Comunicati stampa

Sanità, Pd: con integrazione Piombino-Cecina rafforzato il nostro ospedale. Ora emodinamica a Piombino

17 ago , 2017  

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Questo il documento riassuntivo a seguito della riunione della Direzione della Federazione Pd Val di Cornia-Elba alla presenza dell’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi.

 

Da tempo stiamo attentamente seguendo come sta andando avanti la realizzazione della sinergia dei due ospedali Val di Cornia – Bassa Va di Cecina non perdendo di vista che tale integrazione può consentire di fare delle scelte che permettono ai territori suddetti di avere un servizio ospedaliero che risponda alle loro necessità.

La scelta che abbiamo fatto, recepita nella riforma sanitaria approvata dalla Regione Toscana, ha messo in sicurezza l’ospedale di Piombino, che se fosse rimasto da solo, per effetto dei criteri numerici nazionali, avrebbe rischiato in tempi brevi un consistente ridimensionamento a poco più di un pronto soccorso. In virtù di questa scelta possiamo oggi meglio difendere i servizi attualmente erogati e ambire a servizi nuovi, oltreché attingere a nuove risorse messe a disposizione dalla Regione stessa per i territori che avviano processi di integrazione .

 

Naturalmente i problemi non sono tutti risolti e il lavoro deve proseguire. La Val di Cornia sta attraversando un momento difficilissimo dal punto di vista economico e sociale. La grave crisi che sta vivendo la siderurgia investe tutte le imprese dell’indotto, il commercio e il territorio stenta a trovare alternative di lavoro. Ciò inevitabilmente conduce anche ad un aumento del disagio sociale che investe intere famiglie. Le preoccupazioni economiche inducono anche ad un minore interesse per seguire il proprio stato di salute al punto che tante persone trascurano le cure. Anche per questo la solidità e l’affidabilità dei servizi offerti dalle struttura ospedaliera possono giocare un ruolo fondamentale.

 

Ad oggi la situazione e’ la seguente:

Saranno fatti due primariati in chirurgia, uno a Cecina e uno a Piombino. Ci risulta che a

Piombino il reparto abbia un andamento positivo per numero e qualità di interventi.

E’ stata realizzata la BREAST UNIT a Livorno che ci risulta lavori in sintonia con Piombino dove e’ tutt’ora attivo l’ambulatorio di senologia. A Villa Marina e’ stato potenziato il servizio di diagnostica radiologica proprio per la diagnosi delle patologie mammarie. Il chirurgo direttore della BREAST UNIT ha eseguito interventi su pazienti recandosi direttamente all’ospedale elbano. Questo ad oggi purtroppo e’ accaduto solo una volta, dobbiamo invece lavorare per rafforzare il principio della mobilità degli specialisti per ridurre quella dei pazienti.

Per quanto riguarda il reparto di medicina, occorre tenere presente che tra circa un anno andrà in pensione il primario per cui e’ necessario attivare per tempo il concorso in modo da non creare dei vuoti nella gestione di un reparto molto complesso dal momento che offre anche ambulatori di diabetologia, ecocolordoppler vascolari, pneumologia e reumatologia. Per quanto riguarda le specialistiche (otorino, oculistica e urologia), la progressiva riorganizzazione delle unità operative nell’area vasta ha rivisto la dislocazione delle unità operative complesse, ma questo non può implicare un impoverimento dei servizi assicurati negli ospedali della provincia.

Chiediamo che proprio in virtù dell’integrazione con Cecina si prenda seriamente in considerazione la possibilità di organizzare le prestazioni in modo da poter offrire nel territorio non solo ambulatori, ma una maggiore attività chirurgica di bassa e media complessità nelle suddette specialistiche al fine di evitare una impropria mobilità dei pazienti.

L’ortopedia è attualmente mancante di primario, in quanto il professionista ha scelto di trasferirsi in altra struttura. Occorre, alla scadenza dei sei mesi di prova previsti dalle norme, fare il concorso per la unità operativa complessa.

Nella diagnostica abbiamo positivamente preso atto del lavoro avviato dall’assessorato per la riduzione delle liste di attesa, così come delle procedure concorsuali attivate per l’assunzione di nuovi medici radiologi e per la nomina di un nuovo primario su Piombino.

In UTIC consideriamo opportuno ripristinare la possibilità di impiantologia di pace maker.

Attualmente vengono impiantati a Cecina e Livorno, mentre a Piombino vengono gli specialisti da Livorno due volte al mese solo per controllo pace maker.

Riteniamo importante che si approfondiscano le condizioni per la fattibilità presso il plesso di Piombino del servizio di emodinamica, data la posizione equidistante della città dai centri attrezzati di Livorno e Grosseto.

Emodinamica risulterebbe fondamentale per il trattamento dell’infarto miocardico acuto. Esistono tempi da rispettare (la cosiddetta “ora d’oro”) per il paziente colpito da

tale patologia che dovrebbe essere sottoposto a coronarografia ed angioplastica primaria. Con questa struttura, che richiede personale dedicato e dunque un notevole investimento, questi tempi potrebbero essere rispettati.

Sicuramente alcune delle attuali criticità per il pronto soccorso potrebbero essere superate con una nuova e più adeguata ubicazione, oltre che con una dotazione adeguata di personale che integri quello esistente.

Per quanto concerne il punto nascita, sosteniamo con forza la richiesta di deroga della Regione inoltrata al Ministero, nella consapevolezza della distanza del numero dei parti (oggi sotto i 300) dalla soglia minima (500) prevista dalle norme per assicurare gli standard di sicurezza. Facciamo rilevare una volta di più che il nostro reparto di maternità ha costantemente assicurato livelli di qualità alti e altrettanto alti livelli di professionalità.

Per quanto riguarda le attività territoriali e ospedaliere chiediamo un’attenzione particolare al servizio di psichiatria attraverso la realizzazione tempestiva dell’SPDC, con servizi e responsabilità dedicati. Per seguire poi le migliaia di persone che hanno patologie croniche ci vogliono le case della Salute organizzate con medici di medicina generale e specialisti che seguano i pazienti e facciano prevenzione cura. Questo contribuirebbe anche a diminuirebbe le liste d’attesa. Migliorerebbe il servizio e dovrebbe poter diminuire la possibilità che magari una lieve malattia possa diventare più grave se non seguita nel modo giusto. Quindi la realizzazione delle case della salute in Val di Cornia è una priorità ribadita e condivisa.

 

Il lavoro da fare sarà ingente ed impegnativo e sarà necessario mettere in campo capacità organizzative di grande qualità. Le cittadine ed i cittadini delle due zone di riferimento ne hanno il diritto. La politica ha l’obbligo di non perdere mai di vista l’interesse dei cittadini e noi vogliamo farci carico di questo impegno, senza fuggire in facili e velleitarie demagogie.

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Il Partito

Documento: organizzazione sanitaria e definizione rete ospedaliera VdC e BVC

17 ott , 2015  

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Il recente patto per la salute 2014/2016 ha individuato nella revisione della rete ospedaliera e nell’individuazione di standard qualitativi e quantitativi la strategia per garantire l’uniformità delle prestazioni sanitarie su tutto il territorio nazionale e contemporaneamente garantirne la sostenibilità, in uno scenario in cui – a fronte di eventi auspicabili quali la sopravvivenza a malattie un tempo irreversibili, l’aumento della vita media – la disponibilità di nuovi mezzi diagnostici e terapie sempre più complesse e costose rende necessaria una razionalizzazione della spesa per continuare a garantire il sistema universalistico e l’erogazione di servizi e prestazioni con alti livelli di qualità.

La Regione Toscana, pur essendo tra le Regioni che offrono ai propri cittadini prestazioni sanitarie tra le migliori in Italia (vedi a questo proposito il rapporto Arenas sugli esiti) ha compreso che il sistema universalistico può coniugarsi alla qualità solo attraverso la sua sostenibilità economica.

Alla luce quindi della legge regionale 396/2015 di riordino nell’assetto istituzionale e organizzativo del SSR attraverso la costituzione di tre sole Aziende Ospedaliere, che vedrà avvio nel prossimo futuro, ci interroghiamo su come migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi erogati alla popolazione del nostro territorio.

In questo nuovo scenario complessivo a livello nazionale regionale occorre, in una visione d’insieme e di prospettiva, creare le condizioni organizzative affinché i cittadini dei nostri territori possano usufruire di prestazioni con elevato livello qualitativo. Prestazioni che privilegino una capillare diffusione sul territorio dei servizi di base e definiscano una rete ospedaliera che risponda ai bisogni di più alta complessità. Rete ospedaliera che, nella nuova Azienda, originerà dalle 5 attuali e nel rispetto delle competenze scientifiche, didattiche e di alta specialistica della AUO, dovrà distribuire in modo omogeneo sul territorio servizi e competenze, evitando così che si creino disuguaglianze tra i cittadini nell’accesso ai servizi ospedalieri.

La delibera approvata dalla Conferenza dei sindaci della Val di Cornia e della Bassa Val di Cecina nel marzo 2015 individua la creazione di un ambito territoriale comprensivo BVC e VDC (con un bacino di utenza di circa 150 mila abitanti che si moltiplicano per i flussi turistici) attraverso l’unificazione, l’armonizzazione dei servizi socio-sanitari e la realizzazione dell’ospedale unico della zona sud della Provincia di Livorno. Ciò crea i presupposti affinché la zona sud della Provincia di Livorno possa collocarsi nella rete ospedaliera della nuova Asl che si sta definendo, con pari dignità rispetto agli altri territori.

È ovvio che si confermi quello di Livorno quale Presidio Ospedaliero a cui va mantenuta la riconosciuta capacità di concorrere alla produzione si prestazioni ad alto contenuto assistenziale per l’Area Vasta.

Riteniamo indispensabile che l’attuale presidente Enrico Rossi, il nuovo assessore Stefania Saccardi e la Giunta Regionale Toscana si facciano garanti verso i cittadini di questo territorio degli obbiettivi individuati dalla Conferenza dei sindaci.

Obiettivi che, come indicato nel documento approvato dalla Conferenza, devono tradursi in un contratto di servizio chiaro, trasparente e misurabile che:

  • Individui la dotazione posti letto/n abitanti secondo gli standard abitanti/posti letto previsti dalle attuali normative, non basandosi sui livelli di attività attuali, viziati dalla preesistente organizzazione;
  • definisca i volumi attività che la rete dei due presidi deve erogare al suo bacino di utenza, garantisca interventi elettivi di complessità da concordare, anche in sinergia con la risposta erogata da presidi di livello superiore, tenendo in considerazione la distanza chilometrica delle nostre zone da Pisa e Livorno;
  • garantisca responsabilità professionali e organizzative nei due presidi, nelle U.O. e nei Dipartimenti, in maniera integrata e omogenea nei due presidi; renda possibile prevedere anche la mobilità di staff medici e personale nei territori per lo svolgimento di attività programmate che risultano fondamentali per abbattere le liste d’attesa. Mobilità che noi pensiamo anche all’interno dei Dipartimenti interaziendali con l’A.U. di Pisa, come previsto dalla nuova normativa regionale;
  • individui piante organiche del personale medico e infermieristico che risponda a oggettivi e omogenei parametri aziendali, legati a livelli essenziali di assistenza previsti per legge, garantendo formazione di qualità anche attraverso sinergie con l’Università di Pisa;
  • individui le specifiche di ogni singola sede attraverso la valorizzazione delle competenze presenti, le attività storicamente collocate nei due presidi, i bisogni e le specificità dei due territori.

Ognuna delle due sedi deve necessariamente offrire ai propri cittadini i servizi e le attività di base come pronto soccorso, servizi diagnostici potenziati per abbattere liste d’attesa, medicina, chirurgia generale, ortopedia, cardiologia, anestesia e terapia intensiva, servizio emotrasfusionale, dialisi servizi territoriali e ospedalieri nel percorso nascita.

Occorre invece definire la collocazione delle attività specialistiche che, secondo i criteri sopra esposti, devono distribuirsi tra le due sedi, collocandosi nelle aree di intensità di cure, quali la chirurgia specialistica, l’urologia attualmente presente a Piombino – che deve necessariamente essere attivata anche a Cecina e all’Elba – la nefrologia e le attività cardiologiche.

Piombino e la Val di Cornia, per aspetti geografici, demografici, produttivi ed epidemiologici, si trovano al confine sud della Nuova Azienda Nord-Ovest. Piombino dista circa 100 km dall’Azienda Ospedaliera e 90 Km dal P.O. di Livorno, 42 km da Cecina e 80 a sud da Grosseto e ha di fronte l’Elba.

Il  decreto Balduzzi, la 1235 e il PSS Toscano considerano degne di particolari attenzioni e deroghe queste condizioni geografiche che richiedono un tempo di percorrenza superiore ai 40 minuti per essere raggiunte e impongono una mobilità passiva che determina costi aggiuntivi per le famiglie stimati in circa 1000 euro/famiglia. Inoltre la struttura demografica di Piombino e della Val di Cornia vede la più alta percentuale di popolazione ultra 65enne con le conseguenti patologie cardiovascolari.

Alla luce di quanto sopra scritto chiediamo che si sviluppi la cardiologia interventistica quale l’elettrofisiologia e la stessa emodinamica.

Questo per garantire a tutti i cittadini dei nostri territori parità di tempi di accesso e parità di cure. Occorre una particolare attenzione per il mantenimento del punto nascita in una città quale Piombino per cui si prevede nei prossimi 5/7 anni un incremento della popolazione in età produttiva di circa il 15 %. Punto nascita che deve essere mantenuto insieme ai servizi territoriali e ospedalieri del percorso nascita prima citato.

Parallelamente alla creazione di una integrazione di servizi ospedalieri occorre potenziare servizi territoriali che diano risposte rapide ai bisogni, con la presa in carico del cittadino nel suo percorso di malattia, per accompagnarlo nelle fasi della diagnosi e della cura.

Nell’immediato occorre andare alla realizzazione nei tempi più stretti possibile della Casa della Salute in quanto il territorio resta il riferimento certo dove il cittadino deve poter trovare una risposta adeguata ai suoi bisogni sanitari e sociali e dove, preso in carico dal suo medico di base (che dovrà sempre più essere integrato in questo percorso) deve essere accompagnato in un percorso personalizzato e adeguato ai suoi bisogni sanitari, scegliendo consapevolmente dove, come e quando farsi curare.

In questo ambito una particolare attenzione allo sviluppo di servizi quali il consultorio, accoglienza per gli anziani, servizi per il disagio psico-sociale.

Nell’attesa della definizione del nuovo assetto dei servizi ospedalieri occorre comunque continuare  a perseguire l’obiettivo di garantire livelli appropriati di qualità nei servizi esistenti, risolvendo le criticità presenti.

In particolare occorre dare risposte immediate ed efficaci:

  • alla situazione di disagio registrata al pronto soccorso individuando un intervento di trasferimento in ambiente più adeguato a svolgere la sua fondamentale missione ad accogliere un potenziamento della breve osservazione, la stabilizzazione per personale medico, oggi a convenzione, la definizione dell’organico diversificato per il periodo estivo;
  • alla situazione insostenibile delle attuali liste d’attesa relative alle prestazioni diagnostiche che, non all’altezza delle esigenze, rischia di dirottare l’utenza verso prestazioni di tipo privato. 12088445_873365666066501_6448481907356109877_n

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