Comunicati stampa

CRISI UNICOOP TIRRENO. IL COMITATO DEI LAVORATORI ISCRITTI PD INCONTRA FABIANI E MAESTRINI

13 nov , 2017  

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Nella difficile fase che Unicoop Tirreno sta attraversando e che sta mettendo in discussione il suo futuro, un gruppo di lavoratori della cooperativa, appartenenti al Partito Democratico, ha deciso di costituire un Comitato per contribuire a sensibilizzare il mondo politico, sociale ed economico sulle conseguenze negative che la perdita di autonomia o addirittura la scomparsa dell’azienda di Vignale Riotorto causerebbe al territorio e alle nostre comunità.
Uno degli obiettivi del Comitato è quello far convergere gli sforzi, l’impegno e le idee dei dipendenti della sede e dei dipendenti dei punti vendita tutti, sviluppando una più diffusa consapevolezza della comunanza dei problemi e quindi della necessità di unire gli sforzi per dare un futuro possibile all’azienda cooperativa. Gli sforzi e i sacrifici a cui i lavoratori sono chiamati e che devono assolutamente essere proporzionati alle diverse situazioni possono essere affrontati soltanto se si offre una prospettiva di soluzione positiva, una speranza di futuro, altrimenti questi sacrifici sembreranno inutili e vani, senza respiro. Salvare Unicoop Tirreno significa infatti salvare un pezzo di storia culturale ed economica dei nostri territori.
Con questi obiettivi, il comitato, che è coordinato da Enzo De Bonis e vede tra i fondatori Fabio Pellegrini, Riccardo Deri, Stefano Mazzucco, Andrea Guidi ha incontrato nella giornata di ieri (giovedì 3 novembre) prima il segretario della Federazione del PD Val di Cornia Valerio Fabiani insieme al vicesegretario Carla Maestrini e poi la sottosegretaria al ministero dell’ambiente e deputata del territorio Silvia Velo, mentre è previsto prossimamente un altro incontro con il consigliere regionale Gianni Anselmi.
Al segretario Fabiani il comitato ha espresso la propria preoccupazione per la situazione della cooperativa, nata proprio a Piombino nel 1945, e che ha tanto rappresentato della storia economica e sociale di questo territorio. L’impegno richiesto alla politica è quello di consentire all’azienda, certamente con i propri sforzi e il proprio impegno, una effettiva possibilità di uscita dalla crisi, perseguendo un piano industriale credibile, che possa svilupparsi con modi e tempi razionalmente possibili. Distribuire i sacrifici in più anni, garantendo risultati certi di recupero annuale, evitare soluzioni traumatiche di perdita di posti di lavoro, salvaguardare l’autonomia e l’identità di Unicoop Tirreno, richiedere una solidarietà effettiva al Movimento cooperativo e alle altre cooperative di consumo. Questo quanto la politica con i propri strumenti istituzionali e i tavoli regionali e nazionali può favorire. Al resto ci penseranno come sempre hanno fatto i lavoratori della cooperativa.
Fabiani ha condiviso le preoccupazioni e ha confermato l’impegno che la politica può offrire per salvaguardare con tutti gli strumenti e gli ammortizzatori disponibili i posti di lavoro e offrire condizioni che consentano all’azienda stessa, con i propri sacrifici e il proprio impegno, di recuperare equilibrio e competitività. Nell’incontro con la sottosegretaria Silvia Velo il comitato ha richiesto un impegno diretto delle istituzioni e del Governo sulla crisi della cooperativa, adoperandosi per offrire tutti gli strumenti normativi e di supporto disponibili per salvaguardare i posti di lavoro e consentire una ripresa dell’azienda, radicata in aree territoriali attraversate da profonde e strutturali crisi economiche e produttive. Il comitato ha rivendicato la storia della cooperativa, compreso l’intervento nelle aree meridionali del Paese, richiedendo alle altre cooperative del movimento e all’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumo una solidarietà effettiva che consenta condizioni di effettivo recupero di competitività, che potrà avvenire solo con un piano industriale credibile e con tempi ragionevolmente accettabili e possibili.
La sottosegretaria Silvia Velo ha condiviso le preoccupazioni dei lavoratori per la crisi di Unicoop Tirreno. Velo ha evidenziato l’utilità del tavolo regionale aperto dove le parti potranno e dovranno confrontarsi con chiarezza e ha espresso il proprio impegno per portare la questione ad un livello nazionale, adoperandosi per sensibilizzare il Governo stesso in materia.

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DOPO INCONTRO AL MISE, PD, FABIANI E ROSALBA: ADESSO NUOVE RISORSE PER PORTO E 398 CON UN NUOVO ACCORDO DI PROGRAMMA.

2 nov , 2017  

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NOTA CONGIUNTA DEI SEGRETARI PD FEDERAZIONE E UNIONE COMUNALE PIOMBINO, VALERIO FABIANI E ETTORE ROSALBA

Bene la scelta del ministro Calenda, Piombino ha bisogno di voltare pagina. Abbiamo dimostrato con quanta determinazione questo territorio è in grado di aprire le porte a soggetti industriali che qui intendono investire purché con progetti credibili e coerenti con la nostra idea di futuro di Piombino e della Val di Cornia. Con la stessa determinazione le porte si chiudono di fronte a chi non è in grado di onorare gli impegni assunti con i lavoratori, con la città e con lo Stato italiano.

Giusti gli impegni assunti dal ministro nel corso dell’incontro di ieri per quanto riguarda la garanzia degli ammortizzatori sociali e la copertura economica in caso di amministrazione straordinaria, mettendo in sicurezza tanto i lavoratori, quanto la continuità produttiva dello stabilimento rimettendo in marcia i treni di laminazione. Ma lo sforzo che il governo deve compiere non può limitarsi a questo. Per noi sono imprescindibili altri due punti. Il primo: vogliamo che si faccia presto ad individuare un nuovo player industriale capace di rilanciare lo stabilimento siderurgico, ritornando a colare acciaio, all’interno di un quadro più ampio di interventi necessari per il risanamento ambientale e per la diversificazione economica. Il secondo: dobbiamo accelerare la definizione di un nuovo accordo di programma che mobiliti ulteriori risorse pubbliche sia per le infrastrutture (completamento del porto e finanziamento anche del secondo lotto della 398) sia per bonifiche e demolizioni attualmente di competenza del privato sulle quali, secondo noi, deve essere  attivata la leva pubblica. In questi anni il lavoro e le battaglie che abbiamo fatto sono servite a portare ingenti risorse a Piombino con le quali abbiamo realizzato il nuovo porto e abbiamo finalmente recuperato le risorse necessarie per il primo lotto della 398, siamo pronti perciò a nuove battaglie per portare a compimento la realizzazione di queste infrastrutture e per la costruzione di un nuovo modello di sviluppo moderno e ambientalmente sostenibile.

 

 

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FABIANI SU SITUAZIONE AFERPI E NUOVE PROSPETTIVE

10 feb , 2017  

10380276_10201894899829550_542465415013474857_nL’incontro al Mise non è certamente stato risolutivo e continua a gravare su tutta la vicenda il peso dei ritardi di cui Rebrab è responsabile. In realtà gli unici spiragli che si sono aperti sono soprattutto il frutto della pressione che sono riusciti a imprimere da un lato il governo incalzando l’azienda e dall’altro i lavoratori e il territorio attraverso la mobilitazione, spingendo Aferpi a imboccare una strada da cui adesso non può tornare indietro.

Non mi riferisco tanto ai 20 milioni, che metterebbero almeno temporaneamente in sicurezza il circolante e che andrebbero rapidamente stanziati, quanto al fatto che adesso, essendo stato lo stesso Rebrab a fissare una deadline indicando nel 15 marzo il termine entro cui dovrebbe essere finalmente presentato il piano, il patron di Cevital non può più scappare di fronte alle proprie responsabilità. Il re è nudo: se entro il 15 marzo non succedesse niente, non potranno essere accampate scuse e non resterà altro da fare che rimettere tutto in mano al Governo che potrà e dovrà assumere un’iniziativa con o senza Cevital per costruire una nuova prospettiva.

Alcuni di noi sono stati tacciati di voler «abbandonare la nave» ma la verità è che solo assumendo tutti una posizione netta nei confronti della proprietà era possibile inchiodarla alle responsabilità. Naturalmente entro il 15 marzo le nuove possibili opzioni alternative dovranno essere preparate per evitare il vuoto che si determinerebbe in mancanza del piano promesso da Rebrab.

Adesso giustamente ci concentriamo sulle opzioni che assicurino una prospettiva allo stabilimento siderurgico: penso che la prima opzione da esplorare dovrebbe essere quella di ricercare un equilibrio virtuoso con Ilva per dar vita a un coerente progetto nazionale in uno dei settori strategici dell’industria di base pur nella consapevolezza della complessità di questo tipo di percorso.

Ma allo stesso tempo dovremmo concentrarci sulle nuove possibili filiere produttive diverse dalla siderurgia, sia quelle previste nel progetto Cevital, la logistica e le attività previste nelle aree attualmente dedicate a agroindustriale e commercio, sia quelle che per iniziativa di altre imprese e attraverso la programmazione locale possono essere messe in cantiere. Per questo occorre spingere sulla revisione degli strumenti urbanistici in coerenza con il nuovo modello di sviluppo sostenibile che vogliamo realizzare.

Riteniamo opportuno fare in modo che “varianti” come quella che saremo chiamati a varare per il superamento della centrale di Tor del Sale siano l’occasione per una rilettura complessiva di aree strategiche del territorio spingendo sulla vocazione turistica. Dobbiamo necessariamente continuare a lavorare per rendere attrattive tutte le aree disponibili per l’insediamento di nuove attività produttive. La priorità è il lavoro, per questo proponiamo che anche risorse come quelle arrivate grazie alla causa vinta dai Comuni con Enel siano destinate a sostenere scelte in grado di rendere sempre più bello e fruibile il territorio che promuoviamo.

Su turismo e agricoltura penso che i Comuni debbano lavorare insieme nella direzione che indicammo fra i nostri obiettivi alle ultime regionali, definendo un apposito accordo di programma quadro insieme alla Regione con risorse e strumenti nuovi a disposizione di imprese e istituzioni all’interno del nuovo ambito territoriale più vasto della sola Val di Cornia.

Bene la riunione della cabina di regia per l’attuazione degli accordi di programma, bene la partenza dei bandi per le bonifiche di parte pubblica. Qui e ora ci giochiamo una partita che non ammette spettatori sugli spalti, noi vogliamo e dobbiamo giocarcela fino in fondo, come protagonisti del nostro destino.

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IL PD IN PIAZZA PER IL LAVORO

1 feb , 2017  

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Il Partito Democratico aderisce alla manifestazione indetta dalle organizzazioni sindacali che si terrà giovedì 2 febbraio. L’ufficializzazione della decisione è arrivata dopo l’attivo degli iscritti che si è tenuto lunedì 30, presso la sala del Perticale, a Piombino. Sala affollata per l’incontro dei militanti democratici finalizzato a fare il punto della situazione su Aferpi e preparare la partecipazione alla manifestazione. La riunione è stata introdotta dalla relazione del segretario del Pd Valerio Fabiani ed è stata conclusa dagli interventi del sindaco Massimo Giuliani, del consigliere regionale Pd e presidente della commissione industria Gianni Anselmi e del sottosegretario all’ambiente e deputata Pd Silvia Velo. Nel corso della riunione sono intervenuti anche figure simbolo del partito e della sua storia come l’ex sindaco e deputato Pci Enzo Polidori, e lavoratori del polo siderurgico come Alessandro Martini anche Rsu Fiom in Piombino Logistics o Valerio Pietrini operaio Aferpi e segretario del circolo di fabbrica del Pd. Ci sono stati anche gli interventi di Franco Franceschini coordinatore di zona della Cgil che ha spiegato la posizione del sindacato e della segretaria dei Giovani Democratici Alessandra Persiani che ha annunciato l’adesione alla manifestazione dei ragazzi della sua organizzazione. Ogni intervento ha fatto emergere la dura critica nei confronti della proprietà Aferpi per gli impegni disattesi e i ritardi e al tempo stesso la necessità di incalzarla per fare una ”operazione verità”. La discussione si è anche concentrata sul lavoro svolto dalle istituzioni ad ogni livello per favorire l’investimento promesso da Rebrab: garanzia di un costo agevolato dell’energia, circa 100 milioni di certificati bianchi, le bonifiche, 30 milioni per l’innovazione, tempi rapidi per l’adeguamento degli strumenti urbanistici del Comune, fino all’impegno della Regione per ricercare una forma di garanzia per mettere in sicurezza la continuità produttiva. Per non parlare del fatto che Aferpi-Cevital, insieme naturalmente alle altre aziende interessate, potrà beneficiare del porto che è stato realizzato con un imponente investimento pubblico così come quella delle altre infrastrutture (di ieri la notizia di tempi più rapidi per la 398). Tutto questo insieme ai sacrifici, che i lavoratori e il territorio hanno dovuto sopportare fin qui, fa dire al Pd che adesso tocca alla proprietà Aferpi fare la sua parte, senza perdere ulteriore tempo. “La pazienza è finita da un pezzo – dichiara il segretario Fabiani – Rebrab passi dagli annunci ai fatti concreti, non può continuare a far precipitare nell’incertezza una comunità intera e con essa un pezzo nevralgico del processo di reindustrializzazione in cui abbiamo investito così tante risorse ed energie. Porti al ministro Calenda il piano industriale con relativo piano finanziario e ci consenta di valutare e di decidere”. Il Pd sarà quindi in piazza, come sempre a fianco dei lavoratori, in difesa del futuro del territorio e per chiedere a gran voce che la proprietà rispetti gli impegni che si è assunta davanti alla città e davanti allo Stato italiano. “Mi unisco volentieri all’appello che il sindacato ha rivolto a tutti – conclude Fabiani – confido in una grande mobilitazione e invito anch’io tutti a partecipare, forze politiche, imprese, studenti, associazioni e singoli cittadini. In tanti per difendere il nostro futuro e la nostra dignità.”

 

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il Pd a Rebrab: Basta annunci, rispetti gli impegni come hanno fatto lavoratori e istituzioni

19 gen , 2017  

direzione

Di seguito il documento che sintetizza la posizione del Partito democratico sulla vicenda Aferpi dopo l’incontro con le organizzazioni sindacali e la riunione della Direzione di federazione svolti nei giorni scorsi.

Alla luce del confronto con le organizzazioni sindacali di categoria e delle valutazioni espresse dalla direzione del partito sullo stato attuale della vicenda Aferpi, non possiamo che esprimere preoccupazione dello stato in cui si trova l’azienda. Due dei laminatoi sono fermi e il treno rotaie ha una prospettiva produttiva che non va oltre prossimo marzo. Ciò mette in pericolo il presente e il futuro dello stabilimento, oltre che la possibilità di mantenere attivi i contratti di solidarietà che coinvolgono la totalità dei dipendenti. In questa situazione intravediamo il rischio della perdita di ulteriori quote di mercato, fino a compromettere le stesse prospettive di rilancio del polo siderurgico di Piombino. A poco serve l’ennesima comunicazione “tranquillizzante” di Issad Rebrab, che ancora una volta, nell’intervista rilasciata da Parigi al Sole 24 Ore, ha promesso che gli impegni assunti per Piombino saranno mantenuti, pur con significativo cambiamento dei progetti iniziali. In quelle dichiarazioni si leggono ancora “approssimazioni” da chiarire e che, soprattutto devono essere trasferite in un preciso programma industriale da sottoporre al ministero dello Sviluppo economico, così come richiesto fin dal dicembre scorso.

La proprietà ex Lucchini, con la firma dell’accordo di programma, ha assunto dei precisi impegni morali, oltre che imprenditoriali, nei confronti di un territorio e di migliaia di famiglie ormai da troppo tempo in difficoltà. I lavoratori e i sindacati hanno onorato gli impegni assunti accentando, con un ridimensionamento dei propri salari, la sfida di partecipare al rilancio dell’industria siderurgica. Tutto il sistema della piccola impresa, a partire da quello dell’indotto, dopo aver fatto da banca all’ex Lucchini, ha contribuito con ulteriori sacrifici e senza mai abbandonare il campo allo sforzo di mantenere in vita l’attività dello stabilimento, nella prospettiva di tornare a dare lavoro ai propri dipendenti negli interventi di smontaggio, demolizione, bonifica e nuove costruzioni fino alla ripresa effettiva del ciclo siderurgico. A questo si aggiunge l’azione del Governo, della Regione e del Comune per rimuovere, nei tempi più brevi possibili, tutti gli ostacoli che avrebbero potuto rallentare gli investimenti: garanzia di un costo dell’energia pari alle altre aziende elettro-siderurgiche, circa 100 milioni di cui l’azienda potrà beneficiare attraverso i certificati bianchi  (risparmio energetico), 30 milioni ottenibili dalla Regione per l’innovazione, tempi rapidi per l’approvazione della “Variante Aferpi”. A tutto questo si aggiunge la moral suasion messa in campo dal Governo nei confronti delle banche per agevolare la concessione di crediti ad Aferpi e, più recentemente, l’impegno della Regione per ricercare una forma di garanzia che possa consentire all’azienda di sopperire alle carenze di capitale circolante e assicurare la continuità produttiva di ciò che è rimasto dello stabilimento. Appare scontato inoltre ricordare a Issad Rebrab che quel porto, che ribadisce essere stata la sua principale attenzione, è frutto di ingenti investimenti dello Stato e della Regione finalizzati proprio alla ristrutturazione della siderurgia e della ricerca di una diversificazione economica spinta da una crisi profonda del vecchio “modello di sviluppo”. La fabbrica e la città non possono più accontentarsi di nuove promesse, soprattutto se veicolate attraverso dichiarazioni stampa. C’è bisogno di qualcosa di più: della formalizzazione di un nuovo piano industriale, di un preciso cronoprogramma e di una certa capacità finanziaria di sostenerlo. Tutto questo si attende che Cevital sia in grado quanto prima di presentare al ministro. La ripresa dell’attività siderurgica, insieme al mantenimento di tutti gli altri impegni presi da Issad Rebrab, è certo uno dei pilastri fondamentali su cui può poggiare la ripresa economica di un vasto territorio. Ciononostante riteniamo necessario, con ancor più forza e convinzione, la necessità di sviluppare tutte le possibili azioni per avviare Piombino e la Val di Cornia fuori dalla crisi. Non servono per questo interventi improvvisati, sospinti solo dalla necessità di dare risposte all’oggi, ma una prospettiva ordinata in cui possa trovare posto l’intero patrimonio delle ricchezze e delle tante energie del territorio, armonicamente sfruttate e senza dar luogo a suggestioni speculative che ne comprometterebbero il valore. Riteniamo dunque che Cevital debba oggi più che mai incalzata a onorare i suoi impegni occupazionali, ma allo stesso tempo le istituzioni debbano lavorare su ogni fronte possibile per accelerare tutti gli altri possibili progetti, da quelli dell’insediamenti sulle aree portuali a quelli della piccola e media impresa nei terreni disponibili, dal turismo e l’agricoltura all’economia circolare. Per questo invitiamo i comuni del comprensorio, attraverso il confronto con Regione e territori limitrofi, ad inaugurare rapidamente una nuova stagione della programmazione strategica, dotando il territorio di aggiornati, allineati e coerenti strumenti urbanistici in linea con le nuove esigenze, e in grado di trasformare in scelte amministrative le idee che sono alla base di quell’elaborazione politica che il Pd e il centrosinistra in questi mesi e anni hanno messo in campo con l’obiettivo di definire un nuovo modello di sviluppo.

Autonomamente i sindacati hanno deciso di sospendere lo sciopero e la manifestazione del 20 gennaio, che ritenevamo tuttavia utile soprattutto se indirizzata sul vero obiettivo: il rispetto degli impegni assunti da Cevital a Piombino. Riteniamo utile in questa fase sostenere l’iniziativa del ministro Calenda finalizzata a incalzare l’imprenditore, che, ripetiamo, deve tradurre nero su bianco i nuovi intenti manifestati, che dovranno poi essere oggetto delle valutazioni finali delle istituzioni e delle parti sociali.

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A Piombino la Toscana che sarà

30 set , 2016  

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Si svolgerà venerdì 7 ottobre, dalle 16.30 alle 19, presso l’Hotel Centrale, in piazza Verdi, l’appuntamento piombinese de “La Toscana che sarà 2016>2020”, ciclo di incontri dedicato al confronto sul nuovo programma regionale di sviluppo a cura del Pd e del gruppo consiliare della Regione. All’iniziativa saranno presenti il consigliere regionale Pd e presidente commissione sviluppo economico Gianni Anselmi e il segretario del Pd Val di Cornia Elba Valerio Fabiani, che nel contesto incontreranno i rappresentanti delle categorie economiche, dei sindacati, dell’associazionismo e degli enti locali.

«Si tratta di illustrare il programma regionale di sviluppo e di interagire con la società toscana nelle sue articolazioni organizzate – spiega il consigliere Anselmi – nelle sue ambizioni, nel disagio che porzioni della nostra regione, strati della nostra società soffrono. Chiederemo dei contributi scritti, di respiro settoriale, oltre che di carattere regionale. In questo modo noi vogliamo abbinare una visione complessiva della Toscana con le nervature locali dei profili di sviluppo che notoriamente in questa regione sono molto legati alla morfologia sociale, territoriale, e vorremmo farlo attraverso una relazione e uno scambio con la società organizzata, mondo della cultura, dell’impresa, del lavoro.

«Siamo chiamati – aggiunge Fabiani – a ridisegnare la Toscana dei prossimi anni, e il nostro territorio con il Pd e i suoi amministratori e forti di un’elaborazione avanzata, frutto di percorsi di partecipazione e di lavoro quotidiano, sarà in prima linea per dare un contributo originale, sia nei contenuti sia sul metodo. Infatti lo faremo usando il metodo con cui siamo abituati a lavorare qui, in sinergia con tutti i soggetti che rappresentano la società, l’economia, il lavoro».

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Iniziative e feste

Teresa Bellanova a Piombino

16 set , 2016  

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Il viceministro Mise Teresa Bellanova a Piombino il prossimo lunedì 19 settembre. L’incontro, che si terrà alle 21 presso la sala conferenze dell’Hotel Phalesia, avrà per titolo “Se vince Piombino, vince l’Italia. Per un’industria moderna, competitiva ed ecosostenibile” e conferma la disponibilità del Governo nei confronti della questione piombinese, anche nella più ampia prospettiva del futuro della siderurgia nel nostro paese. Dopo l’introduzione del segretario della Federazione Pd Val di Cornia Elba Valerio Fabiani la serie degli interventi sarà aperta da Stefano Ferrari, responsabile ufficio studi Siderweb, che parlerà de “Le prospettive dell’acciaio e le opportunità per Piombino”. Dopo di lui, il sindaco di Piombino Massimo Giuliani (“La città e l’industria in cambiamento”) e Silvia Velo, sottosegretario Min. Ambiente (“Bonifiche: occasione per la reindustrializzazione”). Conclusioni affidate al viceministro Bellanova. Interverranno inoltre Fausto Azzi (AD Aferpi), Giovanni Carpino (dir. Arcelor Mittal Piombino) e un rappresentante Fim-Fiom-Uilm.

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Iniziative e feste

Dal 23 agosto al 6 settembre la “Festa Grande”, Festa de l’Unità di Piombino, al Parco VIII Marzo. In anteprima il manifesto

11 ago , 2015  

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Ecco il manifesto della Festa de L’Unità di Piombino 2015.
Oltre 200 volontari, 20 occasioni di confronto tra incontri politici e culturali, musica e spettacoli tutte le sere. Cucina tipica toscana e piombinese e pizza. Ogni giorno alle 17 merenda piombinese a base di polpo. Pub, paninoteca e live music nello spazio giovani. Libri e mostre fotografiche. Dolci artigianali nella pasticceria della Festa. Giochi per bambini e ragazzi.
#Lavoro, #economia, #ambiente, #infrastrutture,#Mediterraneo, #Sinistra #Europa
Questo e molto altro.
Vi aspettiamo tutti al Parco VIII Marzo dal 23 agosto al 6 settembre!

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Risolta vertenza Sol Piombino

27 giu , 2015  

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“Questa mattina ho avuto due colloqui telefonici con il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che, dopo un’opportuna verifica, ha annunciato la rapida e positiva soluzione della vicenda dei lavoratori della SOL di Piombino”.

Lo dichiara in una nota il Sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo.

“Il Ministro Poletti, che ringrazio, si è attivato per convocare un incontro presso il Ministero già dalla prossima settimana. Si risolve positivamente – continua Velo – una vicenda palesemente ingiusta che, per una mera questione burocratica, avrebbe potuto compromettere il posto di lavoro per alcuni dipendenti”.

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Torna al 70% l’integrazione ai Contratti di Solidarietà, grazie al Governo e all’impegno del PD locale, dei sindacati e dei lavoratori di Piombino.

25 giu , 2015  

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L’emendamento al decreto Milleproroghe è stato approvato. Passa alla Camera (commissioni Bilancio e Affari costituzionali) il provvedimento che prevede il reintegro del 10 % del contratto di solidarietà rispetto al tetto che era stato stabilito alla fine dello scorso anno e che faceva scendere al 60 % la misura dell’integrazione salariale spettante ai lavoratori coinvolti in CdS di tipo A. Un’integrazione che per tutto il 2014 era stata, appunto, del 70 %. Quel 10 % venuto in meno dalla prima stesura del decreto viene adesso dunque reintegrato a seguito di un intenso confronto portato avanti nelle settimane scorse dalla Federazione Pd Val di Cornia Elba, Fim, Fiom e Uilm, nonché, soprattutto, del sottosegretario all’ambiente Silvia Velo, che si era attivata, tra le altre cose, anche per la promozione di un incontro – a Roma, lo scorso 29 gennaio – tra Pd locale, sindacati e il sottosegretario al lavoro Teresa Bellanova. L’emendamento – che arriva nelle stesse ore della firma del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del sottosegretario Luca Lotti per i 20 milioni di euro destinati alla riqualificazione del porto di Piombino – è in realtà formato da due provvedimenti distinti firmati da Davide Baruffi e da Cesare Damiano e prevede un tetto di spesa di 50 milioni e dà priorità ai contratti già stipulati nel 2014. L’approvazione definitiva al Senato è prevista entro la fine del mese. Soddisfazione da parte del segretario della Federazione Valerio Fabiani, che commenta: «Una buona notizia per quasi 3000 lavoratori di Piombino e per tutti i lavoratori italiani. Un risultato tangibile, frutto del lavoro del Pd locale e dei sindacati del territorio. Grazie ai sottosegretari Velo e Bellanova e a tutto il Governo». La firma di questo importante provvedimento, prosegue Fabiani, «così come quella sull’Accordo di Programma, entrambe apposte da Matteo Renzi, confermano la grande attenzione da parte del Governo e dello stesso Presidente del Consiglio e segretario del nostro partito nei confronti di Piombino. Noi siamo convinti che la crescita del paese sia legata a doppio filo alla rinascita delle principali aree industriali».
«Il Governo e il Partito Democratico – dichiara il Sottosegretario all’ambiente, Silvia Velo – sono intervenuti raccogliendo immediatamente l’allarme lanciato dai lavoratori e dai sindacati per riportare al 70 % l’integrazione ai contratti di solidarietà. L’approvazione dell’emendamento al Milleproroghe, oltre a essere un’ottima notizia per i lavoratori di Piombino, mette in evidenza, ancora una volta, l’attenzione di questo Governo nei confronti dei lavoratori e della lotta alla crisi».

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