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Sanità, Pd: con integrazione Piombino-Cecina rafforzato il nostro ospedale. Ora emodinamica a Piombino

17 ago , 2017  

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Questo il documento riassuntivo a seguito della riunione della Direzione della Federazione Pd Val di Cornia-Elba alla presenza dell’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi.

 

Da tempo stiamo attentamente seguendo come sta andando avanti la realizzazione della sinergia dei due ospedali Val di Cornia – Bassa Va di Cecina non perdendo di vista che tale integrazione può consentire di fare delle scelte che permettono ai territori suddetti di avere un servizio ospedaliero che risponda alle loro necessità.

La scelta che abbiamo fatto, recepita nella riforma sanitaria approvata dalla Regione Toscana, ha messo in sicurezza l’ospedale di Piombino, che se fosse rimasto da solo, per effetto dei criteri numerici nazionali, avrebbe rischiato in tempi brevi un consistente ridimensionamento a poco più di un pronto soccorso. In virtù di questa scelta possiamo oggi meglio difendere i servizi attualmente erogati e ambire a servizi nuovi, oltreché attingere a nuove risorse messe a disposizione dalla Regione stessa per i territori che avviano processi di integrazione .

 

Naturalmente i problemi non sono tutti risolti e il lavoro deve proseguire. La Val di Cornia sta attraversando un momento difficilissimo dal punto di vista economico e sociale. La grave crisi che sta vivendo la siderurgia investe tutte le imprese dell’indotto, il commercio e il territorio stenta a trovare alternative di lavoro. Ciò inevitabilmente conduce anche ad un aumento del disagio sociale che investe intere famiglie. Le preoccupazioni economiche inducono anche ad un minore interesse per seguire il proprio stato di salute al punto che tante persone trascurano le cure. Anche per questo la solidità e l’affidabilità dei servizi offerti dalle struttura ospedaliera possono giocare un ruolo fondamentale.

 

Ad oggi la situazione e’ la seguente:

Saranno fatti due primariati in chirurgia, uno a Cecina e uno a Piombino. Ci risulta che a

Piombino il reparto abbia un andamento positivo per numero e qualità di interventi.

E’ stata realizzata la BREAST UNIT a Livorno che ci risulta lavori in sintonia con Piombino dove e’ tutt’ora attivo l’ambulatorio di senologia. A Villa Marina e’ stato potenziato il servizio di diagnostica radiologica proprio per la diagnosi delle patologie mammarie. Il chirurgo direttore della BREAST UNIT ha eseguito interventi su pazienti recandosi direttamente all’ospedale elbano. Questo ad oggi purtroppo e’ accaduto solo una volta, dobbiamo invece lavorare per rafforzare il principio della mobilità degli specialisti per ridurre quella dei pazienti.

Per quanto riguarda il reparto di medicina, occorre tenere presente che tra circa un anno andrà in pensione il primario per cui e’ necessario attivare per tempo il concorso in modo da non creare dei vuoti nella gestione di un reparto molto complesso dal momento che offre anche ambulatori di diabetologia, ecocolordoppler vascolari, pneumologia e reumatologia. Per quanto riguarda le specialistiche (otorino, oculistica e urologia), la progressiva riorganizzazione delle unità operative nell’area vasta ha rivisto la dislocazione delle unità operative complesse, ma questo non può implicare un impoverimento dei servizi assicurati negli ospedali della provincia.

Chiediamo che proprio in virtù dell’integrazione con Cecina si prenda seriamente in considerazione la possibilità di organizzare le prestazioni in modo da poter offrire nel territorio non solo ambulatori, ma una maggiore attività chirurgica di bassa e media complessità nelle suddette specialistiche al fine di evitare una impropria mobilità dei pazienti.

L’ortopedia è attualmente mancante di primario, in quanto il professionista ha scelto di trasferirsi in altra struttura. Occorre, alla scadenza dei sei mesi di prova previsti dalle norme, fare il concorso per la unità operativa complessa.

Nella diagnostica abbiamo positivamente preso atto del lavoro avviato dall’assessorato per la riduzione delle liste di attesa, così come delle procedure concorsuali attivate per l’assunzione di nuovi medici radiologi e per la nomina di un nuovo primario su Piombino.

In UTIC consideriamo opportuno ripristinare la possibilità di impiantologia di pace maker.

Attualmente vengono impiantati a Cecina e Livorno, mentre a Piombino vengono gli specialisti da Livorno due volte al mese solo per controllo pace maker.

Riteniamo importante che si approfondiscano le condizioni per la fattibilità presso il plesso di Piombino del servizio di emodinamica, data la posizione equidistante della città dai centri attrezzati di Livorno e Grosseto.

Emodinamica risulterebbe fondamentale per il trattamento dell’infarto miocardico acuto. Esistono tempi da rispettare (la cosiddetta “ora d’oro”) per il paziente colpito da

tale patologia che dovrebbe essere sottoposto a coronarografia ed angioplastica primaria. Con questa struttura, che richiede personale dedicato e dunque un notevole investimento, questi tempi potrebbero essere rispettati.

Sicuramente alcune delle attuali criticità per il pronto soccorso potrebbero essere superate con una nuova e più adeguata ubicazione, oltre che con una dotazione adeguata di personale che integri quello esistente.

Per quanto concerne il punto nascita, sosteniamo con forza la richiesta di deroga della Regione inoltrata al Ministero, nella consapevolezza della distanza del numero dei parti (oggi sotto i 300) dalla soglia minima (500) prevista dalle norme per assicurare gli standard di sicurezza. Facciamo rilevare una volta di più che il nostro reparto di maternità ha costantemente assicurato livelli di qualità alti e altrettanto alti livelli di professionalità.

Per quanto riguarda le attività territoriali e ospedaliere chiediamo un’attenzione particolare al servizio di psichiatria attraverso la realizzazione tempestiva dell’SPDC, con servizi e responsabilità dedicati. Per seguire poi le migliaia di persone che hanno patologie croniche ci vogliono le case della Salute organizzate con medici di medicina generale e specialisti che seguano i pazienti e facciano prevenzione cura. Questo contribuirebbe anche a diminuirebbe le liste d’attesa. Migliorerebbe il servizio e dovrebbe poter diminuire la possibilità che magari una lieve malattia possa diventare più grave se non seguita nel modo giusto. Quindi la realizzazione delle case della salute in Val di Cornia è una priorità ribadita e condivisa.

 

Il lavoro da fare sarà ingente ed impegnativo e sarà necessario mettere in campo capacità organizzative di grande qualità. Le cittadine ed i cittadini delle due zone di riferimento ne hanno il diritto. La politica ha l’obbligo di non perdere mai di vista l’interesse dei cittadini e noi vogliamo farci carico di questo impegno, senza fuggire in facili e velleitarie demagogie.

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RIORGANIZZAZIONE SANITARIA E SERVIZI IN RETE

25 gen , 2017  

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L’Osservatorio socio-sanitario della Federazione PD di via M. Polo ritiene opportuno fare il punto della situazione sullo stato dell’arte della sanità sul nostro territorio. L’operazione di unificazione delle 2 S.d.S., Val di Cornia e Bassa Val di Cecina, sta diventando realtà. A seguito del lavoro svolto da ANCI Federsanità, per conto delle 2 S.d.S., stiamo nella fase in cui sta per essere nominato 1 solo Direttore, con grossi risparmi per la collettività. In considerazione della Riforma regionale abbiamo scelto la strada per essere protagonisti e governare questo processo di cambiamento in atto. Noi siamo convinti del fatto che questa riorganizzazione vada verso la direzione di una maggiore qualità dei servizi a tutto vantaggio dei nostri territori. Per quanto riguarda la Casa della Salute abbiamo già, per Piombino, la delibera che ha individuato in via Veneto la sede della nuova Casa della Salute. Sappiamo che, una delle grandi sfide che l’azienda ha intrapreso è quella di abbattere le liste di attesa di visita ed esami diagnostici. Sarà, pertanto, costruita una rete di ambulatori e medici capaci di fornire diagnosi di primo livello in tempi rapidi. La chiave di tutto ciò sarà il rapporto con il territorio, coi medici di famiglia, la filiera corta della salute. Importante, dunque, la scommessa sul ruolo della prossimità dei servizi. Sappiamo, ormai bene, che visite ed esami prescritti possono essere spesso superflui ed inappropriati. Bisogna far leva sulla rete di ambulatori specialistici sul territorio. Ecco perché, dunque, la chiave di volta sarà proprio il territorio, e noi su questo stiamo concentrando la nostra attenzione. Per quanto riguarda i due presidi ospedalieri di Piombino e di Cecina, sappiamo che stanno già lavorando in rete. Questo non può che fare bene ad entrambi, perché consente di operare in sinergia. Da parte dei nostri amministratori locali, in accordo con le OO.SS. è stato chiesto all’azienda ASL Nord Ovest di rafforzare il pronto soccorso con le relative attività di breve osservazione, nonché il miglioramento dei percorsi verso il ricovero e la diagnostica. È stato, altresì, richiesto di valutare l’opportunità di spostare il pronto soccorso nel luogo in cui era ubicata la farmacia ospedaliera, in quanto ritenuto dagli addetti ai lavori, più funzionale per l’operatività del pronto soccorso. Per quanto riguarda il punto nascita di Piombino è stato richiesto un anno di proroga, che dovrà servire anche per valutare e studiare attentamente una eventuale diversa e nuova organizzazione dell’attività materno infantile. Siamo certi, come PD, che a livello locale, non mancheremo di far valere le nostre proposte, le nostre idee e le nostre opinioni confrontandoci con la Regione, al fine di potenziare ed aumentare la capacità di erogazione di tutti i nostri servizi. Lo faremo con la forza di chi non è rimasto a guardare e non si è limitato a denunciare i problemi ma anzi ha cercato di aggredirli attraverso la progettualità. Il compito di una buona politica è quello di fare proposte per superare le criticità. Questo è quello che ci chiedono i cittadini.

Osservatorio  socio sanitario Federazione PD Val di Cornia Elba

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Sanità: quello del Pd unico progetto

11 lug , 2016  

villamarina

Il PD locale da più di un anno è impegnato per sostenere la riqualificazione e ristrutturazione della sanità locale nel tentativo di arginare i danni che potrebbe provocare la rigida applicazione del Decreto Balduzzi.

L’ impegno è stato costante al fine del raggiungimento dell’obiettivo della riorganizzazione e gestione della rete ospedaliera e del territorio.

Nel regolamento aziendale della Asl Toscana Nord Ovest vediamo scritta la rete Ospedaliera Piombino Cecina.

Questo risultato e’ stato possibile grazie anche al continuo impegno del PD locale che ha lavorato in sinergia con il nostro consigliere regionale Gianni Anselmi e l’assessore alle politiche sociali e sanitarie della Toscana, Stefania Saccardi.

Ià lavoro proseguirà al fine di raggiungere al più presto la fattiva integrazione ospedaliera e territoriale.

Il ridisegno della rete ospedaliera per un ospedale unico organizzato nei due presidi di Piombino e Cecina consentirà la possibilita’ di un’offerta complessiva migliore anche di quella precedente.

L’impegno del PD locale e’ stato di aiuto anche ai sindaci della Val di Cornia nell’aver suggerito note da aggiungere a integrazione della proposta del Piano di Area Vasta Nord Ovest.

L’immobilismo non fa parte del Partito Democratico locale, tanto meno per quel che riguarda l’argomento sanità. Il lavoro fatto dal PD, in questo periodo di cambiamento epocale sul fronte sanitario, è stato notevole. Si sottolinea che, per contro, da parte di tutte le altre forze politiche della Zona sono state fatte critiche,ma mai ci sono state proposte alternative a quelli che vengono definiti, da Forza Italia Val di Cornia “roboanti quanto fumosi progetti di ristrutturazione e riqualificazione della sanità locale” .

Il PD della Val di Cornia è stata l’unica forza politica a proporre alternative per arginare i danni che avrebbe potuto provocare nella Nostra Zona L’applicazione del Decreto Balduzzi. E continuerà la battaglia, perchè essa è ancora in corso. Cercando di vincerla nel migliore dei modi per salvaguardare un servizio sanitario efficiente per i cittadini di tutta la Val di Cornia.

Certamente il compito è arduo e il cammino è lungo.

Cè la consapevolezza di questo ma l’impegno non mancherà.

Cinzia Cioncoloni – Responsabile Federazione PD Val di Cornia Elba

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Le sorprendenti dichiarazioni di Parodi sulla sanità

10 gen , 2016  

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Sono a dir poco sorprendenti le dichiarazioni sulla sanità espresse dal sindaco di Suvereto Giuliano Parodi nel corso della conferenza stampa tenutasi in questi giorni. Dopo aver inveito contro il Pd e i sindaci del Pd che hanno proposto la costituzione di un’unica zona distretto fra Val di Cornia e Bassa Val di Cecina e aver apertamente avversato la riforma sanitaria regionale che ne consente il progetto, lo stesso Parodi  ora vi aderisce, tentando goffamente perfino di intestarsene la paternità. Sarebbe curioso sapere cosa ne pensano i compagni di strada di Parodi – che vanno da Forza Italia al Movimento 5 Stelle – che proprio nel corso dell’ultima assemblea organizzata dall’amministrazione comunale di Suvereto, sbraitavano contro i rappresentanti del Pd e si divertivano a criticare e contestare proprio questa proposta. È evidente che Parodi, non avendo escluso il comune di Suvereto da tutti i progetti strategici della Val di Cornia, l’unica cosa che può fare è intestarsi i meriti di altri, arrivando fino al punto di contraddire se stesso. La vicinanza politica e la frequentazione con il sindaco di Livorno Nogarin lo ha ormai indotto a emularlo e ormai anche a Suvereto siamo alle comiche: peccato che tutto questo – come a Livorno – si consumi sulla pelle dei cittadini. E se ciò non è ancora successo lo si deve solo agli altri comuni della Val di Cornia – amministrati dal Pd – che hanno pensato anche ai cittadini di Suvereto e che mentre Parodi era intento a fare propaganda, si sono occupati di mettere in campo progetti volti a occuparsi dei problemi dei cittadini di tutto il territorio. Questo è accaduto sulle grandi questioni che attengono alle sviluppo economico e al lavoro, così come ai servizi pubblici o, appunto al servizio sociosanitario. Detto questo, noi siamo per vedere il bicchiere mezzo pieno e quindi per salutare il ripensamento di Parodi sulla sanità e il suo approdo alla proposta del PD, e lo aspettiamo alla prova dei fatti in consiglio comunale, visto che ogni comune sarà chiamato a pronunciarsi ufficialmente sulla riorganizzazione delle zone distretto. Tuttavia intendiamo spiegargli che questo nostro progetto, che da oggi è anche il suo, non si ferma ai territori sopracitati ma intende rivolgersi a una zona più vasta, che comprende anche le Colline Metallifere e, per quanto riguarda la rete ospedaliera, l’Isola d’Elba. Inoltre l’Unione dei Comuni da Parodi evocata, ma da noi del Pd proposta, dovrà anch’essa naturalmente essere oggetto di una discussione all’interno di questo nuovo e più vasto ambito territoriale, perché appunto le grandi partite strategiche si affrontano ormai solo superando i vecchi confini della Val di Cornia, che da sola non è più sufficiente. In ogni caso, per noi, prima dei contenitori (l’Unione dei Comuni) vengono i contenuti, e cioè i problemi dei cittadini, che solo con l’unità di tutti i comuni potremo affrontare, dalla sanità alla pianificazione urbanistica, fino al turismo. Tutti i temi su cui i comuni che governiamo e il nostro partito hanno avanzato proposte e progetti e su cui abbiamo sempre amaramente dovuto constatare l’isolamento e la totale indisponibilità al confronto da parte dell’amministrazione di Suvereto. Con la condivisione da parte di Parodi della nostra idea di riorganizzazione del servizio socio sanitario, si evince che la proposta, avanzata dal Pd e condivisa con sindacati e operatori, procederà forte dell’unanimità dei consensi da parte di tutti i comuni, e questa è una buona notizia per Suvereto e per tutto il territorio.

Valerio Fabiani, segretario Federazione Pd Val di Cornia Elba

Francesco Lolini, vicesegretario Federazione Pd Val di Cornia Elba

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Fabiani: “Sanità, occorre fare massa critica”

21 nov , 2015  

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Il dibattito che si è aperto circa la riorganizzazione del servizio sociosanitario – a seguito della nostra proposta – può rappresentare un elemento positivo, a patto che si tratti di una discussione concreta e costruttiva. Concreta e costruttiva dovrebbe essere ogni discussione, ma a maggior ragione quando l’oggetto di cui si discute è un tema così serio come la sanità, che ci parla della salute e della vita stessa delle persone. Per questo dovremmo sforzarci tutti di lasciare fuori dalla porta la polemica politica per concentrarci sulla necessità di migliorare il servizio a beneficio di tutti i cittadini, siano questi residenti in una grande città oppure abitanti di territori più piccoli e più periferici. Anche quest’anno la classifica nazionale delle regioni sulla erogazione dei Lea (livelli essenziali di assistenza) pone la Toscana al primo posto. Sappiamo bene che il nostro servizio sanitario regionale rappresenta un punto di riferimento non solo per l’Italia grazie al lavoro quotidiano di tutti gli operatori del settore e al buon governo che siamo in grado di assicurare. Ma sappiamo altrettanto bene che per continuare a garantire questo primato c’è bisogno di cambiare ancora, intervenendo sulle disfunzioni del servizio, a partire dal problema delle liste d’attesa, ma anche per interpretare nuove esigenze e nuove condizioni: basti pensare all’invecchiamento della popolazione oppure ai progressi scientifici e tecnologici. La questione dei costi deve essere l’ultima delle nostre preoccupazioni quando si parla del servizio e deve essere invece la prima quando si parla dell’apparato amministrativo cercando di aggredire eventuali sprechi e creando economie di scala. Questo è il senso della riforma predisposta dalla Regione. Ma i numeri in sanità contano e, se è pur vero che non possono rappresentare l’unico criterio, dobbiamo comunque essere consapevoli che incidono in maniera decisiva sulla qualità e l’efficacia delle prestazioni. Non parlo di soldi, ma di utenti, le persone in carne e ossa che si rivolgono a una struttura ospedaliera. Da qui è partito il nostro ragionamento, che ci ha condotto al progetto di integrazione fra quei territori che solo se uniti possono avere numeri in grado di mettere davvero in sicurezza i servizi di base e realisticamente ambire a nuove specialistiche. Per questo è un esercizio del tutto inutile pensare di risolvere il problema proponendo la realizzazione di nuovi ospedali, peraltro ripercorrendo strade da noi aperte e ampiamente battute, e superate a oggi perché è evidente che nessuna nuova struttura sarà mai anche solo immaginabile senza prima aver definito un nuovo e più vasto bacino di utenza che in questo momento solo una sinergia fra i presidi esistenti è in grado di definire. La priorità oggi è unire i territori e fare massa critica per difendere il servizio esistente e qualificarlo ulteriormente. Mettendo insieme i bacini di utenza di Bassa Val di Cecina e Val di Cornia (rispettivamente 80mila e 60mila abitanti) si ottengono numeri che aprono una strada nuova da percorrere non in difesa ma all’attacco. Il nostro è un progetto inclusivo, di cui tutti i territori potenzialmente più deboli, come il nostro, possono usufruire. Siamo aperti a tutte quelle realtà che sono rimaste fuori perché appartenenti ad altre aziende sanitarie, come la parte settentrionale della provincia di Grosseto, con cui il dialogo non si è mai interrotto, così come la zona di Volterra. L’Elba è e sarà sempre – aldilà delle decisioni che i comuni elbani, la maggioranza dei quali governati dalla destra, decideranno di assumere – un interlocutore naturale e, secondo me, privilegiato. Il presidio di Portoferraio deve far parte della rete ospedaliera con Cecina e Piombino (diversamente dall’organizzazione della zona distretto per la quale credo sia ancora necessaria una gestione autonoma), ma questo passa per un riconoscimento reciproco da parte delle due porzioni di territorio, quella insulare e quella costiera. Da un lato tocca ai comuni insulari evitare un isolamento fatale per l’Elba in nome di un’idea “autarchica” anacronistica e soprattutto sbagliata, dall’altro però occorre un pieno riconoscimento della peculiare condizione di insularità in cui vive l’Elba. Nella futura rete tutti dovranno starci con pari dignità, perché noi siamo la sinistra e non possiamo prescindere dall’equità, che è per noi un valore irrinunciabile. Ma non c’è cosa più iniqua che fare parti uguali fra diseguali. Per noi l’unica integrazione possibile è quella che serve a dare di più a chi ha di meno, vale per Piombino e Cecina, soprattutto se rapportati ai grandi centri urbani, ma ancora di più vale per l’Isola d’Elba.

Valerio Fabiani

Segretario Pd Federazione Val di Cornia-Elba

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Maestrini: «Sanità, uniti per migliorare il servizio»

11 nov , 2015  

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«Il progetto che la Federazione Pd Val di Cornia Elba ha recentemente lanciato in merito alla riorganizzazione territoriale della sanità ha come esclusivi obiettivi il miglioramento dei servizi e l’ottimizzazione delle risorse a disposizione». Carla Maestrini, vicesegretario della Federazione Pd Val di Cornia Elba, interviene sul lavoro messo in campo dal partito e dai comuni sul riassetto sanitario territoriale e sulle recenti esternazioni dei sindaci Nogarin e Parodi in assemblea con i comitati dell’area cecinese. Nel marzo 2015, spiega Maestrini, la conferenza dei sindaci della Val di Cornia e della Bassa Val di Cecina ha approvato a tale proposito una delibera che individua la creazione di un ambito territoriale comprensivo, con un bacino di utenza di circa 150.000 abitanti, attraverso l’unificazione dei servizi sociosanitari e la realizzazione di un ospedale unico della zona sud della Provincia di Livorno articolato su due presidi. «Questa strategia – aggiunge il vicesegretario della Federazione – permetterebbe alla sinergia tra i due ospedali di Cecina e Piombino di concretizzarsi nella realizzazione di un ospedale di primo livello che ai servizi di base aggiunga alcune significative specialistiche (traumatologia ortopedica, cardiologia Utic, neurologia, psichiatria, oculistica, urologia e otorinolaringoiatria)». Un obiettivo, questo, che troverebbe il suo ottimale compimento nel coinvolgimento dell’ospedale di Portoferraio nel progetto di rete. «A questo proposito – prosegue Maestrini – il nostro partito sta lavorando a una proposta che veda nella rete con la parte meridionale del territorio provinciale la reale possibilità di attuare i punti strategici per la sanità elbana. Punti che gli stessi sindaci unitariamente hanno individuato in un apposito documento che, nei suoi elementi cardine, resta un punto di riferimento fondamentale. Noi vogliamo mettere in campo una strategia aperta e inclusiva verso tutti quei territori più piccoli e periferici che solo stando insieme possono lavorare per il miglioramento del servizio. In questo senso vogliamo portare avanti il confronto sia con i comuni della parte settentrionale della provincia di Grosseto, sia con quelli del territorio di Volterra».
Si tratta di un progetto, continua Carla Maestrini, «sul quale la stessa Regione Toscana si è già detta pronta a investire, nato dal basso, attraverso il protagonismo del nostro partito e dei sindaci del territorio. Per questo troviamo quantomeno singolare che il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi non concorra minimamente alla riorganizzazione del servizio sociosanitario del suo territorio, lavorando insieme ai sindaci della zona della Val di Cornia, preferendo invece dialogare con il pentastellato sindaco di Livorno Nogarin. Quando si è sindaci e si hanno responsabilità di governo non si scelgono i propri interlocutori istituzionali in base alla loro appartenenza politica. Gli interessi dei cittadini suveretani che Parodi dovrebbe rappresentare si difendono insieme agli altri comuni con cui Suvereto condivide i servizi. Si può ovviamente non essere d’accordo con le proposte alle quali tutti i comuni della Val di Cornia e della bassa Val di Cecina stanno lavorando, ma si ha il dovere di restare a quel tavolo e di dare il proprio contributo, dal momento che la difesa e il miglioramento dei servizi erogati dall’ospedale di Piombino e di quelli territoriali in Val di Cornia, e quindi anche Suvereto, coincidono anche con gli interessi dei cittadini di quel comune».

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Il Partito

Documento: organizzazione sanitaria e definizione rete ospedaliera VdC e BVC

17 ott , 2015  

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Il recente patto per la salute 2014/2016 ha individuato nella revisione della rete ospedaliera e nell’individuazione di standard qualitativi e quantitativi la strategia per garantire l’uniformità delle prestazioni sanitarie su tutto il territorio nazionale e contemporaneamente garantirne la sostenibilità, in uno scenario in cui – a fronte di eventi auspicabili quali la sopravvivenza a malattie un tempo irreversibili, l’aumento della vita media – la disponibilità di nuovi mezzi diagnostici e terapie sempre più complesse e costose rende necessaria una razionalizzazione della spesa per continuare a garantire il sistema universalistico e l’erogazione di servizi e prestazioni con alti livelli di qualità.

La Regione Toscana, pur essendo tra le Regioni che offrono ai propri cittadini prestazioni sanitarie tra le migliori in Italia (vedi a questo proposito il rapporto Arenas sugli esiti) ha compreso che il sistema universalistico può coniugarsi alla qualità solo attraverso la sua sostenibilità economica.

Alla luce quindi della legge regionale 396/2015 di riordino nell’assetto istituzionale e organizzativo del SSR attraverso la costituzione di tre sole Aziende Ospedaliere, che vedrà avvio nel prossimo futuro, ci interroghiamo su come migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi erogati alla popolazione del nostro territorio.

In questo nuovo scenario complessivo a livello nazionale regionale occorre, in una visione d’insieme e di prospettiva, creare le condizioni organizzative affinché i cittadini dei nostri territori possano usufruire di prestazioni con elevato livello qualitativo. Prestazioni che privilegino una capillare diffusione sul territorio dei servizi di base e definiscano una rete ospedaliera che risponda ai bisogni di più alta complessità. Rete ospedaliera che, nella nuova Azienda, originerà dalle 5 attuali e nel rispetto delle competenze scientifiche, didattiche e di alta specialistica della AUO, dovrà distribuire in modo omogeneo sul territorio servizi e competenze, evitando così che si creino disuguaglianze tra i cittadini nell’accesso ai servizi ospedalieri.

La delibera approvata dalla Conferenza dei sindaci della Val di Cornia e della Bassa Val di Cecina nel marzo 2015 individua la creazione di un ambito territoriale comprensivo BVC e VDC (con un bacino di utenza di circa 150 mila abitanti che si moltiplicano per i flussi turistici) attraverso l’unificazione, l’armonizzazione dei servizi socio-sanitari e la realizzazione dell’ospedale unico della zona sud della Provincia di Livorno. Ciò crea i presupposti affinché la zona sud della Provincia di Livorno possa collocarsi nella rete ospedaliera della nuova Asl che si sta definendo, con pari dignità rispetto agli altri territori.

È ovvio che si confermi quello di Livorno quale Presidio Ospedaliero a cui va mantenuta la riconosciuta capacità di concorrere alla produzione si prestazioni ad alto contenuto assistenziale per l’Area Vasta.

Riteniamo indispensabile che l’attuale presidente Enrico Rossi, il nuovo assessore Stefania Saccardi e la Giunta Regionale Toscana si facciano garanti verso i cittadini di questo territorio degli obbiettivi individuati dalla Conferenza dei sindaci.

Obiettivi che, come indicato nel documento approvato dalla Conferenza, devono tradursi in un contratto di servizio chiaro, trasparente e misurabile che:

  • Individui la dotazione posti letto/n abitanti secondo gli standard abitanti/posti letto previsti dalle attuali normative, non basandosi sui livelli di attività attuali, viziati dalla preesistente organizzazione;
  • definisca i volumi attività che la rete dei due presidi deve erogare al suo bacino di utenza, garantisca interventi elettivi di complessità da concordare, anche in sinergia con la risposta erogata da presidi di livello superiore, tenendo in considerazione la distanza chilometrica delle nostre zone da Pisa e Livorno;
  • garantisca responsabilità professionali e organizzative nei due presidi, nelle U.O. e nei Dipartimenti, in maniera integrata e omogenea nei due presidi; renda possibile prevedere anche la mobilità di staff medici e personale nei territori per lo svolgimento di attività programmate che risultano fondamentali per abbattere le liste d’attesa. Mobilità che noi pensiamo anche all’interno dei Dipartimenti interaziendali con l’A.U. di Pisa, come previsto dalla nuova normativa regionale;
  • individui piante organiche del personale medico e infermieristico che risponda a oggettivi e omogenei parametri aziendali, legati a livelli essenziali di assistenza previsti per legge, garantendo formazione di qualità anche attraverso sinergie con l’Università di Pisa;
  • individui le specifiche di ogni singola sede attraverso la valorizzazione delle competenze presenti, le attività storicamente collocate nei due presidi, i bisogni e le specificità dei due territori.

Ognuna delle due sedi deve necessariamente offrire ai propri cittadini i servizi e le attività di base come pronto soccorso, servizi diagnostici potenziati per abbattere liste d’attesa, medicina, chirurgia generale, ortopedia, cardiologia, anestesia e terapia intensiva, servizio emotrasfusionale, dialisi servizi territoriali e ospedalieri nel percorso nascita.

Occorre invece definire la collocazione delle attività specialistiche che, secondo i criteri sopra esposti, devono distribuirsi tra le due sedi, collocandosi nelle aree di intensità di cure, quali la chirurgia specialistica, l’urologia attualmente presente a Piombino – che deve necessariamente essere attivata anche a Cecina e all’Elba – la nefrologia e le attività cardiologiche.

Piombino e la Val di Cornia, per aspetti geografici, demografici, produttivi ed epidemiologici, si trovano al confine sud della Nuova Azienda Nord-Ovest. Piombino dista circa 100 km dall’Azienda Ospedaliera e 90 Km dal P.O. di Livorno, 42 km da Cecina e 80 a sud da Grosseto e ha di fronte l’Elba.

Il  decreto Balduzzi, la 1235 e il PSS Toscano considerano degne di particolari attenzioni e deroghe queste condizioni geografiche che richiedono un tempo di percorrenza superiore ai 40 minuti per essere raggiunte e impongono una mobilità passiva che determina costi aggiuntivi per le famiglie stimati in circa 1000 euro/famiglia. Inoltre la struttura demografica di Piombino e della Val di Cornia vede la più alta percentuale di popolazione ultra 65enne con le conseguenti patologie cardiovascolari.

Alla luce di quanto sopra scritto chiediamo che si sviluppi la cardiologia interventistica quale l’elettrofisiologia e la stessa emodinamica.

Questo per garantire a tutti i cittadini dei nostri territori parità di tempi di accesso e parità di cure. Occorre una particolare attenzione per il mantenimento del punto nascita in una città quale Piombino per cui si prevede nei prossimi 5/7 anni un incremento della popolazione in età produttiva di circa il 15 %. Punto nascita che deve essere mantenuto insieme ai servizi territoriali e ospedalieri del percorso nascita prima citato.

Parallelamente alla creazione di una integrazione di servizi ospedalieri occorre potenziare servizi territoriali che diano risposte rapide ai bisogni, con la presa in carico del cittadino nel suo percorso di malattia, per accompagnarlo nelle fasi della diagnosi e della cura.

Nell’immediato occorre andare alla realizzazione nei tempi più stretti possibile della Casa della Salute in quanto il territorio resta il riferimento certo dove il cittadino deve poter trovare una risposta adeguata ai suoi bisogni sanitari e sociali e dove, preso in carico dal suo medico di base (che dovrà sempre più essere integrato in questo percorso) deve essere accompagnato in un percorso personalizzato e adeguato ai suoi bisogni sanitari, scegliendo consapevolmente dove, come e quando farsi curare.

In questo ambito una particolare attenzione allo sviluppo di servizi quali il consultorio, accoglienza per gli anziani, servizi per il disagio psico-sociale.

Nell’attesa della definizione del nuovo assetto dei servizi ospedalieri occorre comunque continuare  a perseguire l’obiettivo di garantire livelli appropriati di qualità nei servizi esistenti, risolvendo le criticità presenti.

In particolare occorre dare risposte immediate ed efficaci:

  • alla situazione di disagio registrata al pronto soccorso individuando un intervento di trasferimento in ambiente più adeguato a svolgere la sua fondamentale missione ad accogliere un potenziamento della breve osservazione, la stabilizzazione per personale medico, oggi a convenzione, la definizione dell’organico diversificato per il periodo estivo;
  • alla situazione insostenibile delle attuali liste d’attesa relative alle prestazioni diagnostiche che, non all’altezza delle esigenze, rischia di dirottare l’utenza verso prestazioni di tipo privato. 12088445_873365666066501_6448481907356109877_n

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