Iniziative e feste

FESTA DE L’UNITA’ PIOMBINO 2017: IL PROGRAMMA CULTURALE E DEGLI SPETTACOLI

23 ago , 2017  

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Piazzale d’Alaggio

FESTA DE L’UNITA’ 2017: IL PROGRAMMA CULTURALE E DEGLI SPETTACOLI; L’ASSOCIAZIONISMO PROTAGONISTA

 

Dopo aver presentato alla stampa il programma politico, con i tanti ospiti che si alterneranno allo spazio “Agorà” della festa fra i quali Orlando, Fedeli, Fassino, Nencini, Bentivogli, Damiano e molti altri, è il momento di scoprire quale sarà il programma culturale e degli spettacoli.

 

Alle 18,30 di Domenica 27 Agosto assisteremo al tradizionale taglio del nastro alla presenza di Valerio Fabiani, Ettore Rosalba, Massimo Giuliani e il vecesegretario regionale Antonio Mazzeo, con la presenza della Banda cittadina A. Galantara. Sempre Domenica nell’area libreria Poesia e Musica con “Il vento dell’altrove” con G. Panicucci, G. Cavallini, E. Pisotlesi, M. Manetti; mentre nell’area spettacoli alle 21,00 ballo liscio con Dj Andrea.

Lunedì 28 alle ore 18,30 inaugurazione della mostra fotografica “Piombino vista mare” di C. Gennai, S. Leonelli, M. Tonin, Gruppo Sub LNI Piombino. A questa si affiancherà una seconda mostra fotografica “Bella Piombino” di D. Finno.

Alle 21,00 presentazione del libro “Dal PCI al PD” con l’autore Dario De Lucia, l’ex deputato PCI Enzo Polidori, il Segretario Pd Val di Cornia Elba Valerio Fabiani e Enrico Cerrini della rivista Pandora. Sempre alle 21,00 nell’area spettacoli musica con il Duo acustico Dario e Alessio.

Martedì 29 alle 21,00 musica con le cover di Ligabue.

Mercoledì 30 alle 21,00 esibizione della scuola di ballo Simona e Samanta, con la partecipazione di Marina La Loggia in “Ricomincio da me”.

Giovedì 31 alle ore 18,00 assisteremo alla 4° Urban Race di 3,5 Km, organizzata dall’ASD Il Rivellino. Alle 21,00 musica con il gruppo Gangband.

Venerdì 1 Settembre alle 21,00 grande serata di musica e divertimento con lo spettacolo “MamaMia in Tour” nell’ambito di una giornata dedicata ai diritti, infatti lo spettacolo sarà preceduto da un dibattito al quale parteciperà la senatrice Cirinnà “madrina” della legge sulle unioni civili.

Sabato 2 alle 21,00 area libreria, “un parco archeologico condiviso per l’area di Poggio del Mulino” con l’archeologa Carolina Megale; mentre nell’area spettacoli musica con la cover band di Ramazzotti.

 

L’organizzazione della festa a Marina si sviluppa in un’ottica di collaborazione con le attività più vicine, come la Lega Navale e i locali in Piazzetta del mare; ed è proprio in virtù di questo che Brulotto e Barricche ospiteranno Sabato 2 alle ore 21,00 una serata musicale promossa dal PD e che farà parte del programma spettacoli della Festa de l’Unità.

 

Domenica 3 alle 21,00 musica con il gruppo CalmaApparente.

Lunedì 4 alle 21,00 esibizione della scuola di musica di Viviana Tacchella.

Martedì 5 alle 21,00 nell’area libreria presentazione del libro “Il tempo che fuggi dall’orologio” con l’autore Enzo De Bonis; mentre nell’area spettacoli assisteremo all’esibizione di danza della New Step Focus di e con Sara Di Vaira.

Mercoledì 6 alle 21,00 serata di musica con il ritorno di Anna la Zia.

Giovedì 7 alle 21,00 musica anni ‘60-’80 con i Piazzale Ponente.

Venerdì 8 tanti gli appuntamenti: alle ore 20 ha inizio la caccia al tesoro dal titolo “Caccia al sessantesimo” organizzata da Giovani Avis Piombino per le vie del centro storico; a seguire alle 21,00 nell’area libreria presentazione del libro “Le monete del principato di Piombino” con l’autore Luciano Giannoni; mentre nell’area spettacoli ballo liscio con I Venus.

Sabato 9 alle 21,00 esibizione di ginnastica piombinese, ritmica e artistica, UISP.

Domenica 10 alle 21,00 musica con il Trio a Campari.

 

Un altro protagonista della Festa è sicuramente l’associazionismo, saranno infatti presenti con i loro gazebi e con attività ludiche e non: ENPA, Pubblica Assistenza, Avis, Basket Piombino e Piombino Calcio.

 

Infine, la cucina, che rispetterà la tradizione culinaria toscana e piombinese, aperta tutte le sere dalle ore 19,30 e preceduta dall’immancabile tradizionale merenda piombinese a base di polpo lesso e dall’aperitivo offerto dal Pub dei Giovani Democratici.

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Comunicati stampa

il Pd a Rebrab: Basta annunci, rispetti gli impegni come hanno fatto lavoratori e istituzioni

19 gen , 2017  

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Di seguito il documento che sintetizza la posizione del Partito democratico sulla vicenda Aferpi dopo l’incontro con le organizzazioni sindacali e la riunione della Direzione di federazione svolti nei giorni scorsi.

Alla luce del confronto con le organizzazioni sindacali di categoria e delle valutazioni espresse dalla direzione del partito sullo stato attuale della vicenda Aferpi, non possiamo che esprimere preoccupazione dello stato in cui si trova l’azienda. Due dei laminatoi sono fermi e il treno rotaie ha una prospettiva produttiva che non va oltre prossimo marzo. Ciò mette in pericolo il presente e il futuro dello stabilimento, oltre che la possibilità di mantenere attivi i contratti di solidarietà che coinvolgono la totalità dei dipendenti. In questa situazione intravediamo il rischio della perdita di ulteriori quote di mercato, fino a compromettere le stesse prospettive di rilancio del polo siderurgico di Piombino. A poco serve l’ennesima comunicazione “tranquillizzante” di Issad Rebrab, che ancora una volta, nell’intervista rilasciata da Parigi al Sole 24 Ore, ha promesso che gli impegni assunti per Piombino saranno mantenuti, pur con significativo cambiamento dei progetti iniziali. In quelle dichiarazioni si leggono ancora “approssimazioni” da chiarire e che, soprattutto devono essere trasferite in un preciso programma industriale da sottoporre al ministero dello Sviluppo economico, così come richiesto fin dal dicembre scorso.

La proprietà ex Lucchini, con la firma dell’accordo di programma, ha assunto dei precisi impegni morali, oltre che imprenditoriali, nei confronti di un territorio e di migliaia di famiglie ormai da troppo tempo in difficoltà. I lavoratori e i sindacati hanno onorato gli impegni assunti accentando, con un ridimensionamento dei propri salari, la sfida di partecipare al rilancio dell’industria siderurgica. Tutto il sistema della piccola impresa, a partire da quello dell’indotto, dopo aver fatto da banca all’ex Lucchini, ha contribuito con ulteriori sacrifici e senza mai abbandonare il campo allo sforzo di mantenere in vita l’attività dello stabilimento, nella prospettiva di tornare a dare lavoro ai propri dipendenti negli interventi di smontaggio, demolizione, bonifica e nuove costruzioni fino alla ripresa effettiva del ciclo siderurgico. A questo si aggiunge l’azione del Governo, della Regione e del Comune per rimuovere, nei tempi più brevi possibili, tutti gli ostacoli che avrebbero potuto rallentare gli investimenti: garanzia di un costo dell’energia pari alle altre aziende elettro-siderurgiche, circa 100 milioni di cui l’azienda potrà beneficiare attraverso i certificati bianchi  (risparmio energetico), 30 milioni ottenibili dalla Regione per l’innovazione, tempi rapidi per l’approvazione della “Variante Aferpi”. A tutto questo si aggiunge la moral suasion messa in campo dal Governo nei confronti delle banche per agevolare la concessione di crediti ad Aferpi e, più recentemente, l’impegno della Regione per ricercare una forma di garanzia che possa consentire all’azienda di sopperire alle carenze di capitale circolante e assicurare la continuità produttiva di ciò che è rimasto dello stabilimento. Appare scontato inoltre ricordare a Issad Rebrab che quel porto, che ribadisce essere stata la sua principale attenzione, è frutto di ingenti investimenti dello Stato e della Regione finalizzati proprio alla ristrutturazione della siderurgia e della ricerca di una diversificazione economica spinta da una crisi profonda del vecchio “modello di sviluppo”. La fabbrica e la città non possono più accontentarsi di nuove promesse, soprattutto se veicolate attraverso dichiarazioni stampa. C’è bisogno di qualcosa di più: della formalizzazione di un nuovo piano industriale, di un preciso cronoprogramma e di una certa capacità finanziaria di sostenerlo. Tutto questo si attende che Cevital sia in grado quanto prima di presentare al ministro. La ripresa dell’attività siderurgica, insieme al mantenimento di tutti gli altri impegni presi da Issad Rebrab, è certo uno dei pilastri fondamentali su cui può poggiare la ripresa economica di un vasto territorio. Ciononostante riteniamo necessario, con ancor più forza e convinzione, la necessità di sviluppare tutte le possibili azioni per avviare Piombino e la Val di Cornia fuori dalla crisi. Non servono per questo interventi improvvisati, sospinti solo dalla necessità di dare risposte all’oggi, ma una prospettiva ordinata in cui possa trovare posto l’intero patrimonio delle ricchezze e delle tante energie del territorio, armonicamente sfruttate e senza dar luogo a suggestioni speculative che ne comprometterebbero il valore. Riteniamo dunque che Cevital debba oggi più che mai incalzata a onorare i suoi impegni occupazionali, ma allo stesso tempo le istituzioni debbano lavorare su ogni fronte possibile per accelerare tutti gli altri possibili progetti, da quelli dell’insediamenti sulle aree portuali a quelli della piccola e media impresa nei terreni disponibili, dal turismo e l’agricoltura all’economia circolare. Per questo invitiamo i comuni del comprensorio, attraverso il confronto con Regione e territori limitrofi, ad inaugurare rapidamente una nuova stagione della programmazione strategica, dotando il territorio di aggiornati, allineati e coerenti strumenti urbanistici in linea con le nuove esigenze, e in grado di trasformare in scelte amministrative le idee che sono alla base di quell’elaborazione politica che il Pd e il centrosinistra in questi mesi e anni hanno messo in campo con l’obiettivo di definire un nuovo modello di sviluppo.

Autonomamente i sindacati hanno deciso di sospendere lo sciopero e la manifestazione del 20 gennaio, che ritenevamo tuttavia utile soprattutto se indirizzata sul vero obiettivo: il rispetto degli impegni assunti da Cevital a Piombino. Riteniamo utile in questa fase sostenere l’iniziativa del ministro Calenda finalizzata a incalzare l’imprenditore, che, ripetiamo, deve tradurre nero su bianco i nuovi intenti manifestati, che dovranno poi essere oggetto delle valutazioni finali delle istituzioni e delle parti sociali.

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Comunicati stampa

Fabiani: “M5S e Parodi rispettino verità”

7 dic , 2016  

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Il segretario della Federazione Pd Val di Cornia Elba Valerio Fabiani giudica «sorprendenti» le affermazioni di Movimento 5 Stelle Piombino e del sindaco di Suvereto Giuliano Parodi all’indomani del referendum costituzionale che ha visto l’affermazione del Sì in tutti i Comuni della Val di Cornia. «Di fronte a un risultato locale evidentemente a loro non gradito – afferma Fabiani – da un lato ci dicono che avrebbe vinto il “forse”, dall’altro ci si affretta a smarcarsi dall’esito dopo pure essersi impegnati strenuamente a sostegno della campagna per il No come sindaco e amministrazione».

Il Movimento 5 Stelle, spiega il segretario Pd Val di Cornia, «parla di esigenza di rispetto del voto popolare riferendosi all’esito nazionale del referendum costituzionale. Ma quando si esprime a proposito del voto dei cittadini piombinesi, sostenendo che abbia vinto il “forse”, manca di rispetto innanzitutto, considerata l’alta affluenza, alla scelta di un gran numero di cittadini di recarsi a votare, e poi, entrando nel merito, tanto alla maggioranza che ha votato sì, tanto a chi ha votato no».

Quanto all’affermazione che quest’area e la regione siano governati “male” ininterrottamente da settant’anni, aggiunge Fabiani «pensare che i problemi gravi che attraversano il territorio siano problemi da risolversi nella dimensione locale significa non comprendere la crisi di questi anni e quindi anche dimostrare di essere inadeguati a governare. Certo però noi noi ci saremmo aspettati una difesa della storia di governo della sinistra in questi territori da chi in queste ore a livello nazionale discute se e come allearsi con Lega e Forza Italia».

In merito a Parodi, sostiene Fabiani, «ha scelto legittimamente di essere protagonista della campagna per il No nel suo Comune e in tutta la Val di Cornia, pur talvolta piegando impropriamente il suo ruolo istituzionale a un interesse di parte – come in occasione dell’iniziativa sul referendum organizzata dal Comune, con l’esclusivo monologo del sindaco. Altrettanto legittimo però è suggerire al sindaco e alla sua giunta una meno superficiale riflessione».

Nonostante l’affermazione del Sì nel nostro territorio, conclude Fabiani «noi non solo rispettiamo chi ha votato diversamente, ma cerchiamo di capirne le ragioni. Parodi e M5S facciano altrettanto, cominciando col rispettare la verità».

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Il Partito

La direzione approva all’unanimità il documento sulla variante Aferpi

12 ott , 2016  

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Le Direzioni della Federazione Val di Cornia/Elba e dell’Unione Comunale di Piombino del Partito Democratico, riunitesi congiuntamente nei giorni lunedì 3 e lunedì 10 ottobre, intendono esprimere alcune considerazioni in merito al procedimento di variante al Piano Strutturale d’Area e al Regolamento Urbanistico per il piano industriale Aferpi, avviato nei mesi scorsi dal Comune di Piombino.

Il documento è stato approvato all’unanimità

(La riunione si è svolta in due giorni in quanto il primo è stato dedicato principalmente all’approfondimento e all’illustrazione e il secondo alle conclusioni della discussione e alla votazione)

REINDUSTRIALIZZAZIONE ECOSOSTENIBILE, UNO DEI PILASTRI DEL NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

Per il Pd non è semplicemente un intervento di modifica degli strumenti urbanistici, non può e non deve essere letto soltanto come un procedimento tecnico/amministrativo, ma come la straordinaria occasione per il territorio della Val di Cornia di dotarsi di un nuovo modello di sviluppo, uscendo dalla monocultura siderurgica senza rinunciare alla produzione dell’acciaio in un’ottica più sostenibile e di destinare aree produttive, dismesse agli usi industriali, a nuove attività in connessione con il porto. Ambiente e sviluppo sono le due facce della stessa medaglia, produzioni più moderne sono al tempo stesso più competitive e più ambientalmente sostenibili, lo stesso risanamento ambientale è occasione di lavoro e sviluppo. Anche per questo pensiamo che all’interno di quelle aree, che sono il cuore produttivo del comprensorio, si giochi un pezzo rilevante del futuro del territorio e della nostra capacità di contribuire concretamente al rilancio della Toscana costiera che ha più sofferto la crisi.

Anche nel caso della variante, le istituzioni dimostreranno di sapere fare presto e bene. Fin troppo tempo si è perso e non certo per responsabilità della politica o del sindacato, il cui lavoro è sotto gli occhi di tutti: dalle infrastrutture come il porto e finalmente la 398, alle bonifiche fino agli accordi a tutela dei lavoratori. Oggi tocca alla proprietà in primo luogo sciogliere il nodo delle risorse mettendo in sicurezza continuità produttiva e investimenti.

Il territorio si gioca molto, tutto il territorio, anche per questo motivo, riteniamo molto importante che, subito dopo l’avvio della variante, ci sia stato un passaggio di confronto all’interno dell’Ufficio di Piano fra i Comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Sassetta, per condividerne gli obiettivi strategici per il futuro sviluppo economico della Val di Cornia, rafforzando in noi la convinzione della necessità di una visione territoriale d’area comprensoriale ed integrata.

Le scelte che siamo chiamati a compiere devono essere necessariamente collocate nella corretta cornice degli accordi interistituzionali conseguenti al riconoscimento di area di crisi industriale complessa di Piombino e della Val di Cornia, in riferimento in particolare all’accordo di programma del 30 giugno 2015 sottoscritto ai sensi dell’articolo 252bis del Codice dell’Ambiente, che richiama la valenza di interesse pubblico del progetto di reindustrializzazione dell’area definito dal piano industriale.

Il nuovo assetto funzionale che prevede tre distinti segmenti produttivi (siderurgico, logistico e agroindustriale), è largamente coerente con il nuovo modello di sviluppo che vogliamo costruire e che intercetta ambizioni e esigenze di un territorio che vuole diversificare il proprio tessuto economico e renderlo compatibile con l’ambiente nel rispetto della salute e della sicurezza di chi vive e lavora qui.

Alcuni aspetti del nuovo assetto ci sembrano particolarmente in linea con questo obiettivo: una produzione siderurgica più moderna e sostenibile e che si allontana dalla città; l’ampliamento delle aree a servizio della logistica e delle attività del nuovo porto; la liberazione dagli usi industriali dell’area contigua a Città Futura che sarà destinata ad usi commerciali e artigianali, permettendo finalmente una rilettura complessiva del rapporto città/fabbrica, che consentirà di ripianificare la porta di accesso a Piombino e di attuare interventi di rigenerazione urbana delle aree attualmente periferiche (quartiere Cotone-Poggetto e zona Colmata-Gagno).

In una fase così importante e tanto delicata, il Partito Democratico intende dare un contributo propositivo all’attività di pianificazione dell’amministrazione comunale, provando ad interpretare alcune esigenze della comunità, e intercettando e facendo nostre anche le legittime preoccupazioni emerse attorno ad alcune trasformazioni del nostro territorio.

IL QUAGLIODROMO E L’EQUILIBRIO POSSIBILE FRA AMBIENTE, TURISMO, INDUSTRIA E ATTIVITA’ VENATORIA

La richiesta di occupazione dell’area del Quagliodromo solo ed esclusivamente per la collocazione di infrastrutture ferroviarie e viarie a servizio dello stabilimento siderurgico, va interpretata nell’ottica di ottimizzazione e competitività della produzione siderurgica.

Tuttavia tale scelta dovrà essere compiuta prima di tutto nell’assoluto rispetto dell’ambiente nell’area interessata dall’intervento salvaguardando la vocazione turistico-ricettiva di quelle zone, peraltro adiacenti a Tor del Sale che sarà interessata da progetti di dismissione della centrale e bonifica e riconversione da un lato e al nuovo porto turistico della “Chiusa” con cantieristica dall’altro, potenziandone l’accessibilità viaria e mitigando gli effetti paesaggistici dell’intervento con inserimento di aree a verde. Non dovrà venir meno il principio di riduzione dell’occupazione di territorio da parte della fabbrica e se c’è una nuova area che viene occupata (seppure con infrastrutture e non con nuovi impianti e volumetrie) un’altra si deve liberare a partire da quelle più prossime alla città, con un ampliamento consistente di Città Futura.

Piombino non può rinunciare all’attività sportiva che si svolge nell’attuale area del Quagliodromo così cara al mondo venatorio locale, per questo sosteniamo la scelta dell’amministrazione di ricollocarla nell’area verde costiera, anche come ulteriore fascia di protezione fra spiaggia e impianti industriali.

AGROINDUSTRIALE E LOTTO 2 DELLA 398, LE NOSTRE CONDIZIONI

Per quanto riguarda la zona che sarà dedicata alla produzione agroindustriale e quella dismessa dagli usi industriali, l’amministrazione comunale ha giustamente dichiarato che verrà richiesta all’azienda una pianificazione più di dettaglio con un masterplan generale che comprenda queste aree insieme a quelle di Città Futura e del quartiere Cotone, seguito da piani attuativi.

Stante l’attuale piano industriale presentato, riteniamo l’assetto del corridoio infrastrutturale della SS398 compatibile nel tracciare un confine tra il tessuto urbano e l’area industriale.

Tuttavia fino a quando l’azienda non avrà presentato un masterplan dettagliato dell’area in cui è previsto l’insediamento del comparto agroindustriale, l’amministrazione non potrà compiere scelte da ritenere definitive. Si tratta di una porzione pregiata e strategica del territorio su cui non è possibile compiere scelte “al buio”.

Per questo pensiamo che la discussione dovrà essere riaperta a seguito di una necessaria maggiore chiarezza da parte dell’azienda, che ci consenta di fare una valutazione seria. Se non vi fossero i presupposti per una compatibilità di quella presenza industriale in quell’area, siamo pronti a prendere in considerazione una loro delocalizzazione e conseguentemente a rivedere il tracciato del secondo lotto della 398, utilizzando tutti gli strumenti disponibili, fino alla predisposizione di una specifica variante successiva. In ogni caso si ritiene che il secondo lotto della 398 debba essere sottoposto a procedura di VIA.

COTONE-POGGETTO E COLMATA-GAGNO DA PERIFERIA A CENTRO URBANO.

UNA CITTA’ FUTURA 2.0

La restituzione di nuove aree alla città attualmente ingombrate da impianti industriali sarà l’occasione sia per riqualificarle e riconvertirle ad altri usi sia per ricollegare gli abitati di Cotone-Poggetto al centro urbano, facendoli uscire dalla perifericità e per mettere in campo un progetto di rigenerazione urbana di tutta l’area. Se supera il ‘900 l’industria anche l’ex quartiere operaio novecentesco di Piombino deve approdare al secolo nuovo attraverso una sua complessiva modernizzazione. Più infrastrutture, più servizi, più verde. Noi vogliamo un progetto frutto della partecipazione dei cittadini e del lavoro di competenze qualificate che dovranno essere chiamate a raccolta dall’amministrazione. Un progetto che per noi deve partire dall’attuali aree di città futura, comprendere il nuovo territorio che sarà restituito e attraversare Cotone e Poggetto e allungarsi fino a Gagno e Colmata. Ammodernamento della viabilità con la riapertura della vecchia strada provinciale che dal Cotone porta al centro. Un grande parco urbano caratterizzato dalla presenza di verde, servizi, parcheggi, aree commerciali, nuova viabilità con funzioni di collegamento e al tempo stesso filtro. Un poderoso investimento prima di tutto in termini di idee e progetti ma anche di natura finanziaria che l’azienda dovrà concorrere a sostenere.

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Comunicati stampa

Approvata la legge regionale sulla nuova governance in materia di turismo

16 mar , 2016  

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Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato – ieri, martedì 15 marzo – la nuova legge per il riordino delle funzioni delle ex Province in materia di turismo. Col nuovo provvedimento le funzioni che fino a oggi erano demandate al comune capoluogo di provincia passano ai comuni, che le eserciteranno in forma associata all’interno di uno o più ambiti confinanti. L’atto è stato illustrato in aula dal presidente della commissione Sviluppo Gianni Anselmi. «Grazie al lavoro del gruppo Pd in Regione – commenta il segretario della Federazione Pd Val di Cornia Elba Valerio Fabiani – si apre finalmente in Toscana una nuova opportunità che i territori dovranno essere capaci di cogliere. Per l’Elba questo significa riuscire ad archiviare definitivamente le divisioni di queste ultime settimane e iniziare a discutere seriamente su come aprire un nuovo capitolo nella storia della funzione associata. In parallelo, per la Val di Cornia si tratta di un’occasione imperdibile, come penso che lo sia per tutti i territori di queste terre che furono etrusche, di questa “Toscana di mezzo” a cavallo fra le due vecchie province (che con un bel Sì alla riforma costituzionale nel referendum del prossimo autunno ci preoccuperemo di far scomparire definitivamente)». Per la prima volta, aggiunge Fabiani, ci troviamo di fronte a una legge che interpreta come cancellati i confini delle province, una legge che rende concreta – attraverso integrazioni – la possibilità di far sparire anche i confini degli ambiti che oggi separano territori vicini e omogenei. «Una legge che attraverso queste caratteristiche si pone come una straordinaria opportunità per realizzare il nostro progetto di unire i territori più piccoli e periferici della Toscana costiera, consentendo loro di sprigionare finalmente potenzialità mai esplorate e valorizzando le peculiarità di ciascuno. Un obiettivo che è già i percorso partecipato della Federazione aveva indicato». La Val di Cornia, la Val di Cecina, le Colline Metallifere, il mare, la costa, le colline, i borghi, l’agricoltura, l’industria, la portualità e il turismo come eccellenze e numeri capaci, aggiunge Fabiani, di farci fare quel salto di qualità che «da soli e divisi non potremo mai neppure immaginare». Necessario sarà anche porsi il problema di come la “terra ferma” dialogherà con l’Elba e l’Arcipelago: «Queste nostre piccole comunità non sono figlie di un dio minore – specifica il segretario della Federazione – e se sapranno stare insieme saranno davvero protagoniste del proprio destino e potranno dare il loro reale contributo per far tornare a crescere l’intera costa toscana. Lo diciamo da tempo e finalmente si cominciano a vedere segni di cambiamenti che confortano questa nostra idea. La risposta alla crisi non è nell’edificare nuovi confini – che talvolta diventano anche muri – ma è nel costruire ponti, sinergie e alleanze, mettendo insieme le migliori energie. Oltre i muri, oltre i confini, c’è il futuro e da oggi è più vicino».

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Riforma della costituzione e assetti istituzionali locali nell’incontro a Salivoli

7 mar , 2016  

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Si è tenuta venerdì 4 marzo la giornata di lavoro organizzata dalla Federazione Pd Val di Cornia Elba sulla riforma della Costituzione e degli assetti istituzionali locali. La giornata, articolata in due parti – la prima dal taglio più seminariale e la seconda più politica – è stata la prima occasione di approfondimento rispetto a temi importanti che hanno a che fare con la democrazia. Nel pomeriggio i relatori, rispondendo anche alle domande dei partecipanti, hanno illustrato – in vista del referendum del prossimo autunno – i contenuti della riforma della Costituzione, e, a seguire, le sue implicazioni sugli enti locali, anche alla luce delle nuove opportunità per i comuni contenute nelle nuove norme a sostegno dei processi sia di unione di comuni sia di fusione fra comuni. Alle domande del pubblico, che numeroso ha affollato la sala convegni di Marina di Salivoli, hanno risposto il segretario regionale Pd Dario Parrini e il sottosegretario all’ambiente e deputato del territorio Silvia Velo che si sono concentrati sulla riforma costituzionale, Gianni Anselmi, che ha spiegato l’angolazione regionale e in particolare il lavoro che il Consiglio regionale sta facendo per ridisegnare la Toscana dopo l’abolizione delle province, e, dopo di loro, Silvia Bolgherini, ricercatrice dell’Università di Napoli ed esperta di governi locali, che ha tracciato un quadro aggiornato delle unioni di comuni, cioè degli strumenti che consentono ai comuni, pur mantenendo la propria autonomia, di cooperare fra di loro, accorpando uffici e funzioni. Infine Sabrina Iommi dell’Irpet ha spiegato i dati economici e sociali a sostegno di questi processi di semplificazione istituzionale e Riccardo Nocentini della segreteria regionale Pd, esperto di fusioni, ha illustrato invece tutte le opportunità politiche e finanziarie per i comuni che decidono di fondersi fra di loro. Alla luce di queste informazioni, nella seconda parte della giornata, alle 21, si è svolta una tavola rotonda fra i sindaci e i rappresentanti Pd della Val di Cornia e dei territori limitrofi coordinata dal giornalista Guido Fiorini de Il Tirreno. Durante il confronto i sindaci della Val di Cornia, incalzati dalle domande di Fiorini, hanno spiegato lo stato dell’arte e in particolare il lavoro fin qui svolto e propedeutico alla nascita dell’Unione di comuni, votata in tutti in Consigli comunali del territorio, in particolare il rinnovo dell’ufficio di piano per quanto riguarda il governo del territorio, il progetto per il servizio socio sanitario che, com’è noto, si propone di integrare diversi ambiti territoriali a partire da Val di Cornia e Bassa Val di Cecina, e la funzione associata al turismo con il nuovo ruolo della Parchi Val di Cornia. Erano presenti anche il sindaco di Massa Marittima e il segretario del Pd di Follonica in rappresentanza delle Colline Metallifere, che hanno parlato dell’interesse del loro territorio a collaborare con la Val di Cornia e dei rapporti che fra questi ambiti si sono intensificati proprio in questi mesi in cui si parla di sanità, senza nascondere le difficoltà a superare un confine che ancora permane fra le due diverse aziende sanitarie. C’era anche Lorenzo Lambardi per l’Elba che ha rilanciato la sua proposta, tre comuni di versante e una Unione di comuni dell’Elba, per provare a superare le divisioni che anche in questi giorni si sono riproposte prepotentemente.
In definitiva, in un contesto in trasformazione, arriva la proposta del Pd Val di Cornia Elba delineata anche dal segretario Valerio Fabiani: dopo il lavoro di questi mesi, i tempi sono maturi per andare alla costituzione dell’Unione di comuni, partendo dai comuni della Val di Cornia, ma con l’ambizione di coinvolgere anche i comuni di tutto il territorio che ci proponiamo di unificare, dalla Val di Cecina alle Colline Metallifere passando per la Val di Cornia. La prospettiva è quella di collocare all’interno di questo nuovo ambito territoriale tutte le politiche strategiche di area, dai servizi ai grandi temi dello sviluppo. Uniti i territori e dotati di strumenti comuni di governo, si intende poi rilanciare le fusioni, in maniera nuova, facendo tesoro degli errori del passato e sollecitando processi che partano dal basso, scommettendo sul protagonismo delle comunità. Anche per questo il Pd ha annunciato a partire dalle prossime settimane un nuovo percorso di partecipazione, questa volta dedicato alle istituzioni e alla necessità di modernizzarle.

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Comunicati stampa

“Le ragioni del cambiamento”, incontro a Piombino il 4 marzo

1 mar , 2016  

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La riforma costituzionale – abolizione del bicameralismo perfetto, superamento delle province – ma anche la riorganizzazione dei comuni. Sono questi i temi principali che verranno affrontati ne “Le ragioni del cambiamento”, un’iniziativa che la Federazione Pd Val di Cornia Elba ha organizzato per venerdì 4 marzo, presso la sala convegni del porticciolo di Marina di Salivoli. L’incontro si articola in due diversi momenti: il primo – di approccio seminariale – si svolgerà nel pomeriggio, dalle 17 in poi, e sarà dedicato in maniera più esplicita all’approfondimento sui temi trattati, con la possibilità per i partecipanti di rivolgere ai relatori domande anche di tipo tecnico, anche per quanto riguarda la riforma costituzionale oggetto del referendum che si terrà nel prossimo autunno. Interverranno Silvia Velo, sottosegretario ambiente, che illustrerà la riforma costituzionale, così come Dario Parrini, segretario Pd Toscana, che spiegherà anche le sue implicazioni sugli assetti istituzionali locali. Accanto a loro Gianni Anselmi, presidente commissione sviluppo Consiglio regionale, che interverrà sui nuovi ambiti territoriali della Toscana, Sabrina Iommi di Irpet, per l’analisi di dati economici e sociali, Riccardo Nocentini, Pd Toscana, autore del libro “Fare il sindaco. Management del governo locale”, che parlerà delle fusioni dei comuni, e Silvia Bolgherini, ricercatrice di scienze politiche presso l’università di Napoli e autrice del libro “Navigando a vista. Governi locali in Europa tra crisi e riforme”, che interverrà sulle unioni di comuni. L’incontro sarà introdotto da Claudio Cerrini e coordinato da Giorgio Pasquinucci, segreteria Federazione Pd Val di Cornia Elba.
La seconda parte dell’iniziativa – di taglio più politico, con le proposte per il territorio relativamente a questi temi – è prevista invece per le 21 (dopo la pausa cena buffet, fissata per le 20): una tavola rotonda con i sindaci di Val di Cornia, Elba, Val di Cecina e Colline Metallifere. Introduce il segretario della Federazione Valerio Fabiani, coordina il giornalista de “Il Tirreno” Guido Fiorini.

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Comunicati stampa

Fabiani: “Aferpi, la battaglia non è finita”

4 dic , 2015  

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Il segretario Valerio Fabiani dopo la manifestazione a sostegno dello sciopero dei metalmeccanici (Piombino, 2 dicembre 2015):
“Con la manifestazione di oggi si apre una fase nuova. Il tempo è scaduto, questa è la fase in cui dobbiamo dare gambe ai progetti. Tocca al nuovo management dell’azienda, al quale va certamente riconosciuta una maggiore chiarezza nell’approccio fin qui mostrato, passare rapidamente dalle parole ai fatti e recuperare i ritardi fin qui accumulati. Sono certo che Governo e Regione faranno la loro parte anche per evitare che le incertezze o una certa approssimazione con cui l’azienda ha gestito questa fase iniziale compromettano il lavoro straordinario che le istituzioni insieme alle parti sociali hanno svolto e che ci ha consentito di tornare a sperare. Ma ora non ci accontentiamo più di questo, vogliamo vedere partire le demolizioni, vogliamo più velocemente possibile tornare a colare acciaio e anche capire lo stato dell’arte degli altri due tasselli del progetto Cevital, il polo agroalimentare e quello logistico. Intanto serve il massimo impegno di tutti per mettere in sicurezza i lavoratori, intervenendo prioritariamente sui nodi irrisolti sul versante degli ammortizzatori sociali e del TFR, e anche per colmare definitamente il gap infrastrutturale del terriccio completando la 398 fino al porto e potenziando il collegamento ferroviario. Insomma, il fronte largo politico istituzionale e sociale grazie al quale siamo riusciti a ottenere le importanti conquiste di questi anni, comprese quelle che hanno consentito di trovare un acquirente per la ex Lucchini quando tutto sembrava perduto, c’è ancora ed è pronto a battersi con la stessa determinazione di prima. La battaglia non è finita, lo devono sapere tutti, noi stessi e l’azienda che sa bene di poter contare su interlocutori e su una realtà affidabile e responsabile, ma sempre con la schiena dritta e pronta anche a dare battaglia quando posta di fronte a scelte che non ci convincono”.

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