(La riunione si è svolta in due giorni in quanto il primo è stato dedicato principalmente all’approfondimento e all’illustrazione e il secondo alle conclusioni della discussione e alla votazione)

REINDUSTRIALIZZAZIONE ECOSOSTENIBILE, UNO DEI PILASTRI DEL NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

Per il Pd non è semplicemente un intervento di modifica degli strumenti urbanistici, non può e non deve essere letto soltanto come un procedimento tecnico/amministrativo, ma come la straordinaria occasione per il territorio della Val di Cornia di dotarsi di un nuovo modello di sviluppo, uscendo dalla monocultura siderurgica senza rinunciare alla produzione dell’acciaio in un’ottica più sostenibile e di destinare aree produttive, dismesse agli usi industriali, a nuove attività in connessione con il porto. Ambiente e sviluppo sono le due facce della stessa medaglia, produzioni più moderne sono al tempo stesso più competitive e più ambientalmente sostenibili, lo stesso risanamento ambientale è occasione di lavoro e sviluppo. Anche per questo pensiamo che all’interno di quelle aree, che sono il cuore produttivo del comprensorio, si giochi un pezzo rilevante del futuro del territorio e della nostra capacità di contribuire concretamente al rilancio della Toscana costiera che ha più sofferto la crisi.

Anche nel caso della variante, le istituzioni dimostreranno di sapere fare presto e bene. Fin troppo tempo si è perso e non certo per responsabilità della politica o del sindacato, il cui lavoro è sotto gli occhi di tutti: dalle infrastrutture come il porto e finalmente la 398, alle bonifiche fino agli accordi a tutela dei lavoratori. Oggi tocca alla proprietà in primo luogo sciogliere il nodo delle risorse mettendo in sicurezza continuità produttiva e investimenti.

Il territorio si gioca molto, tutto il territorio, anche per questo motivo, riteniamo molto importante che, subito dopo l’avvio della variante, ci sia stato un passaggio di confronto all’interno dell’Ufficio di Piano fra i Comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Sassetta, per condividerne gli obiettivi strategici per il futuro sviluppo economico della Val di Cornia, rafforzando in noi la convinzione della necessità di una visione territoriale d’area comprensoriale ed integrata.

Le scelte che siamo chiamati a compiere devono essere necessariamente collocate nella corretta cornice degli accordi interistituzionali conseguenti al riconoscimento di area di crisi industriale complessa di Piombino e della Val di Cornia, in riferimento in particolare all’accordo di programma del 30 giugno 2015 sottoscritto ai sensi dell’articolo 252bis del Codice dell’Ambiente, che richiama la valenza di interesse pubblico del progetto di reindustrializzazione dell’area definito dal piano industriale.

Il nuovo assetto funzionale che prevede tre distinti segmenti produttivi (siderurgico, logistico e agroindustriale), è largamente coerente con il nuovo modello di sviluppo che vogliamo costruire e che intercetta ambizioni e esigenze di un territorio che vuole diversificare il proprio tessuto economico e renderlo compatibile con l’ambiente nel rispetto della salute e della sicurezza di chi vive e lavora qui.

Alcuni aspetti del nuovo assetto ci sembrano particolarmente in linea con questo obiettivo: una produzione siderurgica più moderna e sostenibile e che si allontana dalla città; l’ampliamento delle aree a servizio della logistica e delle attività del nuovo porto; la liberazione dagli usi industriali dell’area contigua a Città Futura che sarà destinata ad usi commerciali e artigianali, permettendo finalmente una rilettura complessiva del rapporto città/fabbrica, che consentirà di ripianificare la porta di accesso a Piombino e di attuare interventi di rigenerazione urbana delle aree attualmente periferiche (quartiere Cotone-Poggetto e zona Colmata-Gagno).

In una fase così importante e tanto delicata, il Partito Democratico intende dare un contributo propositivo all’attività di pianificazione dell’amministrazione comunale, provando ad interpretare alcune esigenze della comunità, e intercettando e facendo nostre anche le legittime preoccupazioni emerse attorno ad alcune trasformazioni del nostro territorio.

IL QUAGLIODROMO E L’EQUILIBRIO POSSIBILE FRA AMBIENTE, TURISMO, INDUSTRIA E ATTIVITA’ VENATORIA

La richiesta di occupazione dell’area del Quagliodromo solo ed esclusivamente per la collocazione di infrastrutture ferroviarie e viarie a servizio dello stabilimento siderurgico, va interpretata nell’ottica di ottimizzazione e competitività della produzione siderurgica.

Tuttavia tale scelta dovrà essere compiuta prima di tutto nell’assoluto rispetto dell’ambiente nell’area interessata dall’intervento salvaguardando la vocazione turistico-ricettiva di quelle zone, peraltro adiacenti a Tor del Sale che sarà interessata da progetti di dismissione della centrale e bonifica e riconversione da un lato e al nuovo porto turistico della “Chiusa” con cantieristica dall’altro, potenziandone l’accessibilità viaria e mitigando gli effetti paesaggistici dell’intervento con inserimento di aree a verde. Non dovrà venir meno il principio di riduzione dell’occupazione di territorio da parte della fabbrica e se c’è una nuova area che viene occupata (seppure con infrastrutture e non con nuovi impianti e volumetrie) un’altra si deve liberare a partire da quelle più prossime alla città, con un ampliamento consistente di Città Futura.

Piombino non può rinunciare all’attività sportiva che si svolge nell’attuale area del Quagliodromo così cara al mondo venatorio locale, per questo sosteniamo la scelta dell’amministrazione di ricollocarla nell’area verde costiera, anche come ulteriore fascia di protezione fra spiaggia e impianti industriali.

AGROINDUSTRIALE E LOTTO 2 DELLA 398, LE NOSTRE CONDIZIONI

Per quanto riguarda la zona che sarà dedicata alla produzione agroindustriale e quella dismessa dagli usi industriali, l’amministrazione comunale ha giustamente dichiarato che verrà richiesta all’azienda una pianificazione più di dettaglio con un masterplan generale che comprenda queste aree insieme a quelle di Città Futura e del quartiere Cotone, seguito da piani attuativi.

Stante l’attuale piano industriale presentato, riteniamo l’assetto del corridoio infrastrutturale della SS398 compatibile nel tracciare un confine tra il tessuto urbano e l’area industriale.

Tuttavia fino a quando l’azienda non avrà presentato un masterplan dettagliato dell’area in cui è previsto l’insediamento del comparto agroindustriale, l’amministrazione non potrà compiere scelte da ritenere definitive. Si tratta di una porzione pregiata e strategica del territorio su cui non è possibile compiere scelte “al buio”.

Per questo pensiamo che la discussione dovrà essere riaperta a seguito di una necessaria maggiore chiarezza da parte dell’azienda, che ci consenta di fare una valutazione seria. Se non vi fossero i presupposti per una compatibilità di quella presenza industriale in quell’area, siamo pronti a prendere in considerazione una loro delocalizzazione e conseguentemente a rivedere il tracciato del secondo lotto della 398, utilizzando tutti gli strumenti disponibili, fino alla predisposizione di una specifica variante successiva. In ogni caso si ritiene che il secondo lotto della 398 debba essere sottoposto a procedura di VIA.

COTONE-POGGETTO E COLMATA-GAGNO DA PERIFERIA A CENTRO URBANO.

UNA CITTA’ FUTURA 2.0

La restituzione di nuove aree alla città attualmente ingombrate da impianti industriali sarà l’occasione sia per riqualificarle e riconvertirle ad altri usi sia per ricollegare gli abitati di Cotone-Poggetto al centro urbano, facendoli uscire dalla perifericità e per mettere in campo un progetto di rigenerazione urbana di tutta l’area. Se supera il ‘900 l’industria anche l’ex quartiere operaio novecentesco di Piombino deve approdare al secolo nuovo attraverso una sua complessiva modernizzazione. Più infrastrutture, più servizi, più verde. Noi vogliamo un progetto frutto della partecipazione dei cittadini e del lavoro di competenze qualificate che dovranno essere chiamate a raccolta dall’amministrazione. Un progetto che per noi deve partire dall’attuali aree di città futura, comprendere il nuovo territorio che sarà restituito e attraversare Cotone e Poggetto e allungarsi fino a Gagno e Colmata. Ammodernamento della viabilità con la riapertura della vecchia strada provinciale che dal Cotone porta al centro. Un grande parco urbano caratterizzato dalla presenza di verde, servizi, parcheggi, aree commerciali, nuova viabilità con funzioni di collegamento e al tempo stesso filtro. Un poderoso investimento prima di tutto in termini di idee e progetti ma anche di natura finanziaria che l’azienda dovrà concorrere a sostenere.

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Comunicati stampa

Contratti di solidarietà per tutti i lavoratori Aferpi dal 6 novembre

14 set , 2016  

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Contratti di solidarietà per tutti i lavoratori che dal 6 novembre saranno in capo ad Aferpi. Dopo i 50 milioni per la ss398, la seconda buona notizia a giungere in questi giorni da Roma. «C’era bisogno di un segnale di fiducia ed è arrivato – conferma il segretario della Federazione Pd Val di Cornia Elba Valerio Fabiani – E a me pare che sia una buona notizia anche la scelta di affidare a un tavolo tecnico territoriale in cui siano coinvolti tanto l’azienda quanto il sindacato tutti gli approfondimenti necessari per la gestione di questo passaggio. Anche di questo parleremo il prossimo 19 settembre a Piombino con il viceministro Mise Teresa Bellanova che ha presieduto l’incontro». Il confronto tra azienda e sindacati per esaminate le modalità di applicabilità del contratto di solidarietà sul territorio partirà fin da subito.

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Iniziative e feste

8 set , 2016  

Cambio di programma per l’incontro di domani, venerdì 9 settembre, al Parco 8 Marzo, nell’ambito della Festa de l’Unità. A causa di urgenti e improrogabili impegni istituzionali, infatti, il viceministro per lo Sviluppo Economico Teresa Bellanova non potrà essere presente, come al contrario risultava dalla programmazione dell’iniziativa «Se vince Piombino, vince l’Italia. Per un’industria moderna, competitiva ed ecosostenibile». Bellanova ha in ogni caso assicurato la propria presenza per un ulteriore incontro, che si terrà il prossimo 19 settembre a Piombino, alle ore 21, presso una sede ancora da definire, e che vedrà tra i relatori, come ulteriore rappresentanza del Governo, anche Silvia Velo.

L’incontro previsto alla Festa per domani (venerdì) si terrà comunque, di fatto anche come incontro preparatorio per quello del 19, e in primo luogo come occasione per un aggiornamento pubblico dello stato di avanzamento del progetto Aferpi e delle attività dello stabilimento Magona attraverso un confronto con l’amministratore delegato Aferpi Fausto Azzi e con il direttore dello stabilimento piombinese di Arcelor-Mittal Giovanni Carpino. Assieme a loro saranno presenti Luciano Gabrielli (Fim, Fiom e Uilm), il sindaco di Piombino Massimo Giuliani, il presidente della commissione sviluppo del Consiglio regionale Gianni Anselmi e il commissario dell’Autorità portuale di Piombino e dell’Elba Luciano Guerrieri. Infine, il segretario della Federazione Pd Val di Cornia Elba Valerio Fabiani. Modera Giorgio Pasquinucci, giornalista di Siderweb.

Commenta Fabiani: «Dovendo far fronte a questo slittamento della disponibilità del viceministro Bellanova – che mettendo a disposizione la data del 19 settembre ha comunque confermato la grande attenzione che il governo rivolge a Piombino – abbiamo pensato di dividere questa occasione di approfondimento sullo stato dell’industria siderurgica qui, in Italia e nel mondo, in due momenti: domani 9 settembre con un confronto con le istituzioni locali e regionali e il 19 con il Governo».

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Comunicati stampa

Fabiani: Nessuna inversione di marcia su Aferpi

22 lug , 2016  

PIOMBINO, ITALY - AUGUST 05: A view of the Lucchini steelworks on August 5, 2010 in Piombino, Italy. Alexei Mordashov the Russian billionaire chief executive officer of OAO Severstal and the largest shareholder of Lucchini steelworks presented business plans at the meeting to local and national institutions. Mordashov had been looking to sell Lucchini, the largest  Italian steel producer employing 4,000 staff, if he was unable to arrange debt restructuring agreements with banks. The Russian steelmaker Severstal, also controlled by Mordashov and which has a significant stake in Lucchini has stated that it may reconsider previous plans to view the company as a discontinued operation, confirming it  make look to deliver a business plan for presentation to the banks in September. (Photo by Laura Lezza/Getty Images)

Il Pd non è fatalista, si tranquillizzino i rappresentanti dei 5 Stelle. Seguiamo da sempre con attenzione le vicende del progetto Cevital, valutando con la massima serietà e concretezza ogni evoluzione. Abbiamo apprezzato un progetto industriale, quello di Rebrab, che prevedeva il mantenimento della siderurgia a Piombino insieme a due prospettive importanti di diversificazione nella logistica portuale e nell’agro-industria. Non c’è alcuna inversione di marcia ed abbiamo sempre lavorato perché quel piano potesse concretizzarsi fino in fondo, poiché lo ritenevamo del tutto compatibile e funzionale al nuovo modello di sviluppo che stiamo costruendo di cui una siderurgia moderna e meno impattante può e deve essere uno dei punti qualificanti. La prova è nel continuo supporto che le istituzioni, ad ogni livello, hanno cercato di dare all’imprenditore. Se quel progetto non dovesse realizzarsi, o lo fosse solo in parte, nessuno potrà dare colpa a chi rappresenta questo territorio e il Pd nelle istituzioni. Né tantomeno all’Autorità portuale il cui lavoro straordinario è sotto gli occhi di tutti.

Di cosa stanno parlando i 5 Stelle? Del futuro che per Piombino avrebbe determinato l’alternativa della Jindal Jsw? Vogliamo ricordare che la scelta è stata fatta in autonomia dal commissario straordinario Lucchini Piero Nardi, sottoposta al vaglio del comitato di vigilanza e del ministero dello Sviluppo economico, non in qualche stanza segreta ma alla luce del sole. L’offerta della Jsw prevedeva solo l’acquisto dei laminatoi e 750 posti di lavoro. La serietà e la consistenza finanziaria di Cevital è stata accertata da chi doveva e non ci pare sia cambiata.

Doveva essere fatta in partenza la scelta di abbandonare la produzione diretta di acciaio a Piombino? La Jsw, ricordiamo anche questo, ha avuto dal commissario Nardi la possibilità di migliorare la sua proposta, sembrava in procinto di farlo ma non lo ha fatto, rifiutando addirittura la proposta del commissario di mantenere la sua offerta nel caso di inadempienza del concorrente (andate a rileggere negli archivi dei giornali).

Ci son stati dei problemi lungo il percorso. Siamo stati tra i primi a denunciare i ritardi ed a incalzare l’imprenditore algerino. A noi non competono i dettagli dei progetti industriali. Compete lavorare per riportare occupazione e sviluppo a Piombino e alla Val di Cornia. Questo sì è fatto e continuiamo a farlo.

Una cosa è certa, se siamo arrivati fin qui lo si deve al lavoro imponente delle istituzioni, con l’impegno e con i voti del Pd in Parlamento come nei Consigli regionale e comunale, registrando sempre il voto contrario dei grillini su ogni misura che stanziava risorse per Piombino, a partire da quelle che hanno reso possibile la realizzazione del porto, ponendo le basi per l’arrivo di due acquirenti per la Lucchini e degli altri player interessati all’ambito portuale.

I problemi veri sono noti, dalla difficile situazione in Algeria alle altre difficoltà che non abbiamo mancato di denunciare, come quello della scarsità di capitale circolante che rischia di non consentire la continuità necessaria ai treni di laminazione.

Certo, abbiamo salutato l’accordo firmato tra Aferpi e Sms Demag per la fornitura di un’acciaieria elettrica (che non va scambiata per un forno da un milione di tonnellate). Dovevamo piangere? Ci risulta che la progettazione stia andando avanti, che Aferpi stia pagando regolarmente gli avanzamenti degli studi. Il problema oggi semmai è quello di far coincidere i tempi di scadenza degli ammortizzatori sociali (giugno 2019) con quelli dello stato di attuazione del progetto. Anche su questo la politica e le istruzioni stanno lavorando per trovare una soluzione per tutte le aree di crisi complessa.

Siamo fatalisti, disposti ad accettare tutto purché qualcosa sia fatto? Nei giorni scorsi la posizione del Pd è stata espressa nuovamente dal direttivo della sezione delle fabbriche, appoggiando la richiesta del sindacato di un incontro diretto tra il ministro dello Sviluppo economico e Issad Rebrab. Dovrà essere, a nostro parere, un incontro che sgombri il tavolo da ogni incertezza. L’imprenditore dovrà dire se è ancora in grado, e in quali tempi, di portare avanti l’investimento. Lasciamo volentieri la speculazione politica ad altri, per noi contano i risultati. Non ci rassegniamo così tanto facilmente di fronte alla possibilità di realizzare il più importante progetto di riconversione industriale in Europa. Ovvio tutto non dipenderà certo dal Pd, ma lavoriamo perché niente sia da ostacolo a uno dei presupposti fondamentali per la rinascita della città.

Valerio Fabiani

Segretario Pd federazione Val di Cornia-Elba

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Comunicati stampa

Carla Maestrini: “Piombino riparte, adesso il futuro”.

5 mag , 2016  

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Piombino riparte. Adesso, il futuro.

La notizia di questi giorni della firma dell’accordo fra Aferpi e Sms Group per l’acquisto del forno elettrico e del treno rotaie è il segnale che stavamo aspettando da mesi, perché Piombino torni a produrre acciaio e il nostro territorio possa concretamente guardare avanti verso la propria ripresa economica.

Questo importante traguardo è il risultato di un grande lavoro di sinergia che ha portato azienda, organizzazioni sindacali e i diversi livelli istituzionali coinvolti, ad agire con senso di responsabilità e lungimiranza per l’obiettivo comune del rilancio della produzione di acciaio in una fase tanto delicata di crisi economica, che ha così fortemente inciso sulla vita dei lavoratori.

Mai come in questo caso la differenza l’ha fatta la politica, la buona politica, l’impegno del Partito Democratico, che a livello locale, regionale e nazionale ha saputo coniugare coraggio e determinazione, sfidando legittimi timori, ma anche la demagogia di chi scommetteva sul fallimento dell’ambizioso progetto di rindustrializzazione, per lucrare politicamente sulla pelle dei lavoratori o per ottenere una qualche visibilità. La sfida di puntare sul domani da parte di chi non ha aspettato che le soluzioni ai problemi arrivassero dall’alto, ma ha immaginato un futuro per il nostro territorio compiendo delle scelte precise, nette. Un progetto che ha visto il pubblico investire su un’infrastruttura cruciale, il porto, e creare così le condizioni affinché il privato scegliesse di scommettere su un nuovo modello di sviluppo, più sostenibile per l’ambiente, che superasse la monocoltura industriale senza tradire le tradizioni siderurgiche, ma in un sistema più vasto di interconnessioni e diversificazione economica. L’identità di Piombino, la forza di una comunità che si è stretta intorno alla sua storia in difesa dei lavoratori e di un tessuto economico messo in ginocchio dalla crisi della grande industria.

Ma al tempo stesso da questo territorio è emersa la necessità di rileggere il proprio sviluppo economico e occupazionale alla luce dei cambiamenti del nostro tempo e delle necessità di tutela ambientale in un dialogo costante fra le diverse vocazioni di chi può contare su un tessuto di piccole e medie imprese, sulle potenzialità turistiche ancora da valorizzare e su un patrimonio storico-archeologico di pregio.

Adesso occorre proseguire con la stessa serietà e con la consapevolezza di poter scrivere un capitolo nuovo per il futuro del secondo polo siderurgico del Paese, ultimando le infrastrutture con la realizzazione della 398 fino al porto e concretizzando la pianificazione e la rindustrializzazione delle aree con i nuovi impianti e le nuove attività che contribuiranno alla diversificazione economica che possa coniugare lo sviluppo occupazionale e la tutela dell’ambiente.

Noi ci crediamo. Adesso, il futuro.

Carla Maestrini, vicesegretario Federazione PD Val di Cornia Elba

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Comunicati stampa

C.S. Più certezze per la 398

26 apr , 2016  

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L’incontro di mercoledì al Ministero delle infrastrutture traccia finalmente un percorso nuovo e più certo per la realizzazione di un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del porto di Piombino e di tutto un vasto territorio insulare e costiero direttamente interessato. La “presa in carico” di quest’opera da parte del governo Renzi, con il coinvolgimento diretto della Presidenza del Consiglio dei Ministri insieme al ministero competente, testimonia quanto abbiamo sempre affermato: il valore strategico di una bretella da considerarsi un’importante porzione dell’infrastruttura portuale e dalla quale passa una parte determinante del suo sviluppo. In quei pochi chilometri che separano il nuovo grande porto di Piombino dalle principali arterie di comunicazione nazionali e internazionali c’è la possibilità di cogliere a pieno le potenzialità del porto e dell’area. Fin troppo tempo è stato perso in questi lunghi decenni, nonostante gli sforzi poderosi del territorio, delle istituzioni locali. È toccato in sorte al governo Renzi portare a compimento questo impegno che da qualche anno, è bene ricordarlo, trova spazio in accordi di programma, atti amministrativi e perfino in una legge dello Stato, senza mai giungere però alla sua concretizzazione. D’altra parte questa sembra ormai essere la missione vera del nostro governo: sbloccare gli investimenti, le infrastrutture, le opere pubbliche e private strategiche per il paese, fra queste, a pieno titolo, la SS 398. Cosi come tocca alla Regione evitare il rischio che per la mancanza della bretella, siano anche solo parzialmente vanificati gli ingenti investimenti fatti sul porto. I prossimi mesi potrebbero essere davvero decisivi per una parte importante del destino della Val di Cornia, vista la volontà annunciata da Aferpi di contrattualizzare la fornitura di acciaieria elettrica e treno rotaie entro aprile. Vogliamo che i prossimi mesi siano decisivi anche per la realizzazione del primo lotto della 398, così da poter immediatamente lavorare per il secondo lotto e per il potenziamento del collegamento ferroviario, altrettanto importante per il decollo del porto. Governo, Regione e azienda dovranno fare presto, noi dal canto nostro, vigileremo e non faremo mancare il nostro contributo e il nostro stimolo, con quel lavoro di squadra che è ormai la cifra del nostro impegno e con il protagonismo della comunità locale. Con la pressione di tutti i comuni, anche attraverso l’ordine del giorno che stiamo facendo approvare nei consigli e con chi ci rappresenta in consiglio regionale e al governo, Gianni Anselmi e Silvia Velo. D’altra parte i passi avanti compiuti all’ultima riunione al Mit sembrano suggerire che questo metodo, il lavoro di questi anni e i passaggi istituzionali e politici di questi ultimi mesi, ci stiano avvicinando al risultato da tanti anni auspicato. Siamo consapevoli che la partita è complessa ma siano altrettanto consapevoli tutti i nostri interlocutori che noi non molleremo fino a quando non vedremo aprire i cantieri.

Valerio Fabiani, segretario Federazione Pd Val di Cornia Elba

Simone De Rosas, resp. trasporti segreteria Federazione Pd Val di Cornia Elba

(foto da quinewsvaldicornia.it)

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Comunicati stampa

La nascita del circolo delle fabbriche di Piombino

25 mar , 2016  

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Nasce il circolo Pd fabbriche siderurgiche di Piombino. Il congresso costitutivo si è tenuto ieri sera, mercoledì 23 marzo, nella sala conferenze – per l’occasione gremita – della sede della Federazione Pd Val di Cornia Elba in via Marco Polo. Indicativa la presenza di tanti operai del polo siderurgico – a testimoniare che si è trattato di un appuntamento dal grande significato, anche perché da molti anni i lavoratori non avevano più un luogo in cui stare uniti in nome del lavoro all’interno di quello che è il principale partito della sinistra italiana. Il circolo sarà aperto e inclusivo rispetto al Partito Democratico e sarà affidato alla guida del neosegretario Valerio Pietrini. Un presidio, uno spazio dove i lavoratori possano fare politica facendo squadra, forti della storia del movimento operaio piombinese, ma con un sguardo volto al futuro. Un futuro in cui Piombino e l’intero territorio potranno contare su un valore più forte se la loro storia industriale verrà confermata e rinnovata. La storia ci insegna che quella che Grillo definisce a Piombino la peste rossa sa essere il miglior antidoto al populismo, attraverso una lotta a testa alta per i diritti stando sul terreno della concretezza nell’interesse della vita di migliaia di persone. Nel corso della serata – introdotta dal segretario dell’unione comunale del Pd Ettore Rosalba e presieduta da Francesco Lolini della segreteria della Federazione – è stato eletto anche il direttivo del Circolo, a oggi composto da Cristina Busdraghi, Paolo Carli, Davide Demi, Roberto Donati, Giacomo Ghizzani, Dario Ginanneschi, Ilaria Martelli, Michele Nardini, Fabrizio Sainati, Gianpiero Vaccaro. Il dibattito -iniziato con i saluti del sindaco Massimo Giuliani e interrotto da un minuto di raccoglimento per le vittime degli attentati di Bruxelles – si è concluso con l’intervento del segretario della Federazione Val di Cornia-Elba Valerio Fabiani che si è trattenuto sul momento che sta attraversando l’Italia e il territorio, ricordando che siamo di fronte a un enorme processo di trasformazione che ci impone oggi di scrivere una pagina nuova della storia di Piombino: solo chi lavora e vive in questa città potrà farlo, con battaglie e progettualità, e questo nuovo circolo del Pd sarà uno strumento prezioso a disposizione dei lavoratori.

 

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