Comunicati stampa

FABIANI SU SITUAZIONE AFERPI E NUOVE PROSPETTIVE

10 feb , 2017  

10380276_10201894899829550_542465415013474857_nL’incontro al Mise non è certamente stato risolutivo e continua a gravare su tutta la vicenda il peso dei ritardi di cui Rebrab è responsabile. In realtà gli unici spiragli che si sono aperti sono soprattutto il frutto della pressione che sono riusciti a imprimere da un lato il governo incalzando l’azienda e dall’altro i lavoratori e il territorio attraverso la mobilitazione, spingendo Aferpi a imboccare una strada da cui adesso non può tornare indietro.

Non mi riferisco tanto ai 20 milioni, che metterebbero almeno temporaneamente in sicurezza il circolante e che andrebbero rapidamente stanziati, quanto al fatto che adesso, essendo stato lo stesso Rebrab a fissare una deadline indicando nel 15 marzo il termine entro cui dovrebbe essere finalmente presentato il piano, il patron di Cevital non può più scappare di fronte alle proprie responsabilità. Il re è nudo: se entro il 15 marzo non succedesse niente, non potranno essere accampate scuse e non resterà altro da fare che rimettere tutto in mano al Governo che potrà e dovrà assumere un’iniziativa con o senza Cevital per costruire una nuova prospettiva.

Alcuni di noi sono stati tacciati di voler «abbandonare la nave» ma la verità è che solo assumendo tutti una posizione netta nei confronti della proprietà era possibile inchiodarla alle responsabilità. Naturalmente entro il 15 marzo le nuove possibili opzioni alternative dovranno essere preparate per evitare il vuoto che si determinerebbe in mancanza del piano promesso da Rebrab.

Adesso giustamente ci concentriamo sulle opzioni che assicurino una prospettiva allo stabilimento siderurgico: penso che la prima opzione da esplorare dovrebbe essere quella di ricercare un equilibrio virtuoso con Ilva per dar vita a un coerente progetto nazionale in uno dei settori strategici dell’industria di base pur nella consapevolezza della complessità di questo tipo di percorso.

Ma allo stesso tempo dovremmo concentrarci sulle nuove possibili filiere produttive diverse dalla siderurgia, sia quelle previste nel progetto Cevital, la logistica e le attività previste nelle aree attualmente dedicate a agroindustriale e commercio, sia quelle che per iniziativa di altre imprese e attraverso la programmazione locale possono essere messe in cantiere. Per questo occorre spingere sulla revisione degli strumenti urbanistici in coerenza con il nuovo modello di sviluppo sostenibile che vogliamo realizzare.

Riteniamo opportuno fare in modo che “varianti” come quella che saremo chiamati a varare per il superamento della centrale di Tor del Sale siano l’occasione per una rilettura complessiva di aree strategiche del territorio spingendo sulla vocazione turistica. Dobbiamo necessariamente continuare a lavorare per rendere attrattive tutte le aree disponibili per l’insediamento di nuove attività produttive. La priorità è il lavoro, per questo proponiamo che anche risorse come quelle arrivate grazie alla causa vinta dai Comuni con Enel siano destinate a sostenere scelte in grado di rendere sempre più bello e fruibile il territorio che promuoviamo.

Su turismo e agricoltura penso che i Comuni debbano lavorare insieme nella direzione che indicammo fra i nostri obiettivi alle ultime regionali, definendo un apposito accordo di programma quadro insieme alla Regione con risorse e strumenti nuovi a disposizione di imprese e istituzioni all’interno del nuovo ambito territoriale più vasto della sola Val di Cornia.

Bene la riunione della cabina di regia per l’attuazione degli accordi di programma, bene la partenza dei bandi per le bonifiche di parte pubblica. Qui e ora ci giochiamo una partita che non ammette spettatori sugli spalti, noi vogliamo e dobbiamo giocarcela fino in fondo, come protagonisti del nostro destino.

, , , , ,

Comunicati stampa

il Pd a Rebrab: Basta annunci, rispetti gli impegni come hanno fatto lavoratori e istituzioni

19 gen , 2017  

direzione

Di seguito il documento che sintetizza la posizione del Partito democratico sulla vicenda Aferpi dopo l’incontro con le organizzazioni sindacali e la riunione della Direzione di federazione svolti nei giorni scorsi.

Alla luce del confronto con le organizzazioni sindacali di categoria e delle valutazioni espresse dalla direzione del partito sullo stato attuale della vicenda Aferpi, non possiamo che esprimere preoccupazione dello stato in cui si trova l’azienda. Due dei laminatoi sono fermi e il treno rotaie ha una prospettiva produttiva che non va oltre prossimo marzo. Ciò mette in pericolo il presente e il futuro dello stabilimento, oltre che la possibilità di mantenere attivi i contratti di solidarietà che coinvolgono la totalità dei dipendenti. In questa situazione intravediamo il rischio della perdita di ulteriori quote di mercato, fino a compromettere le stesse prospettive di rilancio del polo siderurgico di Piombino. A poco serve l’ennesima comunicazione “tranquillizzante” di Issad Rebrab, che ancora una volta, nell’intervista rilasciata da Parigi al Sole 24 Ore, ha promesso che gli impegni assunti per Piombino saranno mantenuti, pur con significativo cambiamento dei progetti iniziali. In quelle dichiarazioni si leggono ancora “approssimazioni” da chiarire e che, soprattutto devono essere trasferite in un preciso programma industriale da sottoporre al ministero dello Sviluppo economico, così come richiesto fin dal dicembre scorso.

La proprietà ex Lucchini, con la firma dell’accordo di programma, ha assunto dei precisi impegni morali, oltre che imprenditoriali, nei confronti di un territorio e di migliaia di famiglie ormai da troppo tempo in difficoltà. I lavoratori e i sindacati hanno onorato gli impegni assunti accentando, con un ridimensionamento dei propri salari, la sfida di partecipare al rilancio dell’industria siderurgica. Tutto il sistema della piccola impresa, a partire da quello dell’indotto, dopo aver fatto da banca all’ex Lucchini, ha contribuito con ulteriori sacrifici e senza mai abbandonare il campo allo sforzo di mantenere in vita l’attività dello stabilimento, nella prospettiva di tornare a dare lavoro ai propri dipendenti negli interventi di smontaggio, demolizione, bonifica e nuove costruzioni fino alla ripresa effettiva del ciclo siderurgico. A questo si aggiunge l’azione del Governo, della Regione e del Comune per rimuovere, nei tempi più brevi possibili, tutti gli ostacoli che avrebbero potuto rallentare gli investimenti: garanzia di un costo dell’energia pari alle altre aziende elettro-siderurgiche, circa 100 milioni di cui l’azienda potrà beneficiare attraverso i certificati bianchi  (risparmio energetico), 30 milioni ottenibili dalla Regione per l’innovazione, tempi rapidi per l’approvazione della “Variante Aferpi”. A tutto questo si aggiunge la moral suasion messa in campo dal Governo nei confronti delle banche per agevolare la concessione di crediti ad Aferpi e, più recentemente, l’impegno della Regione per ricercare una forma di garanzia che possa consentire all’azienda di sopperire alle carenze di capitale circolante e assicurare la continuità produttiva di ciò che è rimasto dello stabilimento. Appare scontato inoltre ricordare a Issad Rebrab che quel porto, che ribadisce essere stata la sua principale attenzione, è frutto di ingenti investimenti dello Stato e della Regione finalizzati proprio alla ristrutturazione della siderurgia e della ricerca di una diversificazione economica spinta da una crisi profonda del vecchio “modello di sviluppo”. La fabbrica e la città non possono più accontentarsi di nuove promesse, soprattutto se veicolate attraverso dichiarazioni stampa. C’è bisogno di qualcosa di più: della formalizzazione di un nuovo piano industriale, di un preciso cronoprogramma e di una certa capacità finanziaria di sostenerlo. Tutto questo si attende che Cevital sia in grado quanto prima di presentare al ministro. La ripresa dell’attività siderurgica, insieme al mantenimento di tutti gli altri impegni presi da Issad Rebrab, è certo uno dei pilastri fondamentali su cui può poggiare la ripresa economica di un vasto territorio. Ciononostante riteniamo necessario, con ancor più forza e convinzione, la necessità di sviluppare tutte le possibili azioni per avviare Piombino e la Val di Cornia fuori dalla crisi. Non servono per questo interventi improvvisati, sospinti solo dalla necessità di dare risposte all’oggi, ma una prospettiva ordinata in cui possa trovare posto l’intero patrimonio delle ricchezze e delle tante energie del territorio, armonicamente sfruttate e senza dar luogo a suggestioni speculative che ne comprometterebbero il valore. Riteniamo dunque che Cevital debba oggi più che mai incalzata a onorare i suoi impegni occupazionali, ma allo stesso tempo le istituzioni debbano lavorare su ogni fronte possibile per accelerare tutti gli altri possibili progetti, da quelli dell’insediamenti sulle aree portuali a quelli della piccola e media impresa nei terreni disponibili, dal turismo e l’agricoltura all’economia circolare. Per questo invitiamo i comuni del comprensorio, attraverso il confronto con Regione e territori limitrofi, ad inaugurare rapidamente una nuova stagione della programmazione strategica, dotando il territorio di aggiornati, allineati e coerenti strumenti urbanistici in linea con le nuove esigenze, e in grado di trasformare in scelte amministrative le idee che sono alla base di quell’elaborazione politica che il Pd e il centrosinistra in questi mesi e anni hanno messo in campo con l’obiettivo di definire un nuovo modello di sviluppo.

Autonomamente i sindacati hanno deciso di sospendere lo sciopero e la manifestazione del 20 gennaio, che ritenevamo tuttavia utile soprattutto se indirizzata sul vero obiettivo: il rispetto degli impegni assunti da Cevital a Piombino. Riteniamo utile in questa fase sostenere l’iniziativa del ministro Calenda finalizzata a incalzare l’imprenditore, che, ripetiamo, deve tradurre nero su bianco i nuovi intenti manifestati, che dovranno poi essere oggetto delle valutazioni finali delle istituzioni e delle parti sociali.

, , , , , , , , , , ,

Il Partito

La direzione approva all’unanimità il documento sulla variante Aferpi

12 ott , 2016  

fotodirezione

Le Direzioni della Federazione Val di Cornia/Elba e dell’Unione Comunale di Piombino del Partito Democratico, riunitesi congiuntamente nei giorni lunedì 3 e lunedì 10 ottobre, intendono esprimere alcune considerazioni in merito al procedimento di variante al Piano Strutturale d’Area e al Regolamento Urbanistico per il piano industriale Aferpi, avviato nei mesi scorsi dal Comune di Piombino.

Il documento è stato approvato all’unanimità

(La riunione si è svolta in due giorni in quanto il primo è stato dedicato principalmente all’approfondimento e all’illustrazione e il secondo alle conclusioni della discussione e alla votazione)

REINDUSTRIALIZZAZIONE ECOSOSTENIBILE, UNO DEI PILASTRI DEL NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

Per il Pd non è semplicemente un intervento di modifica degli strumenti urbanistici, non può e non deve essere letto soltanto come un procedimento tecnico/amministrativo, ma come la straordinaria occasione per il territorio della Val di Cornia di dotarsi di un nuovo modello di sviluppo, uscendo dalla monocultura siderurgica senza rinunciare alla produzione dell’acciaio in un’ottica più sostenibile e di destinare aree produttive, dismesse agli usi industriali, a nuove attività in connessione con il porto. Ambiente e sviluppo sono le due facce della stessa medaglia, produzioni più moderne sono al tempo stesso più competitive e più ambientalmente sostenibili, lo stesso risanamento ambientale è occasione di lavoro e sviluppo. Anche per questo pensiamo che all’interno di quelle aree, che sono il cuore produttivo del comprensorio, si giochi un pezzo rilevante del futuro del territorio e della nostra capacità di contribuire concretamente al rilancio della Toscana costiera che ha più sofferto la crisi.

Anche nel caso della variante, le istituzioni dimostreranno di sapere fare presto e bene. Fin troppo tempo si è perso e non certo per responsabilità della politica o del sindacato, il cui lavoro è sotto gli occhi di tutti: dalle infrastrutture come il porto e finalmente la 398, alle bonifiche fino agli accordi a tutela dei lavoratori. Oggi tocca alla proprietà in primo luogo sciogliere il nodo delle risorse mettendo in sicurezza continuità produttiva e investimenti.

Il territorio si gioca molto, tutto il territorio, anche per questo motivo, riteniamo molto importante che, subito dopo l’avvio della variante, ci sia stato un passaggio di confronto all’interno dell’Ufficio di Piano fra i Comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Sassetta, per condividerne gli obiettivi strategici per il futuro sviluppo economico della Val di Cornia, rafforzando in noi la convinzione della necessità di una visione territoriale d’area comprensoriale ed integrata.

Le scelte che siamo chiamati a compiere devono essere necessariamente collocate nella corretta cornice degli accordi interistituzionali conseguenti al riconoscimento di area di crisi industriale complessa di Piombino e della Val di Cornia, in riferimento in particolare all’accordo di programma del 30 giugno 2015 sottoscritto ai sensi dell’articolo 252bis del Codice dell’Ambiente, che richiama la valenza di interesse pubblico del progetto di reindustrializzazione dell’area definito dal piano industriale.

Il nuovo assetto funzionale che prevede tre distinti segmenti produttivi (siderurgico, logistico e agroindustriale), è largamente coerente con il nuovo modello di sviluppo che vogliamo costruire e che intercetta ambizioni e esigenze di un territorio che vuole diversificare il proprio tessuto economico e renderlo compatibile con l’ambiente nel rispetto della salute e della sicurezza di chi vive e lavora qui.

Alcuni aspetti del nuovo assetto ci sembrano particolarmente in linea con questo obiettivo: una produzione siderurgica più moderna e sostenibile e che si allontana dalla città; l’ampliamento delle aree a servizio della logistica e delle attività del nuovo porto; la liberazione dagli usi industriali dell’area contigua a Città Futura che sarà destinata ad usi commerciali e artigianali, permettendo finalmente una rilettura complessiva del rapporto città/fabbrica, che consentirà di ripianificare la porta di accesso a Piombino e di attuare interventi di rigenerazione urbana delle aree attualmente periferiche (quartiere Cotone-Poggetto e zona Colmata-Gagno).

In una fase così importante e tanto delicata, il Partito Democratico intende dare un contributo propositivo all’attività di pianificazione dell’amministrazione comunale, provando ad interpretare alcune esigenze della comunità, e intercettando e facendo nostre anche le legittime preoccupazioni emerse attorno ad alcune trasformazioni del nostro territorio.

IL QUAGLIODROMO E L’EQUILIBRIO POSSIBILE FRA AMBIENTE, TURISMO, INDUSTRIA E ATTIVITA’ VENATORIA

La richiesta di occupazione dell’area del Quagliodromo solo ed esclusivamente per la collocazione di infrastrutture ferroviarie e viarie a servizio dello stabilimento siderurgico, va interpretata nell’ottica di ottimizzazione e competitività della produzione siderurgica.

Tuttavia tale scelta dovrà essere compiuta prima di tutto nell’assoluto rispetto dell’ambiente nell’area interessata dall’intervento salvaguardando la vocazione turistico-ricettiva di quelle zone, peraltro adiacenti a Tor del Sale che sarà interessata da progetti di dismissione della centrale e bonifica e riconversione da un lato e al nuovo porto turistico della “Chiusa” con cantieristica dall’altro, potenziandone l’accessibilità viaria e mitigando gli effetti paesaggistici dell’intervento con inserimento di aree a verde. Non dovrà venir meno il principio di riduzione dell’occupazione di territorio da parte della fabbrica e se c’è una nuova area che viene occupata (seppure con infrastrutture e non con nuovi impianti e volumetrie) un’altra si deve liberare a partire da quelle più prossime alla città, con un ampliamento consistente di Città Futura.

Piombino non può rinunciare all’attività sportiva che si svolge nell’attuale area del Quagliodromo così cara al mondo venatorio locale, per questo sosteniamo la scelta dell’amministrazione di ricollocarla nell’area verde costiera, anche come ulteriore fascia di protezione fra spiaggia e impianti industriali.

AGROINDUSTRIALE E LOTTO 2 DELLA 398, LE NOSTRE CONDIZIONI

Per quanto riguarda la zona che sarà dedicata alla produzione agroindustriale e quella dismessa dagli usi industriali, l’amministrazione comunale ha giustamente dichiarato che verrà richiesta all’azienda una pianificazione più di dettaglio con un masterplan generale che comprenda queste aree insieme a quelle di Città Futura e del quartiere Cotone, seguito da piani attuativi.

Stante l’attuale piano industriale presentato, riteniamo l’assetto del corridoio infrastrutturale della SS398 compatibile nel tracciare un confine tra il tessuto urbano e l’area industriale.

Tuttavia fino a quando l’azienda non avrà presentato un masterplan dettagliato dell’area in cui è previsto l’insediamento del comparto agroindustriale, l’amministrazione non potrà compiere scelte da ritenere definitive. Si tratta di una porzione pregiata e strategica del territorio su cui non è possibile compiere scelte “al buio”.

Per questo pensiamo che la discussione dovrà essere riaperta a seguito di una necessaria maggiore chiarezza da parte dell’azienda, che ci consenta di fare una valutazione seria. Se non vi fossero i presupposti per una compatibilità di quella presenza industriale in quell’area, siamo pronti a prendere in considerazione una loro delocalizzazione e conseguentemente a rivedere il tracciato del secondo lotto della 398, utilizzando tutti gli strumenti disponibili, fino alla predisposizione di una specifica variante successiva. In ogni caso si ritiene che il secondo lotto della 398 debba essere sottoposto a procedura di VIA.

COTONE-POGGETTO E COLMATA-GAGNO DA PERIFERIA A CENTRO URBANO.

UNA CITTA’ FUTURA 2.0

La restituzione di nuove aree alla città attualmente ingombrate da impianti industriali sarà l’occasione sia per riqualificarle e riconvertirle ad altri usi sia per ricollegare gli abitati di Cotone-Poggetto al centro urbano, facendoli uscire dalla perifericità e per mettere in campo un progetto di rigenerazione urbana di tutta l’area. Se supera il ‘900 l’industria anche l’ex quartiere operaio novecentesco di Piombino deve approdare al secolo nuovo attraverso una sua complessiva modernizzazione. Più infrastrutture, più servizi, più verde. Noi vogliamo un progetto frutto della partecipazione dei cittadini e del lavoro di competenze qualificate che dovranno essere chiamate a raccolta dall’amministrazione. Un progetto che per noi deve partire dall’attuali aree di città futura, comprendere il nuovo territorio che sarà restituito e attraversare Cotone e Poggetto e allungarsi fino a Gagno e Colmata. Ammodernamento della viabilità con la riapertura della vecchia strada provinciale che dal Cotone porta al centro. Un grande parco urbano caratterizzato dalla presenza di verde, servizi, parcheggi, aree commerciali, nuova viabilità con funzioni di collegamento e al tempo stesso filtro. Un poderoso investimento prima di tutto in termini di idee e progetti ma anche di natura finanziaria che l’azienda dovrà concorrere a sostenere.

, , , , , , , , , , , ,

Iniziative e feste

Teresa Bellanova a Piombino

16 set , 2016  

Teresa-Bellanova-250x300

Il viceministro Mise Teresa Bellanova a Piombino il prossimo lunedì 19 settembre. L’incontro, che si terrà alle 21 presso la sala conferenze dell’Hotel Phalesia, avrà per titolo “Se vince Piombino, vince l’Italia. Per un’industria moderna, competitiva ed ecosostenibile” e conferma la disponibilità del Governo nei confronti della questione piombinese, anche nella più ampia prospettiva del futuro della siderurgia nel nostro paese. Dopo l’introduzione del segretario della Federazione Pd Val di Cornia Elba Valerio Fabiani la serie degli interventi sarà aperta da Stefano Ferrari, responsabile ufficio studi Siderweb, che parlerà de “Le prospettive dell’acciaio e le opportunità per Piombino”. Dopo di lui, il sindaco di Piombino Massimo Giuliani (“La città e l’industria in cambiamento”) e Silvia Velo, sottosegretario Min. Ambiente (“Bonifiche: occasione per la reindustrializzazione”). Conclusioni affidate al viceministro Bellanova. Interverranno inoltre Fausto Azzi (AD Aferpi), Giovanni Carpino (dir. Arcelor Mittal Piombino) e un rappresentante Fim-Fiom-Uilm.

, , , , , , , , , ,

Comunicati stampa

Contratti di solidarietà per tutti i lavoratori Aferpi dal 6 novembre

14 set , 2016  

66-ingresso-aferpi

Contratti di solidarietà per tutti i lavoratori che dal 6 novembre saranno in capo ad Aferpi. Dopo i 50 milioni per la ss398, la seconda buona notizia a giungere in questi giorni da Roma. «C’era bisogno di un segnale di fiducia ed è arrivato – conferma il segretario della Federazione Pd Val di Cornia Elba Valerio Fabiani – E a me pare che sia una buona notizia anche la scelta di affidare a un tavolo tecnico territoriale in cui siano coinvolti tanto l’azienda quanto il sindacato tutti gli approfondimenti necessari per la gestione di questo passaggio. Anche di questo parleremo il prossimo 19 settembre a Piombino con il viceministro Mise Teresa Bellanova che ha presieduto l’incontro». Il confronto tra azienda e sindacati per esaminate le modalità di applicabilità del contratto di solidarietà sul territorio partirà fin da subito.

, , , , , , , , , , , ,

Comunicati stampa

Fabiani: Nessuna inversione di marcia su Aferpi

22 lug , 2016  

PIOMBINO, ITALY - AUGUST 05: A view of the Lucchini steelworks on August 5, 2010 in Piombino, Italy. Alexei Mordashov the Russian billionaire chief executive officer of OAO Severstal and the largest shareholder of Lucchini steelworks presented business plans at the meeting to local and national institutions. Mordashov had been looking to sell Lucchini, the largest  Italian steel producer employing 4,000 staff, if he was unable to arrange debt restructuring agreements with banks. The Russian steelmaker Severstal, also controlled by Mordashov and which has a significant stake in Lucchini has stated that it may reconsider previous plans to view the company as a discontinued operation, confirming it  make look to deliver a business plan for presentation to the banks in September. (Photo by Laura Lezza/Getty Images)

Il Pd non è fatalista, si tranquillizzino i rappresentanti dei 5 Stelle. Seguiamo da sempre con attenzione le vicende del progetto Cevital, valutando con la massima serietà e concretezza ogni evoluzione. Abbiamo apprezzato un progetto industriale, quello di Rebrab, che prevedeva il mantenimento della siderurgia a Piombino insieme a due prospettive importanti di diversificazione nella logistica portuale e nell’agro-industria. Non c’è alcuna inversione di marcia ed abbiamo sempre lavorato perché quel piano potesse concretizzarsi fino in fondo, poiché lo ritenevamo del tutto compatibile e funzionale al nuovo modello di sviluppo che stiamo costruendo di cui una siderurgia moderna e meno impattante può e deve essere uno dei punti qualificanti. La prova è nel continuo supporto che le istituzioni, ad ogni livello, hanno cercato di dare all’imprenditore. Se quel progetto non dovesse realizzarsi, o lo fosse solo in parte, nessuno potrà dare colpa a chi rappresenta questo territorio e il Pd nelle istituzioni. Né tantomeno all’Autorità portuale il cui lavoro straordinario è sotto gli occhi di tutti.

Di cosa stanno parlando i 5 Stelle? Del futuro che per Piombino avrebbe determinato l’alternativa della Jindal Jsw? Vogliamo ricordare che la scelta è stata fatta in autonomia dal commissario straordinario Lucchini Piero Nardi, sottoposta al vaglio del comitato di vigilanza e del ministero dello Sviluppo economico, non in qualche stanza segreta ma alla luce del sole. L’offerta della Jsw prevedeva solo l’acquisto dei laminatoi e 750 posti di lavoro. La serietà e la consistenza finanziaria di Cevital è stata accertata da chi doveva e non ci pare sia cambiata.

Doveva essere fatta in partenza la scelta di abbandonare la produzione diretta di acciaio a Piombino? La Jsw, ricordiamo anche questo, ha avuto dal commissario Nardi la possibilità di migliorare la sua proposta, sembrava in procinto di farlo ma non lo ha fatto, rifiutando addirittura la proposta del commissario di mantenere la sua offerta nel caso di inadempienza del concorrente (andate a rileggere negli archivi dei giornali).

Ci son stati dei problemi lungo il percorso. Siamo stati tra i primi a denunciare i ritardi ed a incalzare l’imprenditore algerino. A noi non competono i dettagli dei progetti industriali. Compete lavorare per riportare occupazione e sviluppo a Piombino e alla Val di Cornia. Questo sì è fatto e continuiamo a farlo.

Una cosa è certa, se siamo arrivati fin qui lo si deve al lavoro imponente delle istituzioni, con l’impegno e con i voti del Pd in Parlamento come nei Consigli regionale e comunale, registrando sempre il voto contrario dei grillini su ogni misura che stanziava risorse per Piombino, a partire da quelle che hanno reso possibile la realizzazione del porto, ponendo le basi per l’arrivo di due acquirenti per la Lucchini e degli altri player interessati all’ambito portuale.

I problemi veri sono noti, dalla difficile situazione in Algeria alle altre difficoltà che non abbiamo mancato di denunciare, come quello della scarsità di capitale circolante che rischia di non consentire la continuità necessaria ai treni di laminazione.

Certo, abbiamo salutato l’accordo firmato tra Aferpi e Sms Demag per la fornitura di un’acciaieria elettrica (che non va scambiata per un forno da un milione di tonnellate). Dovevamo piangere? Ci risulta che la progettazione stia andando avanti, che Aferpi stia pagando regolarmente gli avanzamenti degli studi. Il problema oggi semmai è quello di far coincidere i tempi di scadenza degli ammortizzatori sociali (giugno 2019) con quelli dello stato di attuazione del progetto. Anche su questo la politica e le istruzioni stanno lavorando per trovare una soluzione per tutte le aree di crisi complessa.

Siamo fatalisti, disposti ad accettare tutto purché qualcosa sia fatto? Nei giorni scorsi la posizione del Pd è stata espressa nuovamente dal direttivo della sezione delle fabbriche, appoggiando la richiesta del sindacato di un incontro diretto tra il ministro dello Sviluppo economico e Issad Rebrab. Dovrà essere, a nostro parere, un incontro che sgombri il tavolo da ogni incertezza. L’imprenditore dovrà dire se è ancora in grado, e in quali tempi, di portare avanti l’investimento. Lasciamo volentieri la speculazione politica ad altri, per noi contano i risultati. Non ci rassegniamo così tanto facilmente di fronte alla possibilità di realizzare il più importante progetto di riconversione industriale in Europa. Ovvio tutto non dipenderà certo dal Pd, ma lavoriamo perché niente sia da ostacolo a uno dei presupposti fondamentali per la rinascita della città.

Valerio Fabiani

Segretario Pd federazione Val di Cornia-Elba

, , , , , , , ,

Comunicati stampa

Carla Maestrini: “Piombino riparte, adesso il futuro”.

5 mag , 2016  

carlamestrini

Piombino riparte. Adesso, il futuro.

La notizia di questi giorni della firma dell’accordo fra Aferpi e Sms Group per l’acquisto del forno elettrico e del treno rotaie è il segnale che stavamo aspettando da mesi, perché Piombino torni a produrre acciaio e il nostro territorio possa concretamente guardare avanti verso la propria ripresa economica.

Questo importante traguardo è il risultato di un grande lavoro di sinergia che ha portato azienda, organizzazioni sindacali e i diversi livelli istituzionali coinvolti, ad agire con senso di responsabilità e lungimiranza per l’obiettivo comune del rilancio della produzione di acciaio in una fase tanto delicata di crisi economica, che ha così fortemente inciso sulla vita dei lavoratori.

Mai come in questo caso la differenza l’ha fatta la politica, la buona politica, l’impegno del Partito Democratico, che a livello locale, regionale e nazionale ha saputo coniugare coraggio e determinazione, sfidando legittimi timori, ma anche la demagogia di chi scommetteva sul fallimento dell’ambizioso progetto di rindustrializzazione, per lucrare politicamente sulla pelle dei lavoratori o per ottenere una qualche visibilità. La sfida di puntare sul domani da parte di chi non ha aspettato che le soluzioni ai problemi arrivassero dall’alto, ma ha immaginato un futuro per il nostro territorio compiendo delle scelte precise, nette. Un progetto che ha visto il pubblico investire su un’infrastruttura cruciale, il porto, e creare così le condizioni affinché il privato scegliesse di scommettere su un nuovo modello di sviluppo, più sostenibile per l’ambiente, che superasse la monocoltura industriale senza tradire le tradizioni siderurgiche, ma in un sistema più vasto di interconnessioni e diversificazione economica. L’identità di Piombino, la forza di una comunità che si è stretta intorno alla sua storia in difesa dei lavoratori e di un tessuto economico messo in ginocchio dalla crisi della grande industria.

Ma al tempo stesso da questo territorio è emersa la necessità di rileggere il proprio sviluppo economico e occupazionale alla luce dei cambiamenti del nostro tempo e delle necessità di tutela ambientale in un dialogo costante fra le diverse vocazioni di chi può contare su un tessuto di piccole e medie imprese, sulle potenzialità turistiche ancora da valorizzare e su un patrimonio storico-archeologico di pregio.

Adesso occorre proseguire con la stessa serietà e con la consapevolezza di poter scrivere un capitolo nuovo per il futuro del secondo polo siderurgico del Paese, ultimando le infrastrutture con la realizzazione della 398 fino al porto e concretizzando la pianificazione e la rindustrializzazione delle aree con i nuovi impianti e le nuove attività che contribuiranno alla diversificazione economica che possa coniugare lo sviluppo occupazionale e la tutela dell’ambiente.

Noi ci crediamo. Adesso, il futuro.

Carla Maestrini, vicesegretario Federazione PD Val di Cornia Elba

, , , , , ,

Comunicati stampa

La nascita del circolo delle fabbriche di Piombino

25 mar , 2016  

12189635_947470815322652_304611241611759793_n

Nasce il circolo Pd fabbriche siderurgiche di Piombino. Il congresso costitutivo si è tenuto ieri sera, mercoledì 23 marzo, nella sala conferenze – per l’occasione gremita – della sede della Federazione Pd Val di Cornia Elba in via Marco Polo. Indicativa la presenza di tanti operai del polo siderurgico – a testimoniare che si è trattato di un appuntamento dal grande significato, anche perché da molti anni i lavoratori non avevano più un luogo in cui stare uniti in nome del lavoro all’interno di quello che è il principale partito della sinistra italiana. Il circolo sarà aperto e inclusivo rispetto al Partito Democratico e sarà affidato alla guida del neosegretario Valerio Pietrini. Un presidio, uno spazio dove i lavoratori possano fare politica facendo squadra, forti della storia del movimento operaio piombinese, ma con un sguardo volto al futuro. Un futuro in cui Piombino e l’intero territorio potranno contare su un valore più forte se la loro storia industriale verrà confermata e rinnovata. La storia ci insegna che quella che Grillo definisce a Piombino la peste rossa sa essere il miglior antidoto al populismo, attraverso una lotta a testa alta per i diritti stando sul terreno della concretezza nell’interesse della vita di migliaia di persone. Nel corso della serata – introdotta dal segretario dell’unione comunale del Pd Ettore Rosalba e presieduta da Francesco Lolini della segreteria della Federazione – è stato eletto anche il direttivo del Circolo, a oggi composto da Cristina Busdraghi, Paolo Carli, Davide Demi, Roberto Donati, Giacomo Ghizzani, Dario Ginanneschi, Ilaria Martelli, Michele Nardini, Fabrizio Sainati, Gianpiero Vaccaro. Il dibattito -iniziato con i saluti del sindaco Massimo Giuliani e interrotto da un minuto di raccoglimento per le vittime degli attentati di Bruxelles – si è concluso con l’intervento del segretario della Federazione Val di Cornia-Elba Valerio Fabiani che si è trattenuto sul momento che sta attraversando l’Italia e il territorio, ricordando che siamo di fronte a un enorme processo di trasformazione che ci impone oggi di scrivere una pagina nuova della storia di Piombino: solo chi lavora e vive in questa città potrà farlo, con battaglie e progettualità, e questo nuovo circolo del Pd sarà uno strumento prezioso a disposizione dei lavoratori.

 

, , , , , , , , , , , ,

Comunicati stampa,Il Partito

Congresso costitutivo del circolo delle fabbriche di Piombino

23 mar , 2016  

1186225_946238872112513_4556682894530277815_n

Il circolo delle fabbriche siderurgiche di Piombino si rinnova. Il congresso costitutivo è stato fissato per mercoledì 23 marzo, ore 21, presso la sede della Federazione Pd Val di Cornia Elba in via Marco Polo. Un appuntamento che si presenta come significativo in una fase cruciale della questione siderurgica del nostro territorio. «Siamo soddisfatti – commenta responsabile lavoro Pd Piombino Valerio Pietrini – che si sia arrivati alla decisione di costituire un circolo che si occupi specificatamente di industria. È proprio dal volere di un gruppo di operai che nasce questa necessità e ringraziamo quindi il Partito Democratico, e in maniera particolare il segretario Valerio Fabiani, per aver raccolto questa istanza e averci dato la possibilità di far sentire la nostra voce. Tanti sono gli iscritti e i simpatizzanti che hanno scelto di aderire e tanti sono i temi da affrontare». All’incontro sarà presente anche il segretario dell’Unione Comunale Ettore Rosalba. Conclusioni a cura del segretario Valerio Fabiani.

, , , , , , , ,

Il Partito

Documento su reindustrializzazione Piombino

31 gen , 2016  

PIOMBINO, ITALY - AUGUST 05: A view of the Lucchini steelworks on August 5, 2010 in Piombino, Italy. Alexei Mordashov the Russian billionaire chief executive officer of OAO Severstal and the largest shareholder of Lucchini steelworks presented business plans at the meeting to local and national institutions. Mordashov had been looking to sell Lucchini, the largest  Italian steel producer employing 4,000 staff, if he was unable to arrange debt restructuring agreements with banks. The Russian steelmaker Severstal, also controlled by Mordashov and which has a significant stake in Lucchini has stated that it may reconsider previous plans to view the company as a discontinued operation, confirming it  make look to deliver a business plan for presentation to the banks in September. (Photo by Laura Lezza/Getty Images)

Documento espresso dal Partito democratico della Val di Cornia-Elba con la riunione della Direzione territoriale congiuntamente convocata con la Direzione dell’Unione Comunale di Piombino, tenutasi in data venerdì 29 gennaio 2016, per fare il punto sul lavoro riguardante il progetto di reindustrializzazione di Piombino.

Dopo i tormentati passaggi che hanno attraversato il gruppo dirigente Aferpi e i ritardi accumulati, la proprietà oggi è chiamata a concretizzare definitivamente il suo impegno su Piombino. Ne ha bisogno il territorio che deve imboccare la strada di uscita dalla crisi e ne ha bisogno il Paese poiché dal rilancio del manifatturiero passa la capacità dell’Italia di tornare a crescere a ritmi sostenuti. Per farlo son necessari progetti innovativi quale quello con cui Rebrab si è affacciato a Piombino. E oggi è necessario che di quei progetti si dimostri la sostenibilità finanziaria e la solidità industriale per iniziare a fare gli investimenti necessari. Il Pd è al fianco di tutti i lavoratori e non rinuncia ad un principio di solidarietà fra i lavoratori del territorio, fra quelli coperti da ammortizzatori e quelli scoperti, fra gli autonomi e i dipendenti, fra quelli in contratto di solidarietà con Aferpi e quelli ancora in cassa integrazione in Lucchini in A.S. è un principio che per noi si estende ben oltre i confini del comprensorio, in questo senso intendiamo esprimere la nostra solidarietà anche ai lavoratori Ilva di Genova, impegnati in queste ore in una lotta dura per la sopravvivenza del loro stabilimento siderurgico attualmente privo di una prospettiva e di un acquirente. L’unità del mondo del lavoro e dell’impresa, insieme alle istituzioni e la capacità di lotta e di progetto di questo fronte largo ha rappresentato la leva che ha fatto scongiurare a Piombino una catastrofe imminente e sarà essenziale anche oggi per portare a termine il progetto di reindustrializzazione del territorio. Per questo respingiamo i tentativi vari di dividere questo fronte e siamo accanto alle organizzazioni sindacali che abbiamo incontrato anche questa settimana. In questi anni abbiamo fatto un lavoro importante, ma che non è finito. Molto passerà da Aferpi che deve anche colmare ritardi evidenti ma alcune partite, che non possono più attendere, devono essere chiuse dalle istituzioni.

398

Nella recente riunione del Tavolo dei sottoscrittori AdP Piombino, svoltasi poco prima di Natale alla presenza del Ministro Guidi e del Sottosegretario alla PCM Claudio De Vincenti, quest’ultimo ha riferito ai presenti e quindi alla Regione Toscana, al sindaco di Piombino ed al commissario Autorità Portuale di Piombino “ che la realizzazione della bretella SS398 è una priorità politica del MIT e del Governo, specificando che tale dichiarazione avveniva d’intesa con il MIT stesso. In quello stesso incontro è stata annunciata la convocazione di una specifica riunione a latere del Tavolo di coordinamento AdP proprio per definire il percorso attuativo della strada (ovvero finanziamento, progetto, soggetto attuatore). Il chiaro impegno ha dato piena soddisfazione alle molteplici ed annose richieste delle istituzioni regionali e locali per risolvere ed attuare un progetto unanimemente considerato la massima priorità infrastrutturale del territorio, anzi una vera e propria emergenza. Ed è bene ricordare che la bretella 398 è presente in tutti gli accordi sottoscritti e anche in leggi dello stato.

Occorre pertanto convocare urgentemente lo specifico incontro annunciato anche in considerazione che nel frattempo, con lo stanziamento di ulteriori 70 milioni da parte della Regione Toscana e dell’Autorità portuale, ci siamo messi nelle condizioni di terminare definitivamente l’infrastruttura portuale consentendo così l’insediamento di nuove attività (come la General Electric-Nuova Pignone) in grado di garantire ulteriori opportunità occupazionali e dare contestualmente una spinta vera al processo di diversificazione economica in corso. A questo punto il completamento della 398 fino al porto rappresenta davvero “l’ultimo miglio” da percorrere per aver definitivamente risolto il gap infrastrutturale che pesa su questo territorio e sul nostro tessuto economico e produttivo. Occorre fare presto, per questo proponiamo di affidare all’Autorità portuale (che è già entrata in possesso del progetto Sat) il ruolo di stazione appaltante e di reperire risorse pubbliche certe per finanziarne la realizzazione. Si tratta dell’ultimo sforzo che chiediamo di compiere a Governo e Regione, che già hanno investito oltre 300 milioni di euro nel nostro territorio, ma è anche lo sforzo senza il quale perfino una parte di quegli investimenti rischiano di essere meno efficaci nella risoluzione della crisi con cui la nostra comunità continua a fare i conti.

BONIFICHE

In questi mesi vi è stato un lavoro intenso da parte del ministero dell’Ambiente volto a velocizzare l’iter, anche semplificando la gestione dei SIN. Si è trattato di un lavoro complesso che ha impegnato anche l’azienda per la parte delle bonifiche di propria competenza e che sta approdando ad un progetto definitivo.

Occorre accelerare i tempi anche per le bonifiche di competenza pubblica, per questo chiediamo al presidente della giunta regionale, nonché commissario per l’attuazione dell’AdP, e titolare della convenzione con Invitalia, di convocare il comitato esecutivo al fine di monitorare lo stato d’avanzamento dei  progetti di bonifica previsti dallo stesso AdP e per i quali sono stati stanziati 50 milioni. Quelle bonifiche sono fondamentali non solo per la messa in sicurezza di un’area importante del territorio, su cui pesano evidenti criticità ambientali, ma rappresentano anche un’opportunità reale per le imprese e per i lavoratori.

TFR E AMMORTIZZATORI

Giudichiamo positivamente l’avvio di un lavoro concreto, con uno specifico tavolo insieme alle parti sociali, circa le forme di ammortizzazione sociale e soprattutto sulla possibilità di erogare il Tfr per i lavoratori Aferpi e Lucchini in amministrazione straordinaria. Occorre rapidamente rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono la liquidazione del TFR con il massimo impegno da parte di INPS, Amministrazione straordinaria e ministero del Lavoro. L’allungamento dei tempi per la realizzazione del progetto industriale rischia di abbattersi pesantemente sul sistema delle imprese dell’indotto. Per questo torniamo a chiedere l’estensione degli ammortizzatori sociali per quei lavoratori che rischiano di rimanere scoperti da qualsiasi protezione.

Non dobbiamo dimenticare Magona, che continua ad essere l’anello debole del sistema Arcelor-Mittal e che può essere aiutata intervenendo con decisione sul costo non competitivo dell’energia che grava sull’azienda, secondo le iniziative che possono riguardare l’azienda stessa ed il complesso dell’area industriale e portuale. Inoltre a marzo scadono i contratti di solidarietà e il loro rinnovo, secondo le nuove norme, penalizzerebbe fortemente i lavoratori che verrebbero retribuiti con il 60% del tetto previsto per la Cig anziché sul salario. Una situazione che potrebbe essere superata, tuttavia, inserendo lo stabilimento di Piombino tra le aziende da salvaguardare, alla stessa stregua di Aferpi, riconoscendo la continuità del ricorso agli ammortizzatori sociali.

AFERPI

All’azienda e al suo gruppo dirigente, che ci pare stia lavorando con maggiore precisione della fase precedente e con un approccio più pragmatico, chiediamo di presentare al più presto i frutti del lavoro di questi mesi con un vero e proprio masterplan corredato dal cronoprogramma relativo agli investimenti sui nuovi impianti. La nuova acciaieria elettrica, da realizzarsi con le migliori tecnologie disponibili, dovrà assicurare un ampia gamma di tipologie di acciaio in modo da conferire un ottimale valore aggiunto alle produzioni finali. Condizione essenziale per reinserire Piombino in un mercato sempre più difficile da affrontare. Nel frattempo è necessario assicurare la continuità nell’approvvigionamento dei semiprodotti in quantità e qualità sufficienti a garantire la presenza sul mercato e la piena utilizzazione dei treni di laminazione, anche per proseguire nel progressivo riassorbimento del personale ex Lucchini, già iniziato.

Da una parte vi è l’esigenza di dare certezze a lavoratori e imprese rispetto ai tempi e alla capacità di Aferpi di tornare a colare acciaio, dall’altra vi è l’esigenza di conoscere il dettagliato piano industriale aggiornato e supportato da planimetrie che rappresenta per noi un tassello importante del più grande processo di trasformazione che interessi il territorio da molto tempo a questa parte.

Un processo destinato a cambiare profondamente il volto dell’intero comprensorio e che la politica intende guidare. Il porto, l’area industriale, l’area attualmente ingombrata dalla centrale elettrica ENEL di Tor del Sale, il golfo di Follonica e la costa Est, una porzione di territorio che vogliamo rileggere complessivamente. L’insieme di questi interventi sono da iscrivere all’interno di un’unica visione complessiva dello sviluppo sostenibile. Attorno a quelle aree si gioca buona parte del futuro, per questo sarà necessario aprire una nuova stagione per la pianificazione strategica locale. Quella porzione di territorio, con le nuove previsioni, sarà il motore per il nuovo modello di sviluppo.

, , , , , , , ,